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V

VAC

VAC

VAG

TA, Vada, cioè Vadá la scommessa, Scom- gonnella, e nelle gambe di coloro che scalinelliamo ; Giuochiamo.

dandosi le avvicinano troppo al fuoco. V. VACA, 8. f. Vacca ; Buessa, La femmina Zariese. del Bue.

VACHÈR O VACARO, 8. m. Mandriale o Dello per agg. a Donna, Giovenca o Mandriano e Guardamandrie. Custode Ciumenta, Si dice per ingiuria.

della mandria. Vaccaro, chiamasi il GuarDelto per agg. a Uomo, Vigliacco ; Vi- diano delle vacche Vaccara, dicesi alle ; Poltrone, V. Crava.

la Femmina. Vacca, dicesi ai Bachi da seta che in- VACHÈR 4 (coll' e aperto ) 8. f. Basoffiotristiti per malattia non lavorano.

ne ; Pentolone, Vomo assai grasso e pinAziòn DA VACA, Azione fatta vigliacca- guissimo. V. PORCHÈRA. mente, da vigliacco, da codardo.

VACHÈTA, 8. f. Vacchella; l'occurella ;
Grasso come una vaca, Parer un car- Bestia vaccina d'un anno intiero.
novale , dicesi popolarmente di Persona Dello per Agg. d'ingiuria a Femmina,
grassa e grossa. V. PORCHÈBA.

Vaccherella ; Vaccuccia.
ANDAR DRENTO PER EL BO B veGNIR FO- VACHÈTA, 8. m. Abbecedario, Libro che,
RA PER LA VACA, V. Bo.

disposto con ordine alfabetico, serviva neVACANZA, 8. f. Vacanza o Vacazione, gli Archivii sotto i Veneti all'uso di ripGiornale di riposo.

venire le carte occorrenti. Vacanze si chiamavano ai tempi del Go- Vacchella, dicevasi anche ad un libro, verno Venelo quelle, che secondo la costi- in cui si registravano le spese giornatuzione erano permesse tanto d'estate che liere. d'autunno, nelle quali cessavano dalle VACİNA, 8. f. Vaccina , Voce dell'uso. loro occupazioni ordinarie i Magistrati ci- Specie di Miasma che si estrae da certe vili. Supplivano rispettivamente pei Ma- puslule morbose, che vengono specialmengistrati gli Avvogadori del Comune e il te alle mammelle delle Vacche in alcuni Collegio de' Signori di notte al civile ; e paesi, e di cui ci serviamo per la vaccinale cause in appello reslavano sospese. Le zione, per preservar le persone dal vaivoFerie si concedevano ai tempi di Pasqua lo naturale. e di Natale.

VACINÁR, v. Vaccinare, T. dell'u80, e ESSERGHE VACANZA D' UN IMPIEGO , Va- vale Inpestar il vaiuolo di vacca, Far la care un impiego, un ufficio, Esser cioè vaccinazione. senza possessore.

VACINAZION, f. Vaccinazione, verbaTORSe vacanza da so posta, Inforcare le di Vaccinare. Operazione chirurgica che la scuola o Far forca alla scuola, vale si eseguisce per lo più sulle braccia, inPrender la vacanza da per sè, senza li- troducendo subcutaneamente il miasma cenza o ordine del Maestro.

vaccino nelle persone, che non hanno avuVACARIA, s. f. Cascina, Luogo dove si ten- lo il vaiuolo paturale, per preservarle da gono e pasturado le vacche, onde si fa il tale malattia pericolosa. burro ed il cacio.

VACON, detto per Agg. a Uomo, VigliacLA XE ONA VACARIA, detto fig. Ella è cune ; Poltrone ; Vile; Cudardo. una disoneslà, oscenità, lordume, lordu- VA C0 VÀ, Maniera fam. V. in ANDAR. ra, sporcizia, nefandilà , cioè Cosa con- VACUO, add. Vacuo, V. Vodo. traria all' opestà.

Vacui, in T. Forense del cessalo GoVACARO. V. Vacher.

verno Veneto, si chiamavano le giornate VACAZZA, 8. f. Amoscine, Specie di Su- nelle quali arringavapsi le cause dinanzi siva, la cui pianta è conosciuta sotto il no- ai Consigli di quaranta, che a motivo della me di Prunum Damascenum.

grave loro importanza o diramazione, non VACHEMORE ( coll' o aperto ) 8. f. Vacca potevano essere definite in una giornata e Incotto, Que' lividori o incotti che ven- sola, ma doveva esserlo in più giorni; e gono talora alle Donne nelle cosce, quan- quindi dicevansi Vacui perchè appuilo quei do tengono il verno il caldapino sotto la giorni rimanevano vacanti per i terzi con

rigli ordinarii. Causa de vacui, dicevasi quindi ad una Causa simile. VADA, 8. m. Voce che sembra corrotta da Vapo, Presente del verbo Andare, usato per Strada, Cammino, Sentiere.

ANDÀR FORA DEL VADA, Uscir del seminalo, detto fig. Uscir di tema o del soggetto che si ha fra inano; Uscir di squadra, Uscir de' termini. Annestare in sul sec. co; Dire di secco in sccco vuol dire, Per mancanza di materia entrare in discorsi diversi dai primi e luori di proposito. Sbalestrare, delta fig. vale Non dar nel segno proposto in favellando di che che sia.

FoRa Del Vara, Fuor di proposito ; Fuor di luogo ; Fuori di strada -- I NoMERI XE PORA DEL VADA, I numeri som spostati,

Cossa CHE XE FORA DEL PADA, Cosa assurda o sperlicata , fuori del ragionevole.

