Opere di Torquato Tasso colle controversie sulla Gerusalemme poste in migliore ordine, ricorrette sull'edizione fiorentina, ed. illustrate dal professore Gio. Rosini, Volume 26

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Pagina 59 - Deh mira - egli cantò - spuntar la rosa dal verde suo modesta e verginella, che mezzo aperta ancora e mezzo ascosa, quanto si mostra men, tanto è più bella. Ecco poi nudo il sen già baldanzosa dispiega; ecco poi langue e non par quella, quella non par che desiata inanti fu da mille donzelle e mille amanti.
Pagina 56 - L'aura, non ch'altro, è de la maga effetto, l'aura che rende gli alberi fioriti: co' fiori eterni eterno il frutto dura, e mentre spunta l'un, l'altro matura. Nel tronco istesso e tra l'istessa foglia sovra il nascente fico invecchia il fico; pendono a un ramo, un con dorata spoglia, l'altro con verde, il novo e '1 pomo antico; lussureggiante serpe alto e germoglia la torta vite...
Pagina 62 - ... 1 suo infiammato viso fan biancheggiando i bei sudor più vivo: qual raggio in onda, le scintilla un riso ne gli umidi occhi tremulo e lascivo. Sovra lui pende; ed ei nel grembo molle le...
Pagina 237 - ... l furor del suo signor seconda: raspa, batte, nitrisce e si raggira, gonfia le nari, e fumo e foco spira. 232 xxx Bello in sì bella vista anco è l'orrore, e di mezzo la tema esce il diletto.
Pagina 6 - Cosi piuma talor che di gentile Amorosa colomba il collo cinge, Mai non si scorge a se stessa simile, Ma in diversi colori al sol si tinge: Or d'accesi rubin sembra un monile; Or di verdi smeraldi il lume finge; Or insieme gli mesce; e varia e vaga In cento modi i riguardanti appaga.
Pagina 26 - Noi ci allegrammo, e tosto tornò in pianto: che della nova terra un turbo nacque e percosse del legno il primo canto. Tre volte il fé...
Pagina 61 - De la vita mortale il fiore e '1 verde; Né, perché faccia in dietro aprii ritorno, Si rinfiora ella mai, né si rinverde. Cogliam la rosa in su '1 mattino adorno Di questo dì, che tosto il seren perde; Cogliam d'amor la rosa; amiamo or quando Esser si puote riamato amando.
Pagina 116 - Signor, non sotto l' ombra in piaggia molle , Tra fonti e fior, tra Ninfe e tra Sirene; Ma in cima all' erto e faticoso colle Della virtù , riposto è il nostro bene. Chi non gela e non suda , e non s' estolle Dalle vie del piacer, là non perviene.
Pagina 29 - Èrcole i segni Favola vile ai naviganti industri; E i mar riposti, or senza nome, ei regni Ignoti ancor, tra voi saranno illustri. Fia che i più ardito allor di tutti i legni, Quanto circonda il' mar, circondi e lustri, E la terra misuri, immensa mole, Vittorioso, ed emulo del sole.
Pagina 72 - Qual uom da cupo e grave sonno oppresso dopo vaneggiar lungo in sé riviene, tal ei tornò nel rimirar se stesso, ma se stesso mirar già non sostiene; giù cade il guardo, e timido e dimesso, guardando a terra, la vergogna il tiene.

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