Tragedie e poesie di Alessandro Manzoni

Copertina anteriore
Stabilimento Redaelli Della Societa' Chiusi e Rechiedei, 1868 - 426 pagine
 

Cosa dicono le persone - Scrivi una recensione

Nessuna recensione trovata nei soliti posti.

Pagine selezionate

Altre edizioni - Visualizza tutto

Parole e frasi comuni

Brani popolari

Pagina 414 - Vide il mio genio e tacque; Quando, con vece assidua, Cadde, risorse e giacque , Di mille voci al sonito Mista la sua non ha: Vergin...
Pagina 413 - Ei fu. Siccome immobile, dato il mortai sospiro, stette la spoglia immemore orba di tanto spiro, così percossa, attonita la terra al nunzio sta...
Pagina 399 - Santi; immagine Della città superna; Del Sangue incorruttibile Conservatrice eterna , Tu che, da tanti secoli, Soffri, combatti e preghi Che le tue tende spieghi Dall'uno all'altro mar; Campo di quei che sperano ; Chiesa del Dio vivente ; Dov...
Pagina 403 - Al ciel, eh' è suo, le ciglia, Volga i lamenti in giubilo, Pensando a cui somiglia: Cui fu donato in copia, Doni con volto amico, Con quel tacer pudico, Che accetto il don ti fa. Spira de...
Pagina 335 - S'ode a destra uno squillo di tromba; A sinistra risponde uno squillo: D'ambo i lati calpesto rimbomba Da cavalli e da fanti il terren. Quinci spunta per l'aria un vessillo; Quindi un altro s'avanza spiegato: Ecco appare un drappello schierato; Ecco un altro che incontro gli vien. Già di mezzo sparito è il terreno; Già le spade rispingon le spade; L'un dell'altro le immerge nel seno; Gronda il sangue; raddoppia il ferir.
Pagina 76 - Dagli atrii muscosi, dai Fori cadenti, Dai boschi, dall'arse fucine stridenti, Dai solchi bagnati di servo sudor, Un volgo disperso repente si desta; Intende l'orecchio, solleva la testa Percosso da novo crescente romor. Dai guardi dubbiosi, dai pavidi volti, Qual raggio di sole da nuvoli folti, Traluce de...
Pagina 398 - Sia frugai del ricco il pasto; ogni mensa abbia i suoi doni; e il tesor negato al fasto di superbe imbandigioni, scorra amico all'umil tetto, faccia il desco poveretto più ridente oggi apparir. ** Lunge il grido e la tempesta de...
Pagina 337 - Ahi sventura ! sventura ! sventura ! Già la terra è coperta d'uccisi ; Tutta è sangue la vasta pianura; Cresce il grido, raddoppia il furor. Ma negli ordini manchi e divisi Mal si regge, già cede una schiera; Già nel volgo, che vincer dispera, Della vita rinasce l'amor. Come il grano lanciato dal pieno Ventilabro nell' aria si spande; Tale intorno per l'ampio terreno Si sparpagliano i vinti guerrier.
Pagina 335 - L'un dell'altro le immerge nel seno; Gronda il sangue; raddoppia il ferir. — Chi son essi? Alle beile contrade Qual ne venne straniero a far guerra? Qual è quei che ha giurato la terra Dove nacque far salva, o morir?
Pagina 421 - Chi potrà della gemina Dora, Della Bormida al Tanaro sposa, Del Ticino e dell'Orba selvosa Scerner l'onde confuse nel Po ; Chi stornargli del rapido Mella E dell'Oglio le miste correnti, Chi ritogliergli i mille torrenti Che la foce dell'Adda versò, Quello ancora una gente risorta Potrà scindere in volghi spregiati, E a ritroso degli anni e dei fati.

Informazioni bibliografiche