I secoli della letteratura italiana dopo il suo risorgimento: commentario di Giambattista Corniani, colle aggiunte di Camillo Ugoni e Stefano Ticozzi, e continuato sino a questi ultimi giorni, Volume 3

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Brani popolari

Pagina 157 - n gelo il vapor di lassù converso piove : ma che curar dobbiam che faccia Giove? godiam noi qui s'egli è turbato in cielo.
Pagina 72 - Costanze quella sua grave e giudiziosa Istoria del Regno di Napoli , che siccome oscurò tutto ciò che insino allora erasi scritto , così ancora per la sua gravita , prudenza civile ed eleganza si lasciò indietro tutte l' altre che furono compilate dopo lui dalla turba d
Pagina 296 - Più d'una volta il genitor severo, in cui d'oro bollian desiri ardenti, stringendo il morso del paterno impero, « studio inutil (mi disse) a che pur tenti? » ed a forza piegò l'alto pensiero a vender fole ai garruli clienti, dettando a questi supplicanti e quelli nel rauco foro i queruli libelli.
Pagina 96 - M'avete dato la vita a farmi vedere parte del Commentario ch'avete scritto degli Artefici del disegno, che certo l'ho letto con grandissimo piacere, e mi par degno d'esser letto da ognuno, per la memoria che vi si fa di molti uomini eccellenti, e per la cognizione che se ne cava di molte cose, e de' varj tempi, per quel ch'io ho veduto fin qui , e per quello che voi promettete nella sua Tavola.
Pagina 254 - La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi agli occhi (io dico l'universo), ma non si può intendere se prima non s'impara a intender la lingua e conoscer i caratteri ne
Pagina 238 - Ella è padre di una nuova maniera di musica o piuttosto di un cantar senza canto, di un cantar recitativo, nobile e non popolare, che non tronca, non mangia, non toglie la vita alle parole, non l'affetto; anzi glielo accresce' raddoppiando in loro spirito e forza. È dunque invenzion sua questa bellissima maniera di canto , o forse ella è nuovo ritrovatore di quella forma antica perduta già tanto tempo fa nel vario costume d' infinite genti , e sepolta nell' antica caligine di tanti secoli.
Pagina 96 - Farmi ancora bene scritta , e puramente , e con belle avvertenze. Solo vi desidero che se ne lievino certi trasportamenti di parole, e certi verbi posti nel fine, talvolta per eleganza, che in questa lingua a me generano fastidio. In un' opera simile vorrei la scrittura appunto come il parlare, cioè ch'avesse più tosto del proprio che del metaforico o del pellegrino, e del corrente più che dell
Pagina 158 - Pera il mondo e rovini; a me non cale, se non di quel, che più piace e diletta, che, se terra sarò, terra ancor...
Pagina 392 - De mota animalium una nuova scienza esatta, interessante, profonda, dove tutto è nuovo, tutto originale , tutto ridotto al rigore della più severa geometria e alla luminosa evidenza de
Pagina 323 - Vorrei vivace, e spirante il favellare; ma \ gran divario é che la favella respiri , od esclami ; che si muova o che salti; che sia viva o baccante; che spiritosa, o spiritata nomar si debba. Generosa la bramo, non eccessiva ; sublime, non precipitosa; robusta, non temeraria; allegra, non pazza : e, per non partire dalle acutezze, a che mirano certe acutezze di concetti, nel sentimento leggieri, lascivi nell'ornamento, sproporzionati nell'applicazione, licenziosi nella maniera, che a guisa d'infiammata...

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