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stabilito il cabottaggio in tutte le parti del regno dal primo gennaio 1825 (1). ART. 648 – Inoltre conciossiachè nella legge doganale del 19 giugno 1826, la dogana di Catania nella prima classe fosse ascritta, o sia d' introduzione estrazione e cabottaggio (2), questa città quantunque priva di un porto e non avendo al momento che un semplice ricovero per poche barche, pure uno aspetto più commerciante per tale novazione ha di già preso. Oltre di moltissimi e ricchi mercatanti che da lunga pezza vi albergavano, parecchi Inglesi e Prussiani vi hanno il loro negozio fermato. Per siffatta cagione la tassa che al giorno di oggi da' negozianti catanesi si ammozzola, è once 6oo annue. Ciò fa ricorrere al pensiero che se Catania il suo molo terminato conseguisse, senza fallo alcuno sarebbe una delle prime piazze commercianti della Sicilia. Dippiù da Catania la mercatura ordinariamente in faccenda si mette con Malta Alessandria Trieste Fiume Venezia, a parte di tutte le coste del continente di Napoli di Livorno Marsiglia e di tante altre piazze, dove solfo si spedisce sommacco limoni melarangi mandorle orzo nocciuole pelli di capretti tartaro bianco o rosso stracci pistacchi cotoni soda vino spirito gomme diverse, carrube frutta secche regolizia tonno acciughe e moltiplici generi. Con tutto ciò il colmo principale a potere il commercio in detta piazza rinvigorire e mella provincia tutta, la costruzione si è del molo

(1) SUPPL. al giorn. num. 127, anno 1825, pag. 15. (2) SUPPL. al giorn. num. 147, pag. 257.

di già dal sovrano approvata. Come quello del commercio interno è il conducimento a fine delle vie carrozzabili, per venire diverse terre del valle comunicando, e trasportarsi con facilezza le derrate. ART. 649– Qual si fosse la operazione alla quale si applica il travaglio è sempre produttiva, poichè concorre alla formazione di un prodotto. Il sapiente colle sue esperienze il suo studio ed i suoi libri, l' intraprenditore quantunque non metta mano alla opera, il manifattore il lavoratore il marinaio tutti concorrono travagliando a tale creazione ; il che formando un nuovo valore, un altro capimento di ricchezza partorisce. La riproduzione non è altra cosa che una ricreazione di valori; il valore delle cose è la ricchezza; ed il travaglio combinato coll'azione degli agenti che la natura fornisce, è di ogni valore la sorgente: perciò tutte le cause che nuocciono allo sviluppo delle facoltà produttive del travaglio, nuocciono alla moltiplicazione delle ricchezze alla generale opulenza. Su tale principio fondato il governo li setifici in Catania protesse. Circa l'anno 1728 i Messinesi credendo ivi prosperare la detta manifattura, a re Carlo vi imperadore fecero istanze, acciò alla summentovata città si togliesse il consolato della seta, ed alla sola Messina si lasciasse: ciononostante sostenendosi dai veri Catanesi i patri diritti, la restrizione fu solamente messa di non fabbricare drappi di seta con oro e argento; con proibirsi però a qualunque estero avanzarsi simili fabbriche. D'avvantaggio i setaiuoli co' loro artigiani ad un tribunale detto del consolato della seta irono sottoposti, che decidea

tutti li piati il traffico di questa merce concernenti, come ab antiquo praticavasi (1). Fattamentesì nell'anno 1742 i Palermitani, gelosi che le seterie catanesi di condizione migliore riuscendo, più a buon patto si vendessero, pretesero che fuori del val di Noto non si estraessero, al pari di quelle di Palermo dal val di Mazzara e delle altre di Messina dal val Demone: ma il governo prudentemente a simili inchieste non prestò orecchio. Di nuovo nel 1751 sì Palermo che Messina contro al detto consolato e contro a questa arte lanciaronsi; se non che il sagace Carlo III, contuttochè stabilito avesse a Messina un setificio con dare al direttore once ottocento annue, pure ben sentendo che tutto da invidia provveniva, e che i drappi catanesi di gran lunga quelli degli altri paesi in esattezza di lavoro superavano, con sue regali lettere del dì 11 dicembre 1752 il consolato sancì e tutte le franchige a Catania (2). La città di Aci nel 1778 aspirò anch'essa alla libertà di travagliare la seta; però il senato le prerogative sue fe’ valere: e tali petizioni nè in Palermo nè in Napoli ove la pendenza agitossi, furono ammesse. Le scienze economiche di quei giorni tenevano per canone inconcusso ed inquistionabile, che non puossi in un luogo la ricchezza introdurre senzachè dall'altro non sviasse, come se la industria degli uomini coll'agevolazione di altri mezzi non potesse creare nuovi effetti che avessero un valore all'avvenante dell'uso de' medesimi. Ciò

