Immagini della pagina
PDF
ePub

pio dove potessero convenire in palese, predicar la parola divina, ed amministrare i loro sacramenti: che permettendo ciò, poteva il re deputar commessarii a sua elezione, i quali s'informassero di lor vita. L'ammiraglio aggiunse, che avea voluto far segnare i due memoriali da quei fedeli cristiani; ma che da loro s'era risposto, che la moltitudine degli oratori rendeva impossibile la soscrizion di ciascuno: che per tanto o soscriverebbono alcuni di lor solamente, o si presenterebbono tutti davanti al re a numero di cinquanta mila. Per contrario il cardinal di Loreno, quando gli toccò di dover parlare, disse, che l'ostentazion d'ubbidienza ne'supplicanti era con una tacita condizione, o che il re fosse della lor setta, o almeno che l'approvasse : la qual approvazione importavasi nel concedimento del tempio: e che a ciò non poteva consentire il re senza perpetuo suo vituperio : che se gli autori delle supplicazioni aveano cinquanta mila della lor fede, il re ne poteva opporre venti centinaia di migliaia della sua: comprendersi qual fosse il lor zelo da perpe

[graphic]

tui libelli che divolgavano. Conchiuse nondimeno con un consiglio temperato, o per servire al tempo, o vero per sottrarsi all'odio: che s'essi per avventura si sollevassero, e prendessero l'arme, fosser puniti con l'arme: ma da che solcantavano salmi, e le pene fin a quell'ora non erano bastate, si cessasse da queste: si ordinasse a governatori di reprimere i sediziosi, e a vescovi ed a curati d'andare alle loro diocesi, e cure, e che fra due mesi fossero informati del mali usi per darne al re la contezza. Lette le supplicazioni, il primo a dir suo parere come l'ultimo de'consiglieri era stato Giovanni Monluc vescovo di Valenza nel Delfinato : il quale non ebbe vergogna nel suo ragionamento d'anteporre i ministri ugonotti a prelati cattolici sì nella probità come nella dottrina. E a dilungo confortò le reine, che avvezzasser le donne a cantare i salmi in volgare lasciando i versi profani. Intorno a che si vuol avvertire, che tra gli artificii degli eretici per corromper la credenza negli uomini è stato il costituir giudici anche

le donne, come facili ad ingannarsi per T. VII.

la loro ignoranza, disposte a riputar ingannati gli altri per la loro arroganza, e possenti a sedurre anche i saggi prima nel cuore, e poi nel cervello. Perciò hanno essi fatta opera che la Scrittura si legga nelle lingue materne, e che in particolarità i salmi davidici sieno dalle femmine volgarmente cantati: però che, essendo questi d'oscurissima interpretazione, come prova ogni gran litterato, e come dimostrano le vigilie di molti dottissimi santi nell'esplicarli, le donne, e massimamente le asperse di qualche intendimento, e le dotate di qualche acume, le quali anche negli antichi tempi osavano di bilanciare Omero e Virgilio, presumono di comprenderli a pieno: e trovandovi alcun versetto che nel primo suono esteriore non par concorde a profondi insegnamenti della fede cattolica, ardiscono di condannare i seguaci di essa come inlitterati; non essendo persone maggiormente disposte a invogliarsi di novelle dottrine, che chi nell'affetto è vano, e nell'intelletto nè sì ottuso che non intenda le opposizioni alle antiche, nè sì perspicace - che ne intenda la soluzione, la qual sempre è più difficile, com'è più difficile lo sciorre che l'intrigare, e il disfare i sofismi che il farli. Ed appunto col favor di una donna, che fu Margherita sorella del re Francesco I, e reina di Navarra, incominciò Calvino a spiegare i primi svolazzamenti del suo ardire (1). Questo sesso poi, atto a far apostatare anche i sapienti, secondo che dice la Scrittura, e che videsi in Salomone, tira gli uomini con l'eloquenza non dell'intelletto, ma del diletto, all'unità come della carne così dello spirito. Onde saggiamente la Chiesa ha vietato, che la Bibbia si rivolti nelle lingue intese da chi non può intendere il senso. Nè per allontanar le donne dall'oscenità de'versi profani è mestiero d'esporle al rischio dell'impietà nell'uso volgare dei davidici, non mancando assaissime altre canzoni sacre, e avendoci per pascolo degl'idioti innumerabili opere spirituali, di cui è altrettanto copiosa la Chiesa cattolica, quanto priva ogni setta eretica: non potendosi spargere nelle carte quella pietà che non è nel cuore.

(1) Vedi lo Spondano all'anno 1554.

Or nel rimanente dell'assemblea i signori di Guisa furono i più zelanti difenditori della religione e della Chiesa. Diè a vedere il cardinal di Loreno, picciol bisogno esservi di qualsivoglia concilio, perchè i dogmi erano stati già più volte decisi, e la riformazione si potea far senza esso. Nondimeno si statuì di comun giudicio, che si chiamassero gli stati generali per la giornata decima di dicembre: e quanto era al concilio, da che il pontefice dava speranza di congregarl'ecumenico, solo in caso che ciò non fosse mandato ad effetto, si raunassero i vescovi della Francia pe' tredici di gennaio, e si trattasse del nazionale. Non erano giunte al re di Spagna le novelle di tali determinazioni prese dall'assemblea di Fontanableo, quando udite le cose propostegli dal vescovo di Limoges ambasciador francese sopra le opposizioni al luogo di Trento, e i pensieri di concilio nazionale, deliberò di mandare in Francia per questi affari Antonio di Toledo prior di Leone. Gl'impose, che dal concilio nazionale distogliesse il re Francesco ad ogni sua possa, mostrandogli

« IndietroContinua »