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esortarlo alla pace. Cominciavasi da un proemio che apparteneva ad amendue i capi, dicendo che'l papa terrebbe perpetua memoria della prontezza espressa dal re al Legato Carrafa di pacificarsi a preghiera, ed arbitrio di sua beatitudine: e da che i malevoli aveano talmente fatto alienar dal papa l'animo del re Filippo, che s'era mosso ad assaltarlo, non meno grata ricordanza esser egli per conservare de'sussidii ricevuti da sua maestà cristianissima. Finalmente, ch'essendo piaciuto a Dio di tranquillare questo tumulto, ritornava il pontefice all'antiche diligenze per la pace tra le loro corone. Per la quale usò in questo caso quel medesimi stimoli che già riferironsi nel recitar l'instruzione del Legato Rebiba. Non ritenesse da ciò la maestà sua il dubbio che per gli ultimi avvenimenti l'accordo non dovesse conchiudersi con sua dignità, perciò che questa sarebbe a cuore al pontefice a pari della sua propria: rendesse questa gratitudine a Dio che l'avea collocato in sì alta fortuna, e fecondato di sì fiorita progenie: desse questa consolazione alla Chiesa di cui era primogenito: e avesse per co

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stante che niuna vittoria, e niun trionfo gli farebbe conseguir tanta gloria, e tanto aumento di beni non sol celesti, ma terrestri dal premiatore onnipotente, che dispensa i principati, e comanda alla sorte. Al Carrafa si commisero cinque negozii. Il primo, la pace universale, per cui s'offeriva il papa, vinto il peso degli anni, di spignersi a Nizza, o ad altro luogo di soddisfazione a due re, e ivi trattarla con loro personalmente. E n'era Paolo avidissimo, sperandone sommo beneficio alla cristianità sì temporale col riposo, sì spirituale col concilio, ed a se somma gloria, ed altrettanta benivolenza del re Filippo: l'una delle quali vedeva oscurata, e l'altra inacerbita pe'moderni accidenti. Il secondo fu la rivocazione de'pregiudicii fatti in Ispagna alla giurisdizione ecclesiastica. Il terzo la venuta del cardinal Polo: contra al quale s'era formato processo: (1) e parte di questo fu portata dal cardinal Carrafa per mostrarla al re ed a suoi ministri, e farli certi, che procedevasi a ragione, non a passione : come / (1) Lo Spondano nell'anno 1557, ed altri da lui dal più degli uomini si credeva. Nè qui vuol tacersi come essendosi dal Polo dettata (1) un'efficace apologia in sua difesa, ove gli era convenuto mescolar varie punture contro al pontefice che 'l travagliava, e fattasi poi scrivere di buon carattere, gli fu portata mentre egli sedeva presso al fuoco: ed allora in rileggendola il pio cardinale, preso da zelo di sacrificare alla carità, ed all'osservanza la sua propria riputazione sopra materia degna di sì gran gelosia, gittò la scrittura nelle fiamme, dicendo: non iscoprirai le vergogne del tuo padre. Nè per tutto ciò ha permesso Iddio, che rimanga men candido, e men glorioso il suo nome alla posterità della Chiesa. E in verità benchè l'odio allora contro al pontefice in casa e fuori, e l' universal affezione verso il cardinal Polo cagionasse negli uomini un tal sospetto di rancore più che di zelo in quella causa; nondimeno chi rimira con occhio limpido tutta la vita di Paolo, non può di lui persuadersi un animo sì malvagio, e si scelerato. Specialmente che ma

allegati. T. VII, 20

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meggiavansi in quegli anni le cause dell'inquisizione dal cardinal fra Michele Ghislieri, che fu Pio V, la cui santissima integrità non è posta in controversia di opinioni. E ad un uomo cotanto incorruttibile accrebbe Paolo in breve dipoi così grand'autorità in quel tribunale, qual non s'è data a verun altro già mai (1). Nè il processo feria solamente il cardinal Polo, ma, come dicemmo, più di esso il Morone, e fuor di loro frat'Egidio Foscarario domenicano, a cui aveva esso Morone rinunziata la chiesa di Modona, e Tommaso Sanfelice vescovo della Cava, già commessario di Paolo III nel concilio: del quale narrammo, che per opinioni poco sicure profferite da lui negli articoli della giustificazione sostenne ingiurie quasi eretico da un altro vescovo: del che vendicatosi egli con ira sconsigliata, fu allora e privato del carico, e discacciato dal sinodo, ed in que giorni era un de'cinque ritenuti in castello. Onde il vero è, che Paolo IV operò ben forse verso molte persone sì riguardevoli con zelo poco discreto, formando processi contra di loro pu

(1) Atti Concistoriali a 14 di dicembre 1558.

blicamente sopra misfatto in cui a macchiar l'inquisito basta il titolo senza la prova, ma non già con animo calunnioso. Maggiormente che le ragioni arrecate dell'odio suo contro al Polo, chi ben esamina i fatti, non sarebbon valute a trarre in vendetta così perversa nè pur l'animo d'un inreligioso mondano, non che d'un religiosissimo papa. Il quarto negozio imposto al Carrafa era procurar, che'l Peto venisse a Roma, con titolo che'l papa voleva quivi adoperarlo nel concilio, e nella riformazione. E è degno d'osservarsi, ch'ei nelle instruzioni è sempre chiamato col nome semplice di padre, e non con quello di cardinale: onde si raccoglie, esser vero ciò (1) che scrivesi, nè pur aver egli accettata ed assunta la dignità di cardinale, non che di Legato, perciò che la reina avea ritenuto il Breve che gli portava l'una e l'altra congiuntamente: e il papa lo desiderava fuor d'Inghilterra, perchè assumesse almen la persona di cardinale.

(1) Istoria d'Inghilterra manoscritta di fra Luca Wadingo, ch'è riferita nell'aggiunta dell'Ughello alla vita del cardinal Peto nel Ciaccone.

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