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con Cesare in questo trattato, potesse tuttavia rimanervi l'Osio intero nella benivolenza, e dar opera con la probità e con la dottrina alla conversione degli eretici, e alla confermazion de'cattolici. Ed a questa impresa elesse Zaccheria Delfino vineziano vescovo di Liesina ch'era stato quivi nunzio in tempo di Giulio, e di Paolo IV, accetto a Ferdinando, le cui azioni aveva ei scusate col defunto pontefice quando pendeva la controversia di riconoscerlo o no per imperadore, tanto che il Delfino dopo il suo ritorno in Roma n'era stato favorito d'onoratissime raccomandazioni appresso al novello papa. A lui fu ordinato (1), che per ogni modo cercasse di far vedere all'imperadore la necessità di rimettere il concilio in Trento: a quella città tutti aver consentito una volta ; fuor di essa ciascuna soggiacere a disputazioni, a discordie, a lunghezze; gli altri principi forse non esser per accettare un luogo nel seno della Germania; e posto che l'accettassero, non trovarsi in ciò il ben dello stesso impera

(1) L'instruzione sta nell'archivio Vaticano.

dore: perciò che essendo in quella regione più robusti gli eretici che i cattolici, potrebbono i primi tentar di forzarlo nel concilio a qualche dichiarazione lor vantaggiosa: or quando egli vi condescendesse, renderebbesi nemici i potentati cattolici, infamerebbe il suo nome, perderebbe la sua anima: quando no, s'avventurerebbe a sostener maggior oppressione che non sostenne dianzi Carlo da protestanti, non avendo egli altri regni da ricoverarsi ed armarsi: apparir già ciò che intendevano e s'arrogavano gli eretici: di voler concilio ripugnante all'uso ed all'onor della Chiesa : onde il convocarlo in terra di loro contentamento esser valevole non per attrarli a un concilio, ma per dar loro destro di farlo tralignare in scismatico: il concilio rimanere in Trento, perciò che la sospensione erasi fatta per aspettare il fin della guerra, sì che ora finita la guerra, finiva la sospensione: i protestanti che venissero colà, essere per ricevervi ogni cortese accoglienza ed udienza: potersi sperare, che alcuno di essi vago della pace fosse per convenirvi, e dall'esempio della trattazion fatta a quello, forse vi sarebbon tratti successivamente anche gli altri di loro che desiderassero l'unione, non la sovversione della Chiesa: se 'l concilio si ritardasse per opera di Ferdinando, ciò renderebbe lui men grato a due re che 'l sollecitavano, al papa che ne vedeva il bisogno e ne ardeva di zelo, ed a medesimi protestanti per cui rispetto ciò ricercava: però che fra tanto il richiederebbono nelle diete di soddisfazioni contrarie alla sua coscienza e alla sua autorità, onde sarebbe costretto a renderli di se mal contenti con la repulsa, nè potrebbe schermirsi allora con lo scudo d'un general concilio aperto, senza il consentimento del quale non gli fosse lecita innovazione. Intorno alla sicurtà di Trento, potersi ella considerare o inverso de'cattolici, o de'protestanti: i cattolici l'avrebbono per le forze di Cesare, de duchi di Cleves, di Baviera, e di tutti i principi ecclesiastici, e perchè starebbono ancor sotto l'ombra degli stati non lontani del re di Francia: e'l papa offerire tutto il nervo della dizione ecclesiastica, la vita e'l sangue de' suoi nipoti, ed essere anche per procurare una lega di tutti i principi italiani per difesa di quella santa assemblea: i protestanti poi di nulla poter dubitare in Trento ch'è su le porte della Germania: ma per abbondanza profferirsi loro ogni più ampio salvocondotto che valesse ad appagarli, e volere il pontefice, che fossero non pur ascoltati e carezzati, ma graziati per quanto la coscienza gliel comportasse, dando al concilio pienissima libertà di trattare sopra ogni loro domanda. In ultimo, quanto era alla riformazione, niun giorno dal papa lasciarsi passar vacuo di qualche linea: ma non altrove meglio potersi lei stabilire che nel concilio: ove quando si giudicasse che nella persona medesima del pontefice fosse cosa che il richiedesse, egli lascerebbe riformarsi, e vorrebbe precorrer gli altri con l'esempio. Aggiugnevasi al nunzio, che per levare all'imperadore ogni tentazione, della quale i politici consiglieri con umani rispetti gli fossero autori, cercasse di mostrargli, che miglior consiglio per conservar l'imperio nella sua casa era l'attenersi a cattolici che a protestanti, perchè nel secondo modo, posto eziandio che 'l figliuolo conseguisse l'elezione, non sarebbe riconosciuto nè dal papa, nè per avventura dai potentati cattolici, e specialmente dagli ecclesiastici della Germania, i quali provvederebbonsi d'altro capo. E che nel rimanente benchè gli elettori eretici fossero di maggior potenza, non però erano di maggior numero che i cattolici, e nell'elezione contarsi le voci, non pesarsi le forze. Ove l'imperadore non s'arrendesse a queste ragioni, e ricusasse il concilio in Trento, il nunzio modestamente gli protestasse : che'l papa senza offesa di Dio non poteva mancare al bisogno e al desiderio dell'altre nazioni già turbate e pe. ricolanti per le moderne eresie : onde avrebbe congregato il concilio altrove in Italia: e pregasselo d'onorarlo almeno con suoi oratori. Finalmente s'egli fosse tanto duro, che ripugnasse ad ogni concilio o in Trento o in Italia, e richiedesse con vemenza i due prefati allargamenti, e le riformazioni, dicessegli il nunzio, che si come il pontefice non era per rivocare le concessioni de'suoi antecessori intorno a que'due articoli, accennando ciò a che avevano condesceso i commessarii Lippomano e Bertano con le facultà recatene

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