Decameron, Volume 2

Copertina anteriore
Società tipografica de' Classici italiani, 1803
 

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Decameron

Recensione dell'utente  - denise - IBS

I tempi di spedizione sono eccellenti così come la qualità dei libri usati. Ottimo lavoro, come sempre. Leggi recensione completa

Decameron

Recensione dell'utente  - Diego - IBS

Il voto non si dovrebbe neppure dare ad un libro del genere. Il massimo, naturalmente. Trattasi di un testo sacro, a suo modo. Per me: il libro dei libri. L'edizione è la migliore in circolazione. Consigliatissimo. Leggi recensione completa

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Pagina 431 - beffe di lei, dissero : Sciocca, che è ciò, che tu dì ? come vuoi tu lui, che non ha cosa del mondo ? A' quali ella rispose : Fratelli miei, io so bene, che così è, come voi dite , ma io voglio avanti uomo, che abbia bisogno di ricchezza, che ricchezza , che abbia bisogno d'uomo (2). Li fratelli udendo
Pagina 178 - Sì che, quando per altro non mi piacessero , per quello mi dovrebber piacere . Senza che le donne già mi fur cagione di comporre mille versi, dove le Muse mai non mi furono di farne alcun cagione. Ajutarommi elle bene, e mostrarommi comporre que' mille ; e forse a queste cose scrivere, quantunque sieno umilissime , si sono elle venute
Pagina 424 - mai da lei una sola guatatura (2) aveva avuta : per che ella diceva : Come manderò io , o andrò a domandargli questo falcone, che è per quel , che io oda, il migliore, che mai volasse, et oltre a ciò il mantien nel mondo ? E come sarò io sì sconoscente, che ad un gentile uomo , al quale
Pagina 412 - non ricordandosi di mangiare, né d'altra cosa, subitamente gli parve udire un grandissimo pianto, e guai altissimi messi da una donna : per che, rotto il suo dolce pensiero, alzo il capo per veder, che fosse, e maravigliossi nella pigneta veggendosi, et oltre a ciò , davanti guardandosi, vide venire per un boschetto assai folto d'albuscelli, e di pruni,
Pagina 410 - il che acciò che io vi dimostri , e materia vi dea del cacciarla del tutto da voi, mi piace di dirvi una novella non men di compassion piena, che dilettevole. In Ravenna antichissima città di Romagna furon già assai nobili » e gentili uomini , tra' quali un giovane chiamato Nastagio degli Onesti per la
Pagina 429 - che ella mi fa al presente, di che io mai pace con lei aver non debbo, pensando, che voi qui alla mia povera casa venula siete , dove, mentre che ricca fu, venir non degnaste, e da me un picciol don vogliate, et ella abbia si fatto, che io donar
Pagina 423 - un dì, che essendo così Federigo divenuto ali' estremo , che il marito di Monna Giovanna infermò, .e veggendosi alla morte venire , fece testamento , et essendo ricchissimo , in quello lasciò suo erede un suo figliuolo già grandicello, et appresso questo , avendo molto amata Monna Giovanna, lei, se avvenisse , che il figliuolo senza erede legittimo morisse, suo erede
Pagina 6 - all'altro mostrandolo , d'una parte uscir conigli, d'altra parte correr lepri, e dove giacer cavriuoli, et in alcuna cerbiatti giovani andar pascendo , et oltre a questi altre più maniere di non nocivi animali, ciascuno a suo diletto, quasi dimestichi, andarsi a sollazzo. Le quali cose oltre agli altri piaceri un vie maggior piacere aggiunsero
Pagina 170 - altri, in altra guisa essere state le cose da me raccontate, che come io le vi porgo, s'ingegnano in detrimento della mia fatica di dimostrare . Adunque da cotanti, e da così fatti soffiamenti , da così atroci denti, da così aguti, valorose Donne , mentre io ne' vostri servigj milito, sono sospinto,
Pagina 424 - esser ne dovesse, di non mandare, ma d'andare ella medesima per esso, e di recargliele, e risposegli: Figliuol mio, confortati, e pensa di guerire di forza, che io ti prometto, che la prima cosa , che io farò domattina, io andrò per esso , e sì il ti recherò . Di che il fanciullo lieto il dì medesimo mostrò