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di testa, Goz. ; « le cose andavano d'incanto » Guer.; di male in peggio, di lungo (sen: za intermissione), di sicuro, di sorte, di maniera, di troppo, d'avanzo « se non lo supera, gli sta sotto di poco Guer. ; di sbalzo, Id.; di gran lunga, di fatti, di seguito; ec., ec. Debil (più conf. all' orig. lat debilis, anzi Enn. debil homo), più comun. debol, V. Debilitè, debilitare, indebolire debilitesse, debilitarsi, indebolirsi. Debit, fè, paghè, lassè, ave d'debit, fare, pagare, lascia re, avere debiti, dei debiti

addossarsene, incaricarsene, restar in debito, pieno di debiti, i debiti lo ammazzano; error non paga debito, m. prov.; per dovere, ufficio, pa gare il suo debito verso la pa tria, Pand. Debitor, esse, restè, rendsse fesse, diciaresse, costituiss. debitor, essere, restare, rendersi, costituirsi, dichiararsi debitore. Debol, debole, di forza, vigore, volontà, testa, memoria, vi sta, ec.; per insufficiente inetto, fiacco, dappoco e sim. Da debol, debolin , debolucc. debolino, deboluccio. Debolèssa, debolezza, in tutti

i suoi signif. ital. fis. e mor.

e così addossarli ad uno

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campo; fig. sloggiare, svignar

sela, ritirarsi, desistere. Decantè, decantare, celebrare, Cavalc. Decensa, decent, decenza, decente (nel senso di civiltà, galateo). Decide, decis, decision, decisiv, decidere, deciso, decisione, decisivo «dicevano che questa era lite da decidersi in Roma» Dav.; « Montan potrà nostra question decidere» San.; « presto vedrete la vostra questione decisa » Cas.; a questo deciderà della sua sorte, o Id.; decidete, decidetevi una volta, risolvete, risolvetevi. Decision, decisione, soluzione di questione o lite, determinazione. V. Decide. Decisiv, decisivo, che decide; è questo un punto decisivo. V. Decide. Declamè, declamare, recitare con arte; per lo più inveire oratoriamente ; donde decla

mazione, declamatorio, declamatore. Declamassion, declamazione. V. Declamè. Declamator, declamatore. V. Declamè. Declinè, declinare, andar in declinazione, scemare lentamente di prosperità, forza, salute, ingegno, ec.; per schivare, declinare colpo, pericolo, responsabilità e sim.; declinare nomi, trasl. dall'uso grammaticale, dire per ordine, usualmente palesare, dire, far il nome. Declinassion, andè 'n declinassion, andar in declinazione. V. Declinè. Décò, dcò (pare dal lat. de hoc, h aspir. o conson. come mihi, michi/, diffatti, in prova del che, e ded a stait così: questo è il valor suo genuino; anche, ancora, sono una dilatazione successiva di esso. Decorassion, decorazione, da decorare, e l'uno e l'altra da decoro, prole non sempre degna di tanto padre che è la stessa dignità. Decorè, decorare, ornare; fig. fregiare persone con insegne onorifiche. Decoro, decoros, decoro, decoroso. V. Decorassion e Decorè. Decot, decossion, decotto, decozione a togli lupini e fanne decotto » Sag. St. N.

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Decoto, decotto, fallito, ridotto al verde. Decrepit, decrepito, pr. e fig. govern decrepit, governo decrepito, cadente per vetustà o corruzione. Decret, decreto, donde decre tare, e l'uno e l'altro usato dai migliori, con buona venia dei pedanti. Decretