La Gerusalemme liberata ; e, L'aminta

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Firmin Didot, 1845 - 558 pagine
 

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Brani popolari

Pagina 283 - Amico, hai vinto: io ti perdon... perdona tu ancora, al corpo no, che nulla pavé, a l'alma si; deh! per lei prega, e dona battesmo a me ch'ogni mia colpa lave.
Pagina 468 - Giace il cavallo al suo signore appresso ; Giace il compagno appo il compagno estinto ; Giace il nemico appo il nemico; e spesso Sul morto il vivo, il vincitor sul vinto. Non v...
Pagina 76 - Mostra il bel petto le sue nevi ignude, onde il foco d'Amor si nutre e desta. Parte appar...
Pagina 70 - Orrida maestà nel fero aspetto terrore accresce, e più superbo il rende: rosseggian gli occhi, e di veneno infetto come infausta cometa il guardo splende, gl'involve il mento e su l'irsuto petto ispida e folta la gran barba scende, e in guisa di voragine profonda s'apre la bocca d'atro sangue immonda.
Pagina 504 - ... tuo petto. Ma che dico leoni e tigri e serpi che pur han sentimento? amano ancora gli alberi. Veder puoi con quanto affetto e con quanti iterati abbracciamenti la vite s'avviticchia a 'l suo marito; l'abete ama l'abete, il pino il pino, l'orno per l'orno e per la salce il salce e l'un per l'altro faggio arde e sospira.
Pagina 151 - E quanto è in lei ci' altero e di gentile; E fuor la maestà regia traluce Per gli atti ancor dell' esercizio umile. Guida la greggia ai paschi, e la riduce Con la povera verga al chiuso ovile ; E dall' irsute mamme il latte preme, E 'n giro accolto poi lo stringe insieme. Sovente, allor che su gli estivi ardori Giacean le pecorelle all' ombra assise, Nella scorza de...
Pagina 281 - D'or in or più si mesce e più ristretta si fa la pugna: e spada oprar non giova; dansi co' pomi, e infelloniti e crudi cozzan con gli elmi insieme e con gli scudi. Tre volte il cavalier la donna stringe con le robuste braccia, ed altrettante da que' nodi tenaci ella si scinge, nodi di fier nemico, e non d'amante.
Pagina 1 - Musa tu, che di caduchi allori Non circondi la fronte in Elicona, Ma su nel Cielo infra i beati cori Hai di stelle immortali aurea corona; Tu spira al petto mio celesti ardori, Tu rischiara il mio canto, e tu perdona Se intesso fregi al ver, s'adorno in parte D'altri diletti che de
Pagina 144 - O belle a gli occhi miei tende latine ! Aura spira da voi che mi ricrea e mi conforta pur che m'avicine; così a mia vita combattuta e rea qualche onesto riposo il Ciel destine, come in voi solo il cerco, e solo parmi che trovar pace io possa in mezzo a l'armi.
Pagina 355 - Deh mira - egli cantò - spuntar la rosa dal verde suo modesta e verginella, che mezzo aperta ancora e mezzo ascosa, quanto si mostra men, tanto è più bella. Ecco poi nudo il sen già baldanzosa dispiega; ecco poi langue e non par quella, quella non par che desiata inanti fu da mille donzelle e mille amanti.

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