NO LA XB MINGA UNA COSA POBA DEL VADA, Non è fuor di ragione o di probabilita, e vale è anzi probabile o verisimile.

Vada e anche Vaga, sono poi l'imperativo del verbo Apdare Vaga o VADA EL RESTO, Facciamo del resto, T. de' Giuochi d'invito e vale Giuocar tutto quel danaro che uno ha davanti.

Vada che vu NO SE CAPACE DE FAR STA cossa, Scommettiamo che voi non siele capace di far questo ; ovv. Giuochiamo che tu non sei cece di far questo. De maNCO NO VADA,

vuol dire Accelle la disfida. VADIMONIO, s. m. Vadimonio, T. For repse del cessato Governo Veneto, dal barbarico Vadimonium, che significa Pegno o Garanzia. Decreto civile, con cui ad jstanza della Moglie si aulenticava il legale fondamento della sua dote sui beni del Marito vivente. Dicevasi anche Assicurazione di dole. Quest' allo spettava al Magistrato del Proprio. V. PROPRIO. VAGABONDAGIO, s. m. Vagabondità, Il vagabondare e lo Stato del Vagabondo. Nella traduzione del Codice criminale italiano dicevasi Vagabondaggio. VAGABONDAR, v. Vagabondure, Andar attorno errando e senza saper ben dove, Fare il vagabondo ; Andar a sonzo ; Ardar a girone, o ronda.

8.

mare.

1- VAI

EL MAR,

ne

LIO.

Tela rara ,

VAGANTİVO, add. T. de' Pesc. - Pesca VALERSE DE

UNA COSSA, Valersi, Fare scaduta valilura, come altri vogliono diVAGANTIVA, V. Pesca. uso, Adoperarla.

re. V. Valitura. VAGASE è una parola che s'incontra nel Forse valÈR, Fursi valere , Farsi sti-Valivo, add. Vallicoso, Voce antica proprincipio d'una lettera del nostro Cal

prissima, Situato in valle. Ag8. a Campo, mo, che dice Vagase A FAR SCAMBIAR DE

VAL A DIR, Vale a dire; Val dire; Cioè siccome dicesi Montuoso al Campo situato CERVELO E NOÀR EL SENTIMENTO ...' COSTOa dire.

in monte. RI CHE CERCA CON FORZA DE FUOGO ec. (ora VALERIANA, 8. f. Valeriana maggiore VALON, 8. m. )

Vallone, Valle grande, direbbesi Cae i se vaga e ital. Vadansi ). o ortense, Pianta erbacea detta da' Bola-VALONA, 8. f.) VAGHEGIÀR, v. Vagheggiare , Far al- nici Valeriana Phu, la quale ba le fo- Vallonaccio, dicesi a Valle profonda. l'amore.

glie come la Scabbiosa ; pasce ne'monti VALONIA, 8. f. Vallonea o Gallonea e VagheGIÀR UN POSTO, UNA CARICA, Ago- e pe' luoghi umidi e acquitrinosi.

Vallona, Ghiande del Cerro, portate dalgnare una carica, un impiego, cioè Am- V ha poi la Valeriana officinalis , det- l'Arcipelago; l' Albero che le produce fu birlo, Bramarlo con avidità, Aspirare , to ital. Valeriana minore o silvestre, che detto da Linneo Quercus Ægylops. Le Esser vago d'un posto, vale Bramoso, fa le foglie come il Frassino, della quale i ghiande stesse, o sia la buccia che contieDesideroso. gatti sono ghiotti.

ne il seme, servono per conciare le pelli. VAGHETO, add. Vaghetto, cioè Grazioso, Ambedue queste specie sono usate nel- VALSER, s. f. Termine Tedesco, delto dai Gentile.

la medicina , ed hanno odore aromatico nostri corrottamente anche Bòlzera. Nome VAGAÈTO, dicesi anche per Rarello o nauseante, e sapore amaro piccante e dis- che si dà ad un Ballo tedesco, in cui i due Radetto, Alquanto raro, contrario di Fit- gustoso.

Ballerini vanno sempre in giro, avvinti in to, quando si parla di Tela.

VALESAN, ( colla s dolce ) s. m. Valli- varie guise l'uno all'altro colle mani e colVAGLIA. V. PAGARÓ. giuno, Abitator di valle.

le braccia. VAGVELE -- A LE SANTE VAGNÈLE, Sorta

ValeSAN VICIN

Maremmano , VALUTA, 8. f. Valuta ; Valsenie, Prezdi affermazione o di giuramento che usaChe sta nelle maremme.

zo in danaro. vasi nel nostro dialetto ai tempi del Cal- VALESÈLA, 8. f. Vallicella; Valletta ; Valuta INTESA, detlo fig. Indellatura, mo, che ora dicesi PER SANTI DEI EVAN- Vallettinu.

