Raccolta dei poeti satirici italiani, Volume 3

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Dalla Società editrice della Biblioteca dei comuni italiani, 1853
 

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Pagina 637 - Un valigiotto era il mio arredo , e trenta Soldi nolo al nocchiero, o men talvolta, E incogniti compagni , allegra ciurma . Se la moglie era meco , io dal Piloto Comperava un cantuccio, ove la culla Stava , e il pitale , e d...
Pagina 610 - Entra in una bottega : in essa miro morsi di ferro da frenar mascelle a focoso destrier ; veggo pennacchi di due colori, da ingrandir l'onore della fronte a Bucefalo, e di staffe di rilucente ferro e giallo ottone parecchi paia ; e fra me dico : Vedi falso giudizio ch'io facea di lui ! D'animoso destrier premere il dorso forse ei vorrà : cavallereschi arredi ecco egli acquista. Intanto, o bottegaio, dic'egli, fuor le scatole e le carte delle spille fiamminghe, e fuori tosto forchettine tedesche.
Pagina 611 - L'indice e il vicin grosso, allunga il braccio; E se nèo le abbisogna, a te con l'occhio Si volge, e il dito al pollice dappresso Mette alla lingua, e molle a te lo stende. Se il chiuso loco e la soverchia gente Riscalda l'aria, scioglie un nodo al petto, E con l'omero accenna. Accorri tosto, Levale il mantellino: e gliel rimetti Se le spalle ti volta, e a' fianchi appoggia I gombiti, e le man drizza al collo.
Pagina 611 - Di qua di là sugl' incalliti fianchi E del rigido legno alle percosse Desti l'anche, e le natiche alla voce Del severo padrone incurvi e affretti. Non aspettar che la tua dama chiegga Con domestica voce: a cenni impera. Tu dunque apprendi, interprete novello, A far comento a
Pagina 667 - S'accomandano * a' servi: lor custodi Sono un tempo le fanti, indi i famigli Malcreati, idioti, e spesso brutti D'ogni magagna, e d'ogni vizio infami. Questi le prime, questi son le prime Lanterne che fan lume a...
Pagina 614 - Ch'ivi la figlia del Vangel si trovi? Quella che teco tu conduci, è dessa La vera prole. E se non vedi in calca Genti a mirarla, perciò appunto è dessa. Fuggela il peccator che in odio ha il vero, E da quel sacro favellar sen...
Pagina 659 - De' mortali si spiega e si palesa, Qual esser può, se non cortese e grande? Odimi dunque, e sofferente orecchio Porgi a colui ch'era già il Gozzi, ed ombra Ora è di lui che tal nome conserva. Misero me! di non ignota stirpe Nacqui; e d'amici e servi era il mio albergo Ricovero una volta. Io ne' primi anni Speranza avea di fortunata vita. In dolce ozio fra...
Pagina 611 - ... nervi occulto tremito fa la dama svenir. Fra mio cor dico: « Oh beati d'amor servi, cambiati in pettiniere, in cassettine e bolge! Trotta, sesso più nobile e maschile, come asinel che sul mercato porti forbici, cordelline, agucchie e nastri, di qua di là...
Pagina 437 - Un po' di pena per tenerli a segno I du' abatini ei tre cavalierini Daranvi; onde fia questo il vostro impegno. Non me li fate uscir dei dottorini: Di tutto un poco parlino, in tal modo Da non parer nel mondo babbuini : Voi m'intendete.
Pagina 610 - Frine, quando mettesti al corpicino intorno colori a un tempo sì diversi e vivi ? — Vuoi saper come va? passini industri e frettolosi, corpo intero, a vive il collo ; duro si rivolge, e guata con la coda dell'occhio, ed una striscia lascia indietro d'odor, come canestro di giardiniero, o profumeria ardente, cui fanticella in altra stanza apporti.

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