- i (1) ARCH. com. cat. lib. priv. pag. 572. . (2) ARcn. del segreto a Catania ann. 1752.

cagionava le continuate querele di una città contro ad un'altra, le quali privilegi esclusivi venivano vantando: da che sentendo che più la libertà di produrre e di contrattare è intera, più i prezzi correnti si avvicinano al valore reale delle cose , pergamene caldamente dimandavano, affinchè della privativa abusassero ed i loro prodotti più dello intrinseco valore vendessero: ed ecco di privilegi di esenzioni mai sempre si parlava, e non di leggi generali che non sono come i primi odiose, ma di comune costrutto. Parimente verso la fine del secolo 18 il vicerè Caramanica, per ordine del re, artieri da Napoli invitando e della Francia, un bellissimo setificio a Palermo pose in assetto : bensì alla perfezione di quei drappi di Catania non giungendo, ben presto andò in abbandono. Quindi cambiando col volger degli anni la maniera di vedere de' popoli, e non sì facilmente potendosi vivere da' moderni alla prisca foggia, nel 1818 il consolato della seta fu soppresso: e a volere scansare le frodi, parecchie ordinanze pubblicaronsi alle vecchie leggi conformi (1). Fra questo mentre da tempo in tempo molte macchine si sono in Catania conosciute in simili opifici, nuovi telai nuovi manganelli alla piemontese. Il bello ordingo di Iaquart a Catania molti anni sono dall'ingegnoso ne

1) GIoRN. num. 34, ann. 1819, pag. 172.

empre le leggi sicole hanno fulminato delle severe pene agli artieri frodatori e falsari. La costituzione de ponder. dello imperator Federico di ciò ci rende scienti. CoNST. tit. 51.

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goziante Benedetto Barbagallo venne portato, quando da Francia processe; il lisaggio di Maiziat, diverse altre congegnature o meccaniche nelle fabIbriche de' signori Auteri Fragalà Bertuccio Ronsisvalle Geraci Castorina si osservano, le quali nulla lasciano a disiare: e Ferdinando 1 protettore delle arti in Catania dimorando le seterie incoraggiò, concedendo a Geraci e poscia a Ronsisvalle alcuni siti a formarvi de' nuovi opificì; al primo la così detta Mecca nel largo di s. Maria di Gesù, al secondo la mctà della casa gesuitica. Così menomate le spese della produzione, il prodotto è ito aumentando ed in perfezionamento progredendo: il perchè vi sono addetti circa ventimille lavoranti. Anzi nel collegio delle arti un intraprenditore catanese ha specolato di formarvi una stamperia per le mussoline e le sete: e di già è coronato da ottimo fine quel suo pensamento. Salvatore Leonardi nativo di Aci-Reale, valente artista, ha ideato uno altro aggiunto alle macchine, con cui si minorerebbe di due terzi la spesa della mano di opera (1). ART. 65o Non inferiori della seta sono le mene di cotone; laddove questa pianta vegeta rigogliosa ne' nostri campi ed immegliavi sommamente, un più felice e comodo destro così dando agli artisti di provvedersene. Più di dieci mille operai detti volgarmente basinari oggetti di bambagia travagliano, che sono in tutto il regno in Malta in

(1) Questo artefice ha inventato una macchina a martelIetto per la formazione delle grandi caldaie, e spera ottenerne la privativa dal governo.

Tom. IV i 2

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