Concerto. Collusione fra due o più persoZÈLI, Alle guanguèle, o Alle sanle guan

VALESİN, s. m. Porta valigia , Nome Esser VALUTA Intesa , Indettarsi , guèle, cioè Per l'evangelio, V. Evange- che in qualche luogo dello Stato ex-Ve- Convenir con uno segretamente, Darsi l'in

neto si dà a Colui ch'è incaricato dall' U- tesa, V. ImboCONÁR. VAGO, add. Tela VAGA,

fizio postale di portar la valigia delle let- VANARÈLO ( coll’e aperta ) add. Vanerelchiaru, rada, contrario di Filta.

tere e de' pacchi da un paese all'altro. lo, dim. di Vano, Agg. a Giovane, che anCARÀTER VAGO, Carattere tondo o can- VALESSIO, s. m. Chiamasi da' Merciai che direbbesi Leggerucolo; Frinfino o celleresco, cioè Cbiaro, colle lettere ben una specie di Tela di canapa e cotone a Frinfrino. Che sta sulle mode, Di testa distinte, marcate.

guisa di frustagno, ma assai più leggera leggera. VALÀ, Anda, Voce onde s'incitano i buoi di esso, che serve all'uso di soppannare

VANÈZA, s. f. Porca T. Agr. Quello spazio a camminare. Vedi I. i vestiti.

della terra nel campo ch'è tra solco e sol. VALÀCO, s. m. Valacco, Voce dell'u80, VALIO, V. A valio e Goalivo.

co. V. GOMBINA. Chiamasi un Giuoco di carte, forse vedu

VALİSÉ o Volisa, s. f. Valigia e Bolgia, VANÈZA DEI ORTI, Aiuola; Coltra ; Proto di Valacchia, che si fa in tre persone, V. Bolza.

sa, T. Agr. detta anche Voneggia. Quella il quale addimanda molta atteozione e Valise o SACHETA DA SOLDAI, V. SACHE- per li fiori chiamasi Platea. cautela. Ta e ValisÈTA.

VanèzA IN PIOVER, Porca o Aiuola a coVALADA, 8. f. Vallata ; Vallonata, Tut- QUEL DA LE VALISE, Valigiaio, V. Bol- sta, cioè Modellata a pendio. to lo spazio della Valle, da un capo al- ZÈR.

Trozo de LE veneze, Andare; Caval'altro.

Valise, detto in gergo, vale Natiche;

gno, V. Trozo.
VALCERCA, Vacquattù, Nome sost. di Culo. E detto metaf. vale per Gobba. VANEZÈTA, s. f. Piccola aiuola.
nessuna significazione, e vale lo stesso che

AVÈR LA VALISA ,
dicesi di Femmina , VANEZÓN, 8. m. )

Grande aiuola. Nessun uomo.

Esser gravida.

VANEZONA, s. f. ) In mo' d' archetli, Mapiera di rispon- | VALISÈTA, s. f. Valigetta, V. BOLZÈTA. VANGA, r. f. Vanga, Strumento di ferro dere quando o per tedio o per isdegno non VALISETA DA SOLDAI, Porlamantello, con manico di legno, notissimo, che serve vogliamo dire il modo con cui si ba fatto Specie di sacca in cui si rinvolgono dai per rivoltolar la terra. che che sia.

cavalieri gli arnesi del loro equipaggio, e CATTIVA VANGA, Vanguccia. VALDRAPA. 8. f. Gualdrappa ; Coperta; che si porta legata all'arcione di dietro VANGA DA CAVAR SA881, Beccastrino, CerCopertina, La coperta che si attacca alla della sella.

la zappa da cavar sassi, grossa e stretta. sella

e cuopre la groppa del Cavallo. VALITÚRA, 8. f. Voce neologica che si ve- Vanga DA coègo, Scotennatoio, Voce VALE, 8. f. Valle, Luogo di Vallata non de usata fra noi in qualche pubblica carta, agr. Strumento di ferro ad uso di scotenpiantato d'alberi; e propr. noi intendia- verbale da Valere, detta in vece di Va- nare, di taglio piano e largo. Dicesi anche mo alcuni Chiusi d'acqua nelle lagune lenza o Valenzia ; Valore; Virtù ; o a Zappa da brughi. dell' Estuario Veneto, dove s'alleva e si dir meglio per Tempo valido ; Giorni uti- Fero de LA VANGA, Steca o Vangile, piglia il pesce di mare. li, Tempo utile.

Ferro che si mette nel manico della van. VALÈR, v. Valere, Esser di un certo prez- Ricapito di scaduta valitura, si vide ga per posarvi il piè e lavorare. – Presac20 ; Costare -- Cossa VARLO? Cossa o Quan- scritto in una circolare, che vuol dire Ri- chio, dicesi a quel Legno posto a traverso TO VABLA ? Quanto egli vale? Qual è il suo capito disvalenle, cioè lavalido per tein- il manico dove appoggia e calca col piede prezzo ? Che cosa costa?

po scaduto; che non vale più fuori di ter- il Vangatore per profondarlo bene. Valere, si dice ancor per Aver valore, mine, che non ha più valore.

VANGADA, 8. f. Vangata, L'atto del vanvirtù , Essere valente QUEL TAL NOL VALITURO, Participio futuro alla latina,

gare. VAL ON STRANÙO, Non vale un lupino, Che valerà o Che dee valere, Che avrà vi- Vangata, vale anche Colpo di vanga, o una lisca , una sorba , un corno, una

gore o esecuzione La presente licenza Lavoro fatto colla vanga. buccia o fronda di porro

Valere un

valitura per mesi sei, Licenza che sarà in Puntata, dicesi Quanto in una sola vola mondo, sarebbe il contrario.

vigore per mesi sei, dopo i quali sarà di ta si può ficcar la vanga in terra. Boerio.

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DIA, V.

