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ma per altre sue azioni fu ripreso ; così esser: laudabile il concilio di Trento perchè tutto conveniva nella fede cattolica, odiando i Nicolaiti, ciò era, gli eretici : ma non già esser laudabile perchè non conveniva nella riformazione aspettata e desiderata da ciascuno, e senza la quale i padri sarebbono schermo a ciascuno. Per altro accettò la proposta con forme assai onorevoli: confortò i padri al fervore dell'opera: e profferse la prontezza del suo aiuto. Il Muglizio, orator cesareo ed arcivescovo di Praga, parlò non meno altamente e lungamente. Condannò quelle tante prorogazioni. Se pur dovea farsene allora, questa non convenir che eccedesse tre settimane, essendo il decreto della residenza già formato. Volersi per innanzi attendere alla disciplina, lasciando i dogmi, poichè quella più che questi era bisognevole per la Chiesa e pel mondo. E tutto ciò espresse più tosto con imperio di soprastante universale, che con modestia di vescovo particolare. Del suo parere intorno all'accorciamento del termine per la sessione era stato il primo autore con certa amara

libertà, che suol essere più frequente nei più zelatori, l'arcivescovo di Praga: e vi si accostarono cinquantotto: questi furono tutti i Francesi, tutti gli Spagnuoli salvo uno, e qualche italiano; i quali si rammaricarono di tante cose (1), e tante ne biasimarono, che non s'udì mai quivi per avventura congregazione più libera. E specialmente Antonio Ciurelia (2) da Bari vescovo di Budoa, il quale nell'antecedente prorogazione avea detto: io non son profeta, figliuolo di profeta, ma m'indovino, che ancora in tal giorno la sessione terrassi, ora pigliando ardire dalla verificata sua predizione a farsi augure di novelle sciagure, prenunziò, che quella sessione non sarebbesi tenuta senza molta contesa fra principi cristiani, e non in vita del presente pontefice: e per conchiudere appunto alla foggia de'profeti, finì: reverendissimi padri, queste cose dice il Signore. Nè fu privo di quell'applauso momentaneo che conseguisce tutto il ridicoloso e 'l mordacet e chiedendo a lui più (1) Lettera del Foscarario al cardinal Morone d'uno la copia delle menzionate parole. Ma nè altresì andò egli esente da quella più stabil condannazione, onde gli uomini di maturo giudicio sogliono detestar come sconcio tal motteggiare in maestà di luogo e in gravità d'argomento. Anzi prendendo egli maggior baldanza dal favor de'leggieri, che riconoscimento dall'ammonizion de'Legati, ne ricevette ben tosto la vituperazione, e fu vicino a sostenerne la punizione che narreremo. E intorno a quel suo detto profetico, il successo mostrò ch'egli era profeta quanto infausto, tanto fallace. Ma la proposizione fattasi dal Mantovano fu seguitata da cento trentasei, e per tanto da più de'due terzi.

a 4 di febraio 1563. (2) Sta negli Atti del vescovo di Salamanca.

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. , L'imperadore viene ad Ispruch. - Il Commendone gli è mandato da presidenti; e ciò che riporta. - Dansi gli articoli sopra il matrimonio a minori teologi. - Surge fra essi lite di maggioranza a titolo di nazione; e come s'accorda. - Lettere del re di Francia al concilio. Diceria pungente del Ferier in presentandole al convento, e risposta dal concilio renduta al re. - Scontentezza del cardinali di Loreno e Madruccio, andata d'amendue a Cesare. Trattati quivi del Lorenese, e suo ritorno. Consiglio tenuto dall' imperadore di varii teologi sopra dodici articoli. Venuta a Trento del duca di Mantova per andare a Ferdinando, e morte allora accaduta del primo Legato suo zio. Vita in breve rammemorata del defunto cardinale. - Diligenze degl imperiali e dei Francesi, perchè il papa surroghi ad esso il cardinal di Loreno. - Elezione fatta subito dal pontefice de'cardinali Morone e Navagero per nuovi Legati. - Dispiacere che per ciò trova il Gualtieri tornato di Roma nel Lorenese. - Uccisione del duca di Guisa suo fratello costantemente sofferta dal cardinale. - Morte e laudi

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