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mantenersi libero con la generalità, o per riscuotersi di qualche dispiacere col tormento della gelosia, o per avvantaggiare di pregio con usare il contegno solito dei potenti, cortamente rispose (1) loro: che dovunque fosse, non mancherebbe al suo dovere. Mosse egli a dodici di febraio (2) nella seconda parte del giorno, tardando a quell'ora per udir la mattina Simone Vigor teologo francese di chiaro nome, e che al nome corrispose con la prova. Seco menò per comitiva d'onore e d'opera insieme il meglio de vescovi e de'dottori di sua gente. Appena partitosi il cardinale, ritornò (3) di Roma il vescovo di Nola, colà mandato al pontefice dal Mantovano per ringraziarlo della porpora collocata nel nipote,

(1) Altra lettera de'Legati al cardinal Borromeo degli 11 di febraio 1565.

(2) Il Diario a 12, e due del Foscarario al cardinal Morone, e dell'arcivescovo di Zara al cardinal Cornaro a 15 di febraio 1563.

(5) Si partì con lettere di credenza del papa al Mantovano, e del cardinal Borromeo a Legati il dì 3 di febraio: e la risposta alle sue ambasciate sta in lettere de'Legati al cardinal Borromeo degli 8, e degli 11 di febraio 1565.

come avanti si disse: e in parte dalla sua voce, in parte da lettere venute a Legati in que giorni, ritrassero, tale esser la mente del papa. Che non voleva nè traslazione, nè dissoluzione del concilio: di che inestimabilmente allegraronsi. Che non sarebbesi egli spinto a Bologna, senza ch'essi gli significassero, parer loro le circustanze opportune. Che avrebbe atteso con vivo studio alla riformazione da essi raccomandatagli assiduamente. Che sopra le petizioni de' Francesi eransi considerate insieme le note fattevi in Trento: e intorno a tutto ciò mandavansi alcune osservazioni, acciò che i presidenti da capo ne scrivessero il loro giudicio, e si potesse poi render la maturata risposta. Che 'l papa volea lasciare al concilio molta podestà: e specialmente porre in balia di esso il torre l'impedimento del matrimonii per vincolo di sangue nel quarto grado. Che la prorogazione gli era forte doluta, nondimeno che, considerandone le cagioni, l'aveva approvata come prudente. Ma non così l'essersi deputati il cardinal di Loreno e'l Madruccio intorno al decreto della residenza, facendogli sceglitori di quei prelati che si chiamassero a tal consiglio. Parergli ciò un esempio di pregiudicio all'autorità de'Legati, tanto più pericoloso inverso del futuro, quanto in personaggi maggiori, ed insieme di maggior soggezione inverso del negozio presente, ponendo i Legati in necessità o di seguirli nella deliberazione, o di offenderli con la riprovazione, sì come l'avea mostrato l'esperimento. Ma i Legati si schermirono quanto era al fatto, dicendo, ch'ogni altro spediente avrebbe portato maggiore sconcio: per ciò che o eleggevansi tanti dell'una opinione quanti dell'altra, e ciò saria stato un deputarli al contrasto, non all'accordo: o facevasi disagguaglianza, e tosto sarebbonsi alzate le grida. Là dove ponendosi la faccenda in mano di que due cardinali, pareva che la prudenza ne prenunziasse felice riuscimento, quando il Lorenese in dicendo la sentenza aveva già dichiarato, non riputar ei per acconcio, che si diffinisse, la residenza esser prescritta dalla legge divina: e 'l Madruccio nel giudicio era buono, nella volontà ottimo. Sopra il futuro, assicurarono il papa, che ciò non interverrebbe altra volta, da che il Lorenese, tristo del passato, dichiarava di non voler tali carichi per innanzi. Significava insieme il pontefice, che a fin di torre le concorrenze, di che in molte sue lettere si mostrò incredibilmente bramoso per la fiducia che avea nel conte di Luna, potevasi ordinar che gli ambasciadori non venissero ad atti publici se non chiamati, il che non sarebbesi fatto mai di due fra loro emuli: consiglio proposto già dall'orator portoghese. Ma i Legati risposero, che ciò per avventura sarebbe stato possibile nel principio, non allora che gli ambasciadori stavano in possession di venire a lor grado. Nè potersi introdurre questa novità con dichiarazione del vero fine, per ciò che i Francesi eran sordi alle proposte di qualunque opera la qual mostrasse dubbio della lor prerogativa. Ed aveano i Legati dato uno special memoriale al Commendone (1) per quest'affare, imponendogli d'esporre al conte, che tutti gli ufficii loro non erano valuti

(1) Il dì 29 di gennaio 1565, come in un libro dell'archivio Vaticano.

per trarre l'altra parte al consentimento di quel partito, il qual egli aveva significato al Lancellotto desiderarsi da lui. Che dunque prendesse i consigli dal suo giudicio. Che forse la sua presenza avrebbe forza per superare quella difficultà: ma che sapesse, rimanerne dell'altre più insuperabili per le funzioni publiche della Chiesa, ove in entrare, in uscire, in ricever la pace e l'incenso non potevano schifarsi aperti segni di maggioranza. Continuavano fra tanto i teologi senza (1) intermissione le loro congreghe. Ed essendo concordi negli altri punti, discordavano sopra due. L'uno era: se qualsivoglia matrimonio fra cristiani fosse sacramento, il che sentivano quasi tutti, o sol quello che riceve la benedizion dal sacerdote, secondo l'opinione di Guglielmo Parigino, la qual era difesa dal prenominato Simone Vigor, e da pochi altri, ma con tanto maggior nervo, sì come accade, quanto più il picciol numero de partigiani facea parere a ciascun di loro la (1) Lettera del Foscarario al cardinal Morone

de' 15 di febraio 1565, e lettera sopraddetta dell'arcivescovo di Zara.

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