Opera colle controversie sulla Gerusalemme, Volumi 1-2

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Pagina 45 - 1 felice albergo. Quindi uscian fuor voci canore e dolci E di cigni e di ninfe e di sirene, Di sirene celesti; e n' uscian suoni Soavi e chiari, e tanto altro diletto, Ch'attonito, godendo ed ammirando, Mi fermai buona pezza.
Pagina 47 - ... 1 volgo insano onor poscia fu detto (che di nostra natura il fèo 3) tiranno), non mischiava il suo affanno fra le liete dolcezze de l'amoroso gregge; né fu sua dura legge nota a quell'alme in libertate avvezze; ma legge aurea e felice, che Natura scolpì: S'ei piace, ei lice*).
Pagina 47 - Meschiando a le parole Vezzi e susurri, ed ai susurri i baci Strettamente tenaci; La verginella ignude Scopria sue fresche rose, Ch'or tien nel velo ascose, E le poma del seno acerbe e crude; E spesso in fonte o in lago Scherzar si vide con l'amata il vago. Tu prima, Onor, velasti La fonte de i diletti, Negando l'onde a l'amorosa sete; Tu a...
Pagina 42 - Silvia, le dissi , io per te ardo , e certo Morrò , se non m'aiti . A quel parlare Chinò ella, il bel volto, e fuor le venne Un...
Pagina 146 - E come raggio il verno, imbruna e more gloria d'altrui splendore; e come alpestre e rapido torrente, come acceso baleno in notturno sereno, come aura, o fumo, o come strai, repente volan le nostre fame, ed ogni onore sembra languido fiore. Che più si spera o che s'attende ornai?
Pagina 23 - Aminta, SATIRO, innamorato di Silvia, NERINA, messaggiera, ERGASTO, nunzio, ELPINO, pastore, CORO, di pastori. PROLOGO AMORE. Chi crederla che sotto umane forme E sotto queste pastorali spoglie Fosse nascosto un Dio ? non mica un Dio Selvaggio, o della plebe degli Dei ; Ma tra...
Pagina 45 - I' vidi Celesti dee, ninfe leggiadre e belle, Nuovi Lini ed Orfei, ed altre ancora Senza vel, senza nube, e quale e quanta A gl'immortali appar vergine aurora Sparger d'argento e d'or rugiade e raggi E fecondando illuminar d'intorno. Vidi Febo e le Muse, e fra le Muse Elpin...
Pagina 49 - Jticciola è l'ape, e fa col picciol morso Pur gravi e pur moleste le ferite: Ma qual cosa è più picciola d'Amore, Se in ogni breve spazio entra, e s'asconde In ogni breve spazio? or sotto all'ombra Delle palpebre , or tra...
Pagina 48 - E son tuoi fatti egregi le pene ei pianti nostri. Ma tu, d'Amore e di Natura donno, tu domator de' regi, che fai tra questi chiostri che la grandezza tua capir non ponno? Vattene, e turba il sonno a gl'illustri e potenti: noi qui, negletta e bassa turba, senza te lassa viver ne l'uso de l'antiche genti.
Pagina 32 - La biscia or lascia il suo veleno, e corre, Cupida, al suo amatore: Van le tigri in amore: Ama il leon superbo, e tu sol, fiera Più che tutte le fere, Albergo gli dineghi nel tuo petto.

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