Le vite parallele di Plutarco, Volume 6

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F. Le Monnier, 1865
 

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DOI:10.1478/C1A0802010
Atti dell’Accademia Peloritana dei Pericolanti
Classe di Scienze Fisiche, Matematiche e Naturali
Vol. LXXXVI, C1A0802010 (2008)
Adunanza del 29 novembre 2007
ARISTOSSENO Aristosseno, viene qui riletta da una parte alla luce di un
lavoro di F. Bellissima che ne evidenzia la struttura fondamentalmente deduttiva, anche
se con limitazioni sul piano del rigore, dall’altra guardando ad alcuni problemi posti da
recenti pubblicazioni di R. Migliorato, G. Gentile, L. Russo. In particolare Migliorato aveva
introdotto l’espressione rivoluzione euclidea per indicare un mutamento di paradigma
scientifico rispetto alla concezione aristotelica e che, sulla base dei testi a noi pervenuti,
`e osservabile per la prima volta nell’opera di Euclide. Data la scarsit`a di fonti testuali
si era per`o mantenuto prudente circa la totale attribuzione del mutamento di prospettiva.
L’analisi qui condotta rivela gi`a in Aristosseno un tentativo di superamento sia del dogmatismo
pitagorico sia della fondazione metafisica della scienza deduttiva aristotelica, senza
tuttavia attuare in modo chiaro il salto epistemologico osservabile nell’opera di Euclide.
Tale superamento pu`o essere visto dunque come un parziale avvicinamento a quella che
Migliorato ha chiamato rivoluzione euclidea.
ABSTRACT. The Armonica of Aristoxenus is re-read in the light of a paper by F. Bellissima
[Nuncius, XVII, n.1, 2-44 (2002)] that emphasizes its basically deductive structure,
although with some limitations at a strictly logical level. We further address some problems
recently posed by R. Migliorato, G. Gentile and L. Russo. In particular, Migliorato
introduced the expression Euclidean revolution to denote a change in the scientific paradigm
with respect to the Aristotelian conception, which, on the ground of extant texts,
is observed for the first time in the Euclidean works. Since very few textual sources are
available, Migliorato remained prudent as to the total attribution of the perspective change.
The analysis carried out here discloses an attempt to overcome the Pitagorean dogmatism
already in Aristoxenus, as well as the metaphysical foundation of the Aristotelian deductive
science, without however enacting in a clear way the epistemological step that we
can observe in Euclid. Such a process partially merges into the Euclidean revolution as
formulated by Migliorato.
1. Introduzione
`E
ormai chiaro come la letteratura pi`u recente, sia pure da diversi angoli visuali e con
diverse accentuazioni, tenda a rimarcare la sostanziale autonomia e originalit`a della scienza
ellenistica rispetto alle concezioni scientifiche e filosofiche precedenti1 La presente nota
1 La diversit`a della cultura ellenistica rispetto alla cultura greca precedente fu esplicitamente teorizzata per
la prima volta intorno alla met`a del XIX sec. da Johann Gustav Droysen che ne mise in evidenza i caratteri
di originalit`a, introducendo anche il termine “ellenismo”. Questo termine fu infatti da lui usato per indicare
l’ambito di egemonia greco-macedone in una vasta area del Mediterraneo orientale e dei territori conquistati da
1
2 A. SARRITZU
prende avvio, in particolare, da due lavori di Migliorato [3] e di Gentile e Migliorato [5],
nei quali emerge con chiarezza l’ipotesi di un sostanziale mutamento nei fondamenti epistemologici
dell’indagine scientifica, iniziato presumibilmente con Euclide2 e proseguito
per oltre un secolo, coinvolgendo successivamente scienziati come Archimede e Apollonio.
In particolare, Migliorato [3] fa riferimento ad un “paradigma euclideo” che verrebbe
a contrapporsi ad un precedente “paradigma aristotelico”, con l’avvertenza per`o che tali
denominazioni debbano essere assunte con un valore puramente convenzionale e non come
assoluta e certa attribuzione rispettivamente ad Euclide e ad Aristotele delle categorie
concettuali che tali espressioni intendono rappresentare. Nel presente lavoro, un’attenta
lettura del trattato sull’armonia di Aristosseno, sembra dare
 

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