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meno più che'l vicino fuoco della Toscana, lo coceva il remoto dell'Alemagna; considerando i passati sinistri e i nuovi pericoli della religione per la soprastante dieta da celebrarsi in Augusta, a fin di determinarvisi qual de quattro modi annoverati nella concordia di Passavia fosse opportuno a comporre le controversie della fede. Onde, perchè in così arduo e ponderoso negozio gli ordini al nunzio Delfino potessero darsi e più assidui e più adattati, aveva egli richiamato il cardinal Cervino (ritornato per breve tempo alla sua chiesa) con (1) proponimento di commettergli la soprantendenza degli affari di religione da incaricarsi a varii ministri lontani. E domandando Cesare (2) che alla dieta si deputasse un Legato, il pontefice da principio il ricusò per le ragioni che appresso riferiransi: ma insistendovi il re de Romani per cagione che in tal dieta sarebbesi deliberato sopra materie gra

(1) Lettera del cardinal del Monte al Delfino a 25 d'agosto 1554.

(2) Sta in varie lettere del cardinal del Monte al Delfino, e nella instruzione di Giulio III ad Antonio Agostini da riferirsi appresso,

vissime di religione richiedenti la presenza d'un tal ministro pontificio, e promettendogli, che senza il consentimento di quel Legato egli nulla disporrebbe, si piegò a mandarlo. Ed elesse il cardinal Morone, uomo d'esercitata prudenza, sperimentato alla Germania e della Germania nelle lunghe sue nunziature appresso il medesimo re Ferdinando; e ch'era intervenuto ad una simil dieta in Ratisbona, quando vi stava Legato il cardinal Contarino. Tosto che 'l papa ebbe fatta questa elezione ad instanza di Cesare e di Ferdinando, inviò Antonio Agostini uditor di Ruota spagnuolo per nunzio al re Filippo ed alla consorte, a fine (1) di ringraziarli per la pia conversione avvenuta di quel reame al seno della Chiesa cattolica, ed insieme di metter loro davanti, che l'unico modo per confermarla era il chiudere a traviati qualunque esterior rifugio; il che sarebbesi ottenuto per via della pace in Francia. Che ad essa il pontefice più affettuosamente confortava Cesare e le

(1) Tutto sta nell'instruzione datagli a 50 di gennaio 1555.

maestà loro, perchè ora un personaggio di grand'affare prometteva, che in questo caso il re Arrigo sarebbe concorso nella volontà del papa e de prenominati principi intorno a ciò che appartenesse a reprimer il Turco, ad opprimer gli eretici, e generalmente al pro della religione: e quel personaggio offeriva d'esser chiuso in castel s. Angelo, e di perder la testa, quando non si fosse verificata la sua promessa. Doveva aggiugner il nunzio, che'l pontefice non avea mai tralasciato d'applicare i pensieri e le diligenze ad una edificatoria e santa riformazione; ma che'l negozio era ito a lungo per due speciali difficultà : per la ripugnanza degli ecclesiastici ad esser emendati; e per le violenze ed usurpazioni del magistrati secolari contra la giurisdizion della Chiesa. Alla prima parte aver finalmente rimediato in molti principali capi il pontefice in una Bolla già preparata, che poco stante uscirebbe. Al secondo convenir che desse riparo la pietà, e l'autorità del principi. In essa Bolla riformarsi le persone ecclesiastiche, incominciandosi dalla creazione del papa fin all'ultimo grado loro. E benchè fosse convenuto aver cura di far tali ordinazioni che potessero ricever effetto in ogni paese; nondimeno essersi provveduto a parecchi casi risguardanti in ispecialità il buon reggimento, e'l vivere nelle chiese di Spagna. E ov'ella non bastasse, il pontefice offerirsi presto ad aggiugnere ciò di che fosse avvisato, sol che si levassero vicendevolmente i mali usi della podestà laicale. E dolevasi specialmente, che per opera di tal podestà si volessero sottoporre a molti vescovi di Spagna i capitoli, i quali per titolo di fondazione, d'erezione, o di possesso più antico d'ogni memoria n'erano esenti, con somma perturbazione di quelle chiese: quando più soavemente potevansi medicare i disordini cagionati da questa franchezza con gli ordini statuiti dal concilio, e con altri che per avventura si stimassero convenienti. Aver anche il papa in compiacimento di Cesare, e del re Ferdinando destinato per la dieta d'Augusta il Legato Morone, benchè con ripugnanza estrema, per doversi trattar materie di religione in un convento misto d'ecclesiastici e di secolari, di cattolici e d'eretici; alla qual mostruosità non pareva convenevole spettatore un Legato. Con tutto questo esser condesceso il pontefice a soddisfare in ciò alle maestà loro con due presupposizioni: l'una era, che nella dieta dovesse concorrere personalmente gran quantità di principali signori per conchiudervi articoli di momento, e non sustituiti procuratori con podestà di picciole deliberazioni; nel qual caso non vi sarebbe intervenuto con dignità un Legato apostolico: l'altra, che nulla affatto vi si dovesse stabilire contra l'autorità della Chiesa, de' Padri, e del concilii, e segnatamente contra le determinazioni del Tridentino; il che sarebbe risultato in ruina di tutta la religione. Tali ambasciate furono imposte all'Agostino mandato in Inghilterra allo stesso tempo che'l cardinal Morone in (1) Germania. Ma il cardinale appena arrivato si sentì costretto al ritorno, richiamato dalla morte di Giulio. Seguì ella il giorno ventesimoterzo di marzo nell'anno sesto del

(1) Gli fu data la croce a 15 di febraio 1555, come negli Atti Concistoriali.

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