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ch'egli avrebbe provveduto, e preveduto, e prenunziato sì fattamente, che non sarebbe sopravvenuta veruna piena senza aversi tempo di fabricare gli argini per ritenerla. Il pontefice, ansio di quel colloquio fra l'imperadore e 'l cardinal di Loreno, aveva (1) segretamente e caldamente richiesto il Mantovano, ch'egli altresì o con dignità di legazione speciale per cui mandavagli i Brevi, o come primo Legato del concilio, o in semplice forma come parente sotto titolo di prestare ossequio in quella vicinità, ne andasse all'imperadore: riputandolo esso per tale, che coll'autorità sì estrinseca della casa e della congiunzione, come intrinsica della virtù e del senno, e col vigore dell'affezione e del zelo, potesse valere del più forte parapetto a tutti gli assalti che fosser dati all' animo di Ferdinando contra la sede apostolica, e contra il concilio. E per muoverlo a quell'impresa, oltre a stimolarlovi con lettere

(1) Lettere del cardinal Borromeo al Mantovano, con alcune linee di mano del papa de 10, e dei 13 di febraio 1563, e Brevi per la sua legazione all'imperadore, e al re de'Romani. .

iterate del cardinal Borromeo, avevale avvalorate, secondo ch'egli talora soleva, con aggiunte efficacissime di suo carattere, esprimendo quivi una sublime stimazione dell'uomo, e un intenso desiderio dell'opera. Ma il cardinale se ne ritrasse: o perchè una tal macchina non potesse comparire onorevolmente in sì riguardevol teatro senza l'operoso accompagnamento di grandi arredi, o più tosto perchè, sentendosi consumato dalle diuturne fatiche, e quasi udendo nell'animo gli occulti annunzii della propinqua morte, non ebbe lena per quella inchiesta. E, forse a fine di non mostrare che 'l ritenesse pigrizia o risguardo privato, mutò i suoi precedenti concetti: e disse, che, posta l'andata del Commendone, era superfluo ancora lo spinger colà il Legato Osio: di che prima era stato consigliatore. Giunse il cardinal di Loreno ad Ispruch il dì sedicesimo (1) di febraio: e partissene a ventidue, essendovi arrivato il cardinal Madruccio l'ultima sera della sua stanza. Ebbe onori e carezze d'accogli

(1) Tre lettere da Ispruch d'Antonmaria Graziani al Commendone de' 16, 19, e 21 di febraio1563.

menti superiori al costume. Mentr'egli colà dimorava, si fece la conferenza (1) prenominata de'teologi in Ispruch: toccarono le prime parti al Canisio, a Federigo Stafilo, e al confessore della reina de'Romani. Il vescovo delle cinque chiese v'assistea come presidente. Furono proposti loro varii articoli, e 'l Graziani, segretario allora quivi rimaso del Commendone, di cui poscia descrisse elegantemente la vita, essendo amico del Canisio, ed avendolo aiutato a scrivere intorno ad essi i pareri suoi prolissamente dettati secondo il costume delle scritture tedesche, significò al suo padrone, che tali pareri, a suo avviso, eran formati con molta pietà e prudenza: e di parecchi, sì per la notizia che n' ebbe, sì per la memoria che potè riserbarne, mandò un sommario succinto. Furono di poi alterati i predetti articoli, e ridotti a dodici seguenti. 1. Se il concilio, raccolto legittimamente col favore de principi, possa nel processo

(1) Oltre alle suddette lettere del Graziano, due del vescovo di Modona al Morone de' 18, e del 22 di febraio, ed una del Visconti al cardinal Borromeo de 22 di febraio 1563. a o ,

mutare o constituire ordine diverso da quello che ”l papa gli ha decretato. 2. Se sia utile per la Chiesa, che il concilio debba trattare, e determinare gli affari senza la direzione del papa, e della corte r00000720. 3. Se, morendo il papa in tempo di concilio, l'elezione tocchi a padri. 4. Se, trattandosi di cose appartenenti a pace, e tranquillità della republica cristiana, convenga agli ambasciadori de principi il dar parere giudicativo; benchè lor non convenga ciò sopra i dogmi. 5. Se possano i principi levar dal concilio i loro oratori e prelati senza far partecipi di tal deliberazione i presidenti. 6. Se 'l papa possa rimuovere o sospendere il concilio senza far partecipi di tal deliberazione i principi, e specialmente Cesare. 7. Se sia ben fatto che i principi s'intromettano affinchè in concilio sieno trattate le cose più necessarie, e profittevoli. 8. Se gli oratori de principi abbiano facultà di sporre per se stessi al concilio le commessioni de lor signori. 9. Se si possa tener modo che i padri sien liberi tanto inverso del papa, quanto degli speciali lor principi, nel dare i pareri in concilio. 10. Se si possa trovar maniera, che per cagione del numero non avvenga alcuna fraude, o violenza, o torcimento dal vero. 1 1. Se debbano in concilio trattarsi cose appartenenti o alla fede, o alla riformazione senza precedente esaminazion de periti. 12. Se paia congruo che Cesare intervenga al concilio. Sì fatti articoli dieron sospetto a presidenti, che Cesare intendesse di stender le mani in quel che non è di Cesare, ma di Dio. E però il cardinal Seripando confortò il papa ad opporsi forte, ed a scriver all'imperadore un Breve simile a quello che avea scritto Paolo III a Carlo V l'anno 1544 contra il recesso di Spira: e s'offeriva quasi egli a formarne il dettato. Ma l'animo di Ferdinando tutto mansueto e pio rendea poco ragionevole questo timore: e'l Delfino, che n'era esperto, affidava non temerariamente i Legati. Avevano con tutto ciò gran gelosia i ministri pontificii in Ispruch di ciò che dovesser trattar insieme i Tedeschi ei Francesi intorno

a prefati articoli: benchè per quanto e là T. X, 20

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