GRELE

VANGİR , . Vangare, Lavorar la terra Omo che se vagTA, V. VANTATÒR. VARA, Vocabolo che si sente frequentecolla vanga. Vangure a vanga rilta o VANTATOR, 8. m. Vantatore, che si vanta mente nel basso popolo, ed è l'imperativo Vungare a vangu pasta o a punta in- o si dà vanto, Millantatore, Ostentatore, singolare di Veder, cioè idiotismo per VAR. nazi, dicesi della diversa maniera di pre- Spacciatore, V. CHACOLÒN.

pa o GUARDA, e vuol dire Ve'o Vedi. II merla col piede perpendicolarınente e ob

VANTATORA, s. f. Vantatrice, che si plurale è VARĖ, V. bliquamente -- TORNAR A Vangar, Rivan. vanta.

VARA CHIAPA CHIÒ, Maniera bassissima VANTICUOR, T. Mar. V. CONTRARODA. gare.

che indica maraviglia, e talora è disprezVANGAR fondo, Scassare o Diveltare, VANTIERA, V. GUANTIERA.

zativa v negativa: lo stesso che PoparVoci agr. E quindi Scassato e Divello , VANTO, s. m. Vanto; Vantamento; Vandicesi al Terredo lavorato profondamente teria, Ostentazione, Millanteria.

VARAGNO, 8. m. T. de' Pesc. Ragana o colla zappa o vanga, nel quale non sieno PORTAR EL VANTO, Portar la palma, la Dragòne di mare , Pesce di mare conoalberi.

viltoria, il vanto, Superare gli altri. Por- sciuto già da’ Latini col come Draco e da TEMPO DA VANGİR , Andare a vunga , tare il masgalano, fu detto del Portare la Lion. posto al genere. Trachinus. Ne abvale Trovare il terreno facile a lavorarsi prefereoza, Esser anteposto agli altri come biamo due differenti, cioè il VARAGNO colla vanga. il più galapte.

BIANCO che ha la testa compressa, con TERRÈN VANGÀ, Vangata, st. Terra Vanto, dicesi ancor

per idiotismo in

piccole asperità, ed una spipa pungentisvangala. vece di Guanto, V.

sima , che i Siciliani chiamano Tracire: VANGELIO, che anche diciamo Vangelo VANZÀ, add. Avanzato, add. da Avanzare. ed il VARAGNO Pagin, che diversifica dal e Evangelio, 8. m. Evangelio ; Vangelo VanzÀ DA ONA DISGRAZIA , Avanzato al primo per avere il corpo bianco e la parte e Vangelio, Scrittura del Testamento nuo- fuoco, alle inondazioni e simili, vale Ri- superiore del tronco con delle macchie vo, ove sono raccontate le azioni e le predi- masto illeso o non consumato.

brune, con molti punti neri. Nell' Istria cazioni di Gesù Cristo,

Tempo VANZÀ, Tempo avanzato , *val dicesi Ragno.
Esser DA VANGELIO,
Esser ordinato a Guadagnato.

Entrambi questi pesci si riputavano di vangelo o a epistola o a messa : dicesi dc- VANZAR (colla z aspra ) v. Essere o An- un' identica specie ; ina il nostro Nardo gli Ecclesiastici. dar creditore da alcuno.

avendoli con molta diligenza confrontati Esser ON VANGELIO, Esser un evange- VANZİB PORA , Avanzare ; Soprabbon- fra essi, trovò che sono due specie distinTio o un vangelo, Essere una verità indu- dare; Restare ; Sporgere in fuori.

te da importanti caratteri; e quindi ritenbitabile.

VANSARSE QUALCOSSA , Accivanzare o ne il VaRAGNO Bianco come il Trachinus PER SANTI DEI E vanzeli, V. EvangeliO. Civanzare, Risparmiarsi qualche cosa. Draco di Lioneo; e chiamò Trachinus

N. B. Il nostro Calmo in tanti luoghi VANZAR L'AQUA DA LAVARSE LE MAN, detto Bloch il VARAGNO Pagan per dedicare la delle sue prose dice Per le Sante DIE VA- fig. Avanzare i piè fuori del letto, Di chi specie all’immortale Bloch, che aveva danon ba messo nulla in avanzo.

to di essa una esattissima descrizione. VANGHÈTO, 8. m. Piccola vanga.

Coss'alO PO AVANZA ? De Le scalare, Che VARAGNOLA, 8. f. Chiamasi da' Pescatori VANIA, 8. f. Avania , Impostura, Falsa cosa ha poi egli avunzato? ( cioè riscos- il VARAGNO quando è piccolo. invenzione a pregiudizio altrui.

30 ) delle busse, delle cessate, un rabbuf- | VARDA, 8. f. T. antiq. Guardia, V. VARDAR UNA VANÌA A QUALCÙN , Dar mala fo ec. wice ad alcuno, Tocolparlo, Dargli catti- VaxzÅR TEMPO, Guadagnare o Avanzar VARDABASSO, 8. m. Soppiatlone ; Galva fama, Calunniare alcuno.

tempo, Anticipare, Prevenire. - VANZAR tone, dicesi di Persona copa coperta e VANIGLIA, 8. f. Vaniglia o Vainiglia ,

LA NOTE,

Cavar il dissimulata. Non guardar mai dritto in Bacce 'letto odoroso aromatico d' un Fru- tempo dagli occhi, cioè Avanzar tempo col viso. tice rampieante, parasitico, delle Indie vegliare più del consueto.

