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ligione: di che trovossi poi un suo codicillo. Il suo (1) testamento, in cui non vedevansi altri caratteri che o d'amistà, o di carità, o di gratitudine, fu esaltato specialmente per quella virtù popolare che acquista il comune applauso nella morte de grandi, cioè per la rimunerazione dei servidori, non essendosi egli recato a viltà rimeritarvi a nome i famigli più vili. Gli furono celebrate l'esequie in Trento da tutta quella gran raunanza (2), e poi altre in Mantova dal duca suo nipote: il quale, mutando il corso e gli ufficii del suo viaggio, impose alla moglie che rivolgesse il cammino, ed egli ritornò a Mantova per onorare il corpo del zio: e vi fu accompagnato da molti nobili prelati amorevoli del cardinale, e grati ancora a que freddi avanzi che ne rimanevano in terra. Ma il più onorevole funerale, che non s'ottiene per altezza nè di sangue nè di grado, gli fu celebrato dal publico lutto di cui vedeansi coperti i visi di ciascheduno. E non è amplificazione, ma

(1) Oltre agli Atti del Paleotto, due lettere dell'arcivescovo di Zara de'3 e de'4 di marzo 1565. (2) Il Diario a 5 di marzo. T. X. 24

istoria (1), che in Trento non s'udivano in que giorni se non sospiri e singhiozzi, quasi fossero morte in quell'uomo le comuni speranze del cristianesimo. I Legati (2) specialmente rimasero attoniti a questo colpo: e il Seripando, lontanissimo da quell'ambizione che fa piacere agli uomini ogni primato, e massimamente fra coloro che fra gli altri sono i primi, sollecitamente scrisse al pontefice, che degnasse di surrogare al defunto un altro Legato sì antico nel concistoro che fosse a lui superior nel concilio. Gl'imperiali, prevedendo la necessità di questa futura elezione, tosto posero gli occhi nel cardinal di Loreno. Discorrevano (3) che il dare a lui quella presidenza sarebbe stato un soddisfare a tutti i principi ed a tutte le nazioni, le quali convenivano in confidarvisi, e però un assicurare di buono e glorioso riuscimento il concilio. Per tanto

(1) Contiensi specialmente in una lettera del Foscarario al card. Morone de 4 di marzo 1565.

(2) Appare da una de'Legati al card. Borromeo degli 8 di marzo, e da una risposta del Borromeo al Seripando de 10 di marzo 1565.

(5) Appare da una scrittura del Visconti al cardinal Borromeo degli 8 di marzo 1565.

fecer volare un corriere all'imperadore, confortandolo che stimolasse a ciò il pontefice co' suoi ufficii, ne' quali sarebbono agevolmente concorsi gli altrui oratori: e portavano credenza, che, ove Pio vedesse unite in quella domanda le maggiori corone, avrebbe o riputato giovevole il consentire, o disonorevole il ricusare. Nè a tali industrie mancava qualche participazione del Lorenese. Ma il papa era di avviso troppo diverso. Antivedeva egli per l'una banda l'assalto di sì potenti pregatori: dall'altra intendeva, che non potesse ciò venire in profitto. Quantunque i tre massimi principi concordassero in molte richieste, in altre nondimeno assai tra se discordare: onde non convenire che 'l primo soprastante, e 'l primo motore dell'assemblea fosse proprio d'alcuna parte. Sapersi quanto la concessione del calice, e l'altre derogazioni a varie leggi ecclesiastiche eran promosse dal cardinal di Loreno, e dal re di Francia, ed insieme quanto abborrite dal re di Spagna. Senza che, dichiarando la nazion francese d'esser contraria a que titoli di prerogativa, i quali aveva dati al romano pontefice il sinodo fiorentino, come poteva un romano pontefice, senza peccare nella custodia delle chiavi depositate da s. Pietro in sua mano, delegare i primi, anzi i suoi ufficii nel concilio ad un uomo deputato colà per duce degli stessi Francesi, e che mostrava da loro in ciò non difformi sensi? Onde al cardinal medesimo sarebbesi forse renduto grave il sentirsi in necessità o d'esser disleale al pontefice di cui divenisse rappresentatore, o di parer disleale al re di cui era venuto rappresentatore. Que'consigli di temperamento che per avventura sarebbon sufficienti al debito di buon prelato, non bastare all'obligazione di fedel Legato. Per tanto sapendo il papa, che la più onorata, e però la meno ingiuriosa repulsa è il prevenire, e così impedire col fatto opposito la domanda, come prima intese la morte del Mantovano, così dichiarò nuovi Legati del concilio (1) i cardinali Morone e Navagero. La ragione che allora il mosse a que due, fu, che rimanendo fra gli antichi Legati due solenni teologi, come il Seripando e

(1) Gli Atti Concistoriali a 7 di marzo 1565.

l'Osio, e un eminente canonista, come il Simonetta, abbisognava ne'nuovi più di prudenza e di sperienza civile, che di scienza: e le due prime doti non discompagnate da qualche lustro della terza rilucevano a maraviglia nell'aggiunta coppia, e più intorno agli affari ecclesiastici nel Morone: il quale però fu destinato alla legazion del concilio, come già menzionammo, fin la prima volta che a voto dinunziossi per Trento da Paolo III. Onde congiugnendosi in lui parimente la più stretta confidenza del pontefice per l'identità della patria, per l'antichità dell'amicizia, e per la reciprocazione del beneficii, cadeva in acconcio che a lui altresì per la priorità della porpora toccasse la preminenza del magistrato. Quantunque studiasse il pontefice di tanto accelerar e celar (1) la deliberazione, che preoccupasse tutti gli ufficii a favore del Lorenese, tal che la mattina immediata dopo l'annunzio di Trento, essendo venuti i cardinali per celebrità di cappella, e non ammoniti al solito di

(1) Lettera del signor dell'Isola al re a' 7 di marzo 1565.

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