Opere del conte Giulio Perticari di Savignano, patrizio Pesarese. ...: Biografia di Giulio Perticari scritta da G.I. Montanari [articolo estratto dall'Album, distribuzione 21 anno III] Elogio del Perticari di P. Costa. Introduzione ai trattati di lingua italiana del Perticari di L.C. Ferruzzi. Degli scrittori del trecento e de'loro imitatori. Dell'apologia di Dante cogli argomenti de'capi della parte seconda di L.C. Ferruzzi

Copertina anteriore
Tipografia Guidi all'Ancora, 1838
 

Cosa dicono le persone - Scrivi una recensione

Nessuna recensione trovata nei soliti posti.

Indice


Parole e frasi comuni

Brani popolari

Pagina 17 - Se mai continga che il Poema sacro, Al quale ha posto mano e Cielo e Terra, SI che m' ha fatto per più anni macro, Vinca la crudeltà, che fuor mi serra Del bello ovile, ov...
Pagina 178 - Poiché fu piacere de' cittadini della bellissima e famosissima figlia di Roma, Fiorenza, di gettarmi fuori del suo dolcissimo seno (nel quale nato e nudrito fui fino al colmo della mia vita, e nel quale, con buona pace di quella, desidero con tutto il cuore di riposare l' animo stanco, e terminare il tempo che m...
Pagina 177 - Oh misera! misera patria mia! Quanta pietà mi stringe per te, qual volta leggo, qual volta scrivo cosa che a reggimento civile abbia rispetto!
Pagina 215 - ... è del rimanente non vogliate negar l'esperienza, di retro al sol, del mondo sanza gente. Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza".
Pagina 155 - Ma quello ingrato popolo maligno, Che discese di Fiesole ab antico ; E tiene ancor del monte e del macigno, Ti si farà, per tuo ben far, nimico : Ed è ragion : chè tra gli lazzi sorbi Si disconvien fruttare al dolce fico. Vecchia fama nel mondo li chiama orbi ; Gente avara, invidiosa, e superba : Da' lor costumi fa che tu ti forbì.
Pagina 179 - De' magnanimi madre, Più che in tua suora, in te dolor sormonta : Qual è de' figli tuoi, che in onor t'ama, Sentendo l' opre ladre Che in te si fanno , con dolore ha onta. Ahi ! quanto in te la iniqua gente è pronta A sempre congregarsi alla tua morte, Con luci bieche e torte , Falso per vero al popol tuo mostrando. Alza il cor de...
Pagina 83 - Cortesia e onestade è tutt' uno: e perocchè nelle corti anticamente le virtudi e li belli costumi s' usavano ( siccome oggi s' usa il contrario), si tolse questo vocabolo dalle corti; e fu tanto a dire cortesia, quanto uso di corte; lo qual vocabolo se oggi si togliesse dalle corti, massimamente d' Italia, non sarebbe altro a dire che turpezza.
Pagina 167 - E io ne vidi già molte in un pozzo saltare, per una che dentro vi saltò, forse credendo di saltare uno muro, non ostante che il 50 pastore, piangendo e gridando, colle braccia e col petto dinanzi si parava.
Pagina 168 - Ahi serva Italia, di dolore ostello, Nave senza nocchiero in gran tempesta, Non donna di provincie, ma bordello! Quell...
Pagina 167 - Boezio iudica la popolare gloria vana, perché la vede sanza discrezione. Questi sono da chiamare pecore, e non uomini: che se una pecora si gittasse da una...

Informazioni bibliografiche