VARDADURA, O VARDAÙRA, 8. f. Guardaoccidentali, ch'è chiamato da Linneo Epi

DE VANZAR E EL GHE PERDE. tura, L'atto e 'l modo col quale si guardendrum Vanilla e da altri Vanilla aro- V. in GUADAGNÅR.

da. matica - Vaniglione, T. di Commercio, VANZARSR TROPO COL. DISCORSO, Entrare VARDACUOR , 8. m. Voce ant. usata dal dicesi a Speci'e più grossa di Vaniglia. troppo innanzi, V. AVANZÀR.

nostro Andrea Calmo, Guardacuore, SorVANIGLIA, 8. 9. T. de' Fioristi, Vainiglia VANZAURA (colla z aspra ) s. f. Avanza- ta di farsetto, cioè di Vestimento da uomo o Vainiglia de' giardini o Eliotropio a liccio ; Avanzuglio; Rimasuglio ; Rima- che cuopre il busto; ed è probabilmente fior odoroso di vainiglia , Pianta che si SO; Sceltume : Scegliticcio; Resto, Ciò quello che ancora portano i nostri pescacoltiva in vasi, detia da’ Botanici Heliotroche avanza Marame ; Rifiuto, Il peggio

tori sopra la camicia. pium Peruvianum, i cui fiorellini hanno re di qualsisia cosa.

VARDÅR, v. che anche dicesi GOARDİR , un gratissimo odore muschiato o di vaini- Vanzaure , Avanzo o Avanzi in plur. Guardare ; Sguardare ; Riguardare. glia. Questa pianta non ama il gran fred- Il rimanente, che anche dicesi Il restante, VARDÅR ATENTAMBNTE , Ragguardare : do, nè l' esser soverebiamente annaffiata. Il residuo di qualunque cosa. Rilievo o Ri. Alluciare. VANTÀGIO, s. m. Vantaggio o Avvan- levo è l'Avanzo della mensa ; Abbevera- VARDÅR, dicesi per Fare, cioè Procuralaggio.

liccio; Abbeveralo sust. e Cauluccino della re , Aver cura, fare il possibile - VarEsser SUL VANTAGIO , Averne buono ; Bevanda e del Bicchiere ; Sconocchiatura, DARÒ DE SERVIRLA, Farò di ben servirla Dir buono ; Essere sul vantaggio, Esser del Pennecchio ; Rafflature, del Panno; - VARDA DE STUDIAR BBN, Fa di dar opea buona condizione. Scampolo, d'una pezza intiera. V. Cole- ra allo studio

VARDA DE COMPRARME ON VANTAGI POCO Oxesti, Guadagneria, Gua- to e Resto.

BON MELÒN, Fa di comperarmi un buon podagni illeciti.

VÀNZEGA, detto da aleuni per Svanze- pone. VANTAGIO detto in T. de' Stampat. V.

VARDAR CON DILIGENZA QUALCÙN, Tenere AVANTAZO

VAÒN, 8. m. T. Agr. Callaia ; Vallico , in guardia alcuno; Tenere stretto alcuno. VANTARSE, v. ed anche Avantarse, Van- Quell' apertura che si fa 'nelle siepi per VARDA BEN, Guarda la gamba; Leva la tarsi e Avvanlarsi , Darsi vanto, Magni. passare a' campi.

gamba ; Abbi l'occhio ; Dio ne guardi ; ficare sopra modo le cose sue, Gloriarsi, VAPOR, 8. m. Vapore.

Va assentilo. Pregiarsi, Spacciarsi.

VAPİR , si dice anche ad una specie di VARDAR BEN PRIMA D'IMPEGNARSE, Aver cuNo LA SE AVAXTA TANTO, Non si vanti Mussolina Gnissima che serve per abiti e ra all infornare ; Al pan si guarda prima o Non si avvanti lanto, Sia moderato. forniture di donne.

che s'inforni, metaf. Guardarsi da entra

DIA.

TEMPO COL

STAR

SO

EL CREDE

GA, V.

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SOTO

A can

re in maneggi, de' quali non si possa ritrarsene senza danno.

VAR DÅR CO L'OCHIO DEL PREPAZIO, Guardar attraverso; Guardare di mal occhio.

VARDAR CO L' OchIO DE LA SCAFETA DE LA PIETÀ, Guardar con occhio pietoso, compassionevole, Dicesi per ironia.

VARDAR CO LA COA DB L'OCHIO, Guardare colla coda dell'occhio o Far l'occhio del porco, Guardare in banda.

VARDAR CON GUSTO, Occhieggiare.
VARDAR DA L'ALTO AL BASSO,

Guardar
da superbo ; Guardar con occhio spres-
zante.
VARDÅR DA ORBO ,

Sbirciare , vale Socchiudere gli occhi onde osservar con più facilità ogni minuzia.

VARDÀR EL Bezzo, Chi non istima il quattrin non lo vale ; Quattrino risparmiato due volte guadagnato.

VARDÅR B TORNAR A VARDİR , Sguaraguardare o Sguaraguatare.

VARDÀR Pisso, Affissare. VARDARGHE LE MAN, Tener l'occhio ai mochi, che vale Aver diligente cura di non esser gabbato e rubato.

VARDÅR INCANTÀ, Guatare.

VARDAR IN QUA E IN Li, Guardare verso mercoledi, si dice di Chi va vagando coll' occhio in qua e in là fisso in altro oggetto Aver gli occhi a' nugoli, Non badare.

VARDÅR PER SUTIL , Metafisicare ; Sofisticare ; Riandare o Riveder le bucce, V. Soril.

No LA VARDİR TANTO PER SUTÌL, Non la guardare in un filar d'embrici o di case ; Filare o Ber grosso; Ingrossare la coscienza ; Non la guardar cosi per la minuta o per minuto o nel sottile ; Chi guarda ogni penna non fa mai letto.

VAR DÅR IN SFESA, Guardar capolino o Far capolino ; Guardar di soppiatlo.

No VARDÅR IN TBL wuso NISSÙN , Gillare il giacchio tondo ; Darla a mosca cieca ; Menar la mazza sorda, Non aver riguardo a niuno. Non bisogna oggidi guardar in viso persona ; Come la stadera de' beccai.

VARDAR PER TRAVERSO, ovv. VARDAR I SANTI PER

TRAVERSO , Guardar bircio o sbircio o bercilocchio, V. SGuerzo è Lo

di sè , Provvedere cautamente che male No so Da CHI VARDARME, Dai buoni mi
non t' avvenga, non ti sorprenda, Prende- guardi Iddio, che dai cattivi mi guarde-
re o Prendersi guardia; Stare a guardia. io,.Dettato comunissimo, che indica ,

VARDARBE DA LA BUBANA, V. BUBÂNA. Esser più difficile guardarsi da chi nella
VARDARSE DAL SEGNAI DA Dio, V. Segni.

società ha buon concetto ma tristo cuore, VARDÅR SOTOCAIO

COZZO VIA ,

di quello che da' cattivi, percbè il cuore Guardar sotlecchi o sottecco ; Sbirciare non si vede. uno sotť occhio.

FARSE VARDAR DRIO, V. Dejo. VARDÁR STBALOCHIO, Stralunare, Stra- LA VARDA CHE CASI! Guardi lei! Manievolgere gli occhi affisando la vista , Ave- ra fam. espressa con ammirativo per derire gli occhi strabuzzati, o stralunati. sione o ammonizione.

VARDA CA'EL TE LA PICA, Tal ti ride in FenestrA CHE Varda so LA STRADA, Fibocca, che dietro te l'accocca, e vale, nestra che riguarda o che riesce sopra la Tal ti dà buone parole, che fa poi de' tristi strada ; ovv. che ha riguardo alla strafatti.

da ; cioè Ch'è posta verso la strada. VARDITE DA CAI T'RA COGION),

SE VARDA ANCA UNA MERDA, POSSO VARche lecchi cenere non gli fidar farina , DARVE ANCA VU, Anche i gusie i barbagiadetto fig. e vale Non ti fidar più.

ni sono guardati, Risposta che si dà a chi VARDITE DAI PAPATASI, V. Popatasi. disdegna d'esser guardato.

VARDITE PRIMA TI E PO PARLA, Guarda- ZOGÅR A VARDARSE, V. ZOGÀR. li a' piedi, Esamina prima te stesso avanti | VARDAROBA, s. f. Guardaroba , Luogo che biasimi alcuno La padella dice al della casa ove si conservano gli arnesj. paiuolo, fatti in che tu mi tigni, Ma- VARDAROBIÈR , 8. m. Guardaroba, diniera che dicesi a ono che riprenda altrui cesi anche Chi ha in custodia tutte le d' un vizio del quale esso sia macchiato co- biancherie, vestiario, utensili e mobili o me 'l ripreso.

altra suppellettile di una casa ; ed in queVARDA BEN COME ti T'IMPEGNI, Non al. sto sign. nel numero dei più si dice Guarlargare le ali più del nido ; Non ti sten- darobi, masc. dere più del lenzuolo; Misurati col tuo VARDASCARTOZZI, s. m. Guardacarpassetto ; Fa il passo secondo la gamba. tocci o Lanterna da cartocci, T. Mar. VARDÈ EL FATO VOSTRO ,

Guardate al dicesi un Vaso di legno fatto a posta per vostro acconcio : cioè Riflettete e deter. contenere un cartoccio onde poterlo trasminatevi giusta l'interesse a piacimento portare ben difeso da ogni pericolo di fuoco. vostro, che può anche dirsi Guardate al VARDIA e GUARDIA, s. f. Guardia, Custodia. fatto vostro In altro senso dicendo Sta- Guardia, si dice anche al Custode, al te ben accorto o State sull'avviso, è un Guardatore. Avvertire altrui di star attento per non

STAR IN VARDIA ,

Mettersi ; Porsi e siessere burlato.

mili in guardia. VARTE Ó GUARTB, Guarti , per Guar- VARÈ, vuol dire Vedete, presente di vededali, si può usare in poesia.

re; e si usa anche per intercalare, che agDio VARDA, Guardi o Cessilo il Cielo ; giunge però forza al discorso, richiamando Guardi Dio ; No no; Davvero.

l'attenzione di chi ascolta. Dio ME VARDA

DÅ FAR UNA MI NO VARĖ, Io no, vedete Mi si, vacoSSA SOLA, Dio mi guardi da chi non ha RÈ, lo si, vedete. che una sola faccenda: detto proverb. per- VARÈ COSSA CHE ME TOCA A VEDER! Detchè quel tale mai non parla d' altro e sem- to con ammir, Guardate che cosa mi tocpre con essa importuna altrui.

ca vedere! Se mi FUSSB UNA BELA DONA , Dio var

VARÈ CAB GRAN

cosse ! Guardale che DA CHE VE VOLESSE PER MIO CAVALÈER, S'io maraviglie. fossi donna e bella, Dio guarda ch'io mai VARÈ O VARDÈ CO I DISE, a cui talora si vi volessi per mio cicisbeo.

soggiugne ch'el Ponte de NoÅL Xe a S. Dio Me

DAL PETEGOLEZZI DE LE Felise, Maniera fam. di ammirazione, coDONE, V. PETEGOLEZZO.

me direbbesi Oh diamine ! Che cosa sento! Dio Ve VARDA DA CHI

Per bacco ! e simili; o che talora si dice in LÀ, DA CHI

aria scberzevole di rimprovero a chi esa-
MAGNA SENZA PARLARVE, Prov. vulgatissi- geri nel discorso o pretenda più del dove-
mo fra noi, al quale corrisponde, Il Ciel re ec. ( Il ponte di Noale è nella parroccbia
vi guardi da chi ride e guarda in , da di S. Felice ).
chi ingoia lo sputo e da chi mangia senza QUARANTA AL GROSSO , VARÈ, Gridano in
parlarvi: Tutti indizii di persona equivoca. Venezia i venditori di fichi, ed è come di-

Nel parlar fam. Se Dio VARDA, vuol dire cessero, Vedete i fichi ch' io v' offro a qua-
Se per avventura; Se a caso: come Se ranta al grosso : cioè quaranta per quattro
D10 VARDA NOL ZOGAVA cope, Mi NO CHIA- soldi.
PAVĀ, Se egli per caso non giuocava cop- VARÈA, s. f. Avaria, T. Mar. Danno che ac-
pe, io non pigliava

SE DIO VARDA NO

cade ad un vascello o alle mercanzie delle GAE METEVA DEL N10, NO SARÌA NATO GNEN- quali è caricato; e il Costo e la Spesa non TB, Se io non ci metteva del mio, nulla preveduta che uno è obbligato a fare in un sarebbe avvenuto.

viaggio. Avaria semplice è il Danno ac

DA CHI GA

VARDA

SCO.

RIDE

E VARDA IN

INGIOTE LA

SPUAZZA E DA CHI

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caduto alle mercanzie per proprio lor vi- VARO, s. m. Vaio, Animale simile allo | VASÈTO, 8. m. Vasetto ; Vasello ; Vaselzio o difetto naturale. Avaria ordinaria Scoiattolo, col dorso di color bigio e la pan- lino ; Vaselletto. è la Spesa che ci vuole per imballare, ca- cia bianca ; e dicesi Vaio anche alla Pelle Alberello, cbiamasi il Vasetto di terra o ricar le mercanzie e assicurarle. Avarie di quest' animale, di cui si fa uso l'inverno di vetro degli Speziali ad uso di riporvi grosse e comuni, sono le spese straordi- dalle donne ne' loro, vestimenti per lusso. manteche. Quadrellino, Vasetto da balsa parie e il danno sofferlo pel bene e per la V. Dossi.

mo. Barattolo, Vaso di terra o di vetro per salute comune delle mercanzie e del vascel- Il sott'abito della Veste Patrizia era for- tenersi conserve. 1o. Di questo numero sono le cose date per nito di pelle di vaio a mezza stagione ; l'Io- QUEL DAI VASETI DA OG10, Orciolaio o composizione ai Pirati pel riscatto del ba- verno dai Dossi.

Vasellaio, Colui che fa o vende vaselli. stimento. Grossa avaria dicesi anche il Vara, Agg. di Gallina, Brizzolata, V. VASİNA, 8. f. Vazina, Vagina ; Guaina ; Danno che altri è obbligato soffrire quando GALINA.

Fodero. la tempesta forza a gittare le mercanzie in VAROLA 0 Varioli, add. Bulterato ; But. Vasina, dicesi dalle Sarte e dalle nostre mare, a tagliar le gomone, le vele, gli al- teroso; Vuiuolala : Taccato, dicesi del dopne ad un lavoro o specie di condotto o beri ec.

Volto dell'uomo, nel quale son rimase le capale fatto in un abito o simile col papno Avario, si dice ancora il Diritto che margini del vaiuolo.

stesso, per passarvi un cordone od un papaga ogoi vascello pel mantenimento del VAROLE O V Ariòle, s. f. Vaiuolo o Va- stro per entro, liraodo il quale dai due caporto in cui ei s' ancora.

iuole, Malattia notissima, comune quasi a pi si viene a stringere l'apertura. Fassi VAREA DEL PENON, Cima del pennone, tutti, più o meno contagiosa.

principalmente in quelle parti d'un abito, V. Peròn.

VAROLE Salvadeghe, Ravaglione o Rovi- le quali debbono avere una larga apertura, VARÈA D'ALBORO, Colombiere, Quella glione, e Morviglione o Morbiglione, Spe- perchè si possa mettere indosso, ed hanno parte degli alberi d'una bave che ne han- cie di male che somiglia al vero vaiuolo. bisogno che questa apertura si ristringa no uno sopra posto, compresa fra le cro- SEGNI DE LE Varole, Butlero, Margine perchè stia assettato alla persona. celle di gabbia e la lesta di moro. che resta dopo il vaiuolo,

VASO, s. m. Vaso e Vase, Nome geneVARENTA, Voce dal verbo Guarentire o MARZA DE LE VAROLE, Miasma, Quella rale. Guarentire o Garantire. marcia con cui si faceva l'innesto del va

Vaso DE LA SECUIETA, V. CANTARO. VARENTA MI, Sal mi sia , quasi Salvo iuolo naturale, a cui fu da pochi anni in Vaso da OG10, Utello; Orcio; Orciuolo. mi sia. A rifor del mio, Modo di chi affer- qua provvidamente sostituita la Vaccina.

Vaso FONDO O Fondivo, Vaso cupo o caina costituendosene mallevadore. V. Vacua.

Vaso spanto, Vaso spaso, ed è il suo VaRenta MI, CHE STA RASON ME Plase, Se VAROLE DE LA PAVA, T. degli Ortolani, contrario. Dio mi dia bene che cotesta ragione mol- Porri, Bitorzolini o Piccole tuberosità che

QUANTITÀ De vasi, Vasellame; Vasellato mi s'accosta. cioè Mi piace. sono talvolta alla corteccia esteriore de'bac

menlo. VARENTA vo, Dio v'aiuti; Dio vi salvi. celli della Fava, e si estende anche ad al- UN BEL VASO DE BOTBGA O DE CAMARA O VARENTA I MI ochi, Specie di giuramen- tre frutta.

DE SALA e simili, Un bel corpo di bottega to popolare; che vale, Egli è tanto vero MAL DE LA VARIOLA, Male del lupino ,

o di sala ec. cioè Luogo ampio, di bella quanto mi sono cori i miei occhi e simili. che anche dicesi Lupinello, Sorta di ma- forma. VARENTÀR, v. Guarentire ; Garantire laltia che suol venire a' polli degli occhi Vaso de PANDORA O DE MOSTARDA, Detto e Guarentare, Difendere, Proteggere. quando enfiano e s'infiammano a modo di

furbescamente, Il Culo, il Diretano. Dio vareNTA LE MIE CREATORE, Dio pro. Lupino (Fava Luina ), che si cangia in

Vasi de LE Barche, T. d'Architettura tegga o preservi o guarentisca le mie una maglia o macchia bianchiccia.

navale, Vasa e più sovente Vase nel nucrcature, i miei figli, la mia famiglia. VAROTÈR , 8. m. Vaiaio , cosi dello da

mero del più. Nome che si dà a due travi VAREZİR, v. Vaiolare ; Vaiare o Inva- Vaio, Specie di pelle (V. VARO) Pellic

situate lungo i lati del vascello su i parati, iare, ed anche Saracinare o Fursi ghezzo, ciaio ; Pellicciaro ; Pelliccere, Che fa pel

sulle quali si posa e si assicura per vararlo. dicesi dell'Uva ed anche delle Ulive e di licce e vende pelli di vai.

Colonnelle delle vase, diconsi alcuni Pezzi altre frulla quando prendono il color nero VAROTERA, 8. f. Femmina di Vaiaio, la di travi indentati nelle vase, che vanno ad e cominciano a maturare; e quindi Vai, quale sull'esempio di altre voci consimili

appoggiarsi al corpo del vascello lungo il Ghezzi o Saracini, gli Acini dell'uva, le e così formate, dee poter dirsi Vaiaia ;

tratto della stella, per regger le trinche Ulive ed altre frutta quando per maturità Pellicciaia.

dell'invasatura priina di vararlo. anneriscono. Inoliare, si dice particolar-YARTE, Imperativo di VARDIR, Guarli ; VASOLINI, s. m. Parte dello sperone d'una mente delle Ulive quando maturano. L'uli- Guardali ; Guarda la gambu,

nave. V. SPERON. va è inoliata.

VASCA, s. f. Vascu o Tazza, Ricetto mu- VASOTO, s. m. Vasello, Vaso mezzano. VARGO, s. m. T. Agr. Vurco; Valico ; rato dell

acqua
delle fontane.

VASSELÈTO, s. m. Vascelletto, Piccolo Passo e Adilo, si dice quell’Apertura che l'asca de LA LUCERNA , Coppa, V. Lu- vascello. si fa nelle siepi -- Calla e Callaia, Quella

VASSÈLO, s. m. Vuscello, Bastimento magcbe si fa per poter entrare nel campo Cocón De Le Vasche, Zalo, Quel pezzo giore della Fregat.a. Ogni specie di nave Guodo, Quella che fassi rompendo la siepe di legno coperto di stracci col quale si tura si dice anche Vascello, ma ordinariamente o'l muro per entrare col carro nel campo. il buco delle vasche da cui esce l'acqua. s'intende upa Nave ad uso di mercanzia. VARIAZION, s. f. Variazione, T. di Mu- VASCÈLO, V. Vasselo.

IMBOSCAR UN VASSÈLO, V. Inbosc.R. sica e volgare ital. Pezzo musicale consi- VASCO )

VASTADOR, s. m. e GuastadÒR, Guastastente in varie repliche di un dato tema, | VASCON )

m. Guascone; Bellumore ;

tore, nella Milizia si piglia per Soldato che nelle quali è diversificata la melodia, ma Arcifanfano; Parabolano, V. Cortesán, seguita l'esercito a fine di accornodar le ritenuto lo stesso sentimento. Parbgìn e Zizoloto.

strade, tagliar boschi, far fortificazioni e VARIOLE. V. VARÒLE.

Vasco, detto in gergo, vale Podeslà , simili; ed è guidato dai Zappatori. VARIOLO. 8. m. T. de' Pesc. cbiamasi il il Magistrato.

VASTÀR, v. Guastare. Brancino quando è giovane. A Trieste di- ANDÀR O MARCHIAR A

LA VASCA, Cammi- VASTIMENTO, 8. m. Voce bassa, della da cesi Vanin. V. Bravcin.

nure; Fare: Parlare e simili, do qua- alcuni per Bastimento. VARIR. V. Guarir

VASTO, add. in T. de' Chioggiotti, vale YARISTO, Evarislo, Nome proprio di VASCONADA, 3. f. Guasconata, Millante- Allegruccio ; Buon tempone ; Malterello, Uomo. ria, Y. BULADA.

scone, da bravo.

V. Vasco

CERNA.

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