Studi vari sulla Divina Commedia di Dante Alighieri

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Tip. della Pia Casa di Patronato, 1887 - 408 pagine
 

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Pagina 332 - SI che m' ha fatto per più anni macro, Vinca la crudeltà, che fuor mi serra Del bello ovile, ov' io dormi' agnello 5 Nimico a' lupi, che gli danno guerra; Con altra voce omai, con altro vello Ritornerò poeta, ed in sul Fonte Del mio battesmo prenderò il cappello ; Perocchè nella Fede, che fa conte Io L' anime a Dio, quiv' entra' io, e poi Pietro per lei si mi girò la fronte.
Pagina 315 - Quali per vetri trasparenti e tersi, O ver per acque nitide e tranquille, Non si profonde, che i fondi sien persi, Tornan de...
Pagina 226 - Italia tutte piene Son di tiranni, ed un Marcel* diventa Ogni villan che paleggiando viene. Fiorenza mia, ben puoi esser contenta Di questa digression che non ti tocca, Mercé del popol tuo che si argomenta. Molti han giustizia in cor, ma tardi scocca Per non venir senza consiglio ali' arco : Ma '1 popol tuo l
Pagina 6 - Duca mio distese le sue spanne, Prese la terra, e con piene le pugna La gittò dentro alle bramose canne.
Pagina 257 - Con lui vedrai colui che impresso fue Nascendo, si da questa stella forte, Che notabili fien l'opere sue. Non se ne sono ancor le genti accorte, Per la novella età ; che pur nove anni Son queste ruote intorno di lui torte. Ma pria che'l Guasco l'alto Arrigo inganni, Parran faville della sua virtute In non curar d'argento, né d'affanni. Le sue magnificenze conosciute Saranno ancora si, che i suoi nemici Non ne potran tener le lingue mute. A lui t'aspetta ed a...
Pagina 77 - Genti v' eran con occhi tardi e gravi, Di grande autorità ne' lor sembianti: Parlavan rado, con voci soavi.
Pagina xii - Che 1' una parte e 1' altra avranno fame Di te; ma lungi fia dal becco l'erba. Faccian le bestie desolane strame Di lor medesme, e non tocchin la pianta, S' alcuna surge ancor nel lor letame, In cui riviva la sementa santa Di quei Roman, che vi rimaser, quando Fu fatto il nido di malizia tanta. Se fosse pieno tutto il mio dimando, Risposi lui, voi non sareste ancora Dell'umana natura posto in bando: Chè in la mente m...
Pagina 263 - O mente, che scrivesti ciò ch' io vidi, Qui si parrà la tua nobilitate. Io cominciai : Poeta che mi guidi, Guarda la mia virtù, s' ella è possente, Prima che all' alto passo tu mi fidi. Tu dici, che di Silvio lo parente, Corruttibile ancora, ad immortale Secolo andò, e fu sensibilmente. Però se l' avversario d' ogni male Cortese i fu, pensando l' alto effetto, Che uscir dovea di lui, e il chi, e il quale, Non pare indegno ad uomo d...
Pagina 79 - E che più volte v' ha cresciuta doglia? Che giova nelle fata dar di cozzo? Cerbero vostro, se ben vi ricorda, Ne porta ancor pelato il mento e il gozzo. Poi si rivolse per la strada lorda, E non fe
Pagina 245 - Guelfi suoi, ma tema degli artigli Ch' a più alto leon trasser lo vello. Molte fiate già pianser li figli Per la colpa del padre, e non si creda Che Dio trasmuti 1' armi per suoi gigli. Questa picciola stella si correda De...

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