Il tramonto dell'euro: come e perché la fine della moneta unica salverebbe democrazia e benessere in Europa

Copertina anteriore
Imprimatur, 2012 - 413 pagine
Dopo quattro anni di recessione i testi sulla crisi non mancano. La maggior parte però propone ricette per salvare l'euro da se stesso, modificando le regole europee. Ne mancava uno che si ponesse il problema di salvare i cittadini dall'euro. Sfondando la barriera dei luoghi comuni, questo libro illustra il legame fra l'euro e la disintegrazione economica e politica dell'Eurozona, descrive le modalità e le conseguenze pratiche di un eventuale percorso di uscita e, infine, indica la direzione lungo la quale riprendere - dopo l'infelice parentesi dell'unione monetaria - un reale percorso di integrazione culturale, sociale ed economica europea. Un altro euro non è possibile. La sua fine segnerà l'inizio di un'altra Europa, possibile e desiderabile. “Se accettiamo questo metodo, non ci sono limiti a quello che ci potrà essere imposto. E l'unico modo per opporci è rifiutare l'euro, il segno più tangibile di questa politica e dei suoi fallimenti”. Alberto Bagnai è nato a Firenze e si è laureato in Economia alla Sapienza di Roma, dove ha conseguito il dottorato in Scienze economiche. È professore associato di Politica economica presso il Dipartimento di Economia dell'Università Gabriele D'Annunzio di Chieti-Pescara. Si occupa di economie emergenti e della sostenibilità del debito pubblico ed estero e ha pubblicato saggi su riviste scientifiche nazionali e internazionali. Il suo blog goofynomics.blogspot.it è diventato un importante punto di riferimento per l'analisi della crisi dell'Eurozona.

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Per sua ammissione Bagnai in quest'opera non dice nulla di nuovo: si limita a riportare teorie note e spiegare concetti di base; ma lo fa in modo magistrale, con un linguaggio chiaro ed informale che ti permette di unire i puntini e capire che il mondo non è come tutti ti raccontano.
C'è un modo di spiegare le cose per cui i fenomeni diventano auto-esplicativi e Bagnai lo usa per mostrarti i sottili meccanismi che fanno dell'euro uno strumento di governo piuttosto che una semplice moneta come la intendiamo noi. Meccanismi che riducono la competitività del nostro paese e concorrono ad appesantire la recessione che ci umilia.
Questo testo è una sorta di rivoluzione copernicana: ci consente di guardare gli stessi fenomeni non più come un capriccio incomprensibile dei mercati ma come il risultato di leggi economiche e decisioni umane e finalmente di smascherare la menzogna mediatica che chiama sempre gli stessi a pagare il conto.
Tutti dovrebbe leggere questo libro, ma soprattutto i lavoratori penalizzati dalla crisi e gli elettori di sinistra, il cui partito, chiamato naturalmente a rappresentarli, prima li ha convinti che la moneta unica li avrebbe salvati e ora insiste a dire che se non siamo abbastanza competitivi, innovativi, efficienti, insomma se la Germania è superiore, è colpa loro. Non mi pare che il libro faccia riferimento ad un predecessore che inseguì il mito germanico e, se non erro, era socialista pure lui.
 

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