Gnomologia dantesca, ovvero, Detti memorabili di Dante

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Stab. tip. Pierro-Veraldi, 1898 - 333 pagine
 

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Pagina 72 - Vidi presso di me un veglio solo, Degno di tanta reverenza in vista, Che pi¨ non dee a padre alcun figliuolo. Lunga la barba, e di pel bianco mista Portava a' suoi capegli simigliante , De' quai cadeva al petto doppia lista.
Pagina 131 - Esce di mano a Lui che la vagheggia, Prima che sia, a guisa di fanciulla Che piangendo e ridendo pargoleggia, L'anima semplicetta che sa nulla, Salvo che, mossa da lieto Fattore, Volentier torna a ci˛ che la trastulla.
Pagina 197 - O voi che siete in piccioletta barca, desiderosi d'ascoltar, seguiti dietro al mio legno che cantando varca, tornate a riveder li vostri liti: non vi mettete in pelago, che, forse, perdendo me rimarreste smarriti.
Pagina 46 - Nel tempo che colui, che il mondo schiara, La faccia sua a noi tien meno ascosa, Come la mosca cede alla zanzara, Vede lucciole gi¨ per la vallea, Forse colÓ dove vendemmia ed ara; 30 Di tante fiamme tutta risplendea L' ottava bolgia, si com' io m' accorsi, Tosto che fui lÓ Ve il fondo parea.
Pagina 38 - Vicino al fin de' passeggiati marmi. E quella sozza immagine di froda Sen venne, ed arriv˛ la testa e '1 busto; Ma in su la riva non trasse la coda. La faccia sua era faccia d'uom giusto, Tanto benigna avea di fuor la pelle...
Pagina 220 - Un corollario voglio che t' ammanti. Sempre natura, se fortuna trova Discorde a sŔ, come ogni altra semente Fuor di sua region, fa mala prova. E, se il mondo laggi¨ ponesse mente Al fondamento che natura pone, Seguendo lui, avria buona la gente. Ma voi torcete alla religione Tal che fia nato a cingersi la spada, E fate re di tal ch' Ŕ da sermone ; Onde la traccia vostra Ŕ fuor di strada.
Pagina 287 - E' si distende in circular figura, in tanto che la sua circunferenza sarebbe al sol troppo larga cintura. Passi di raggio tutta sua parvenza reflesso al sommo del mobile primo, che prende quindi vivere e potenza. E come clivo in acqua di suo imo si specchia, quasi per vedersi adorno, quando Ŕ nel verde e ne...
Pagina 16 - Ora incomincian le dolenti note A farmisi sentire : or son venuto LÓ dove molto pianto mi percote. Io venni in loco d' ogni luce muto. Che mugghia, come fa mar per tempesta, Se da contrari venti Ŕ combattuto.
Pagina 126 - ... 1 solecchio, che del soverchio visibile lima. Come quando drill' acqua o dallo specchio salta lo raggio all' opposita parte, salendo su per lo modo parecchio a quel che scende, e tanto si diparte dal cader della pietra in igual tratta...
Pagina 93 - Quell'anima gentil fu cosi presta, Sol per lo dolce suon della sua terra, Di fare al cittadin suo quivi festa; Ed ora in te non stanno senza guerra Li vivi tuoi, e l'un l'altro si rode Di quei che un muro ed una fossa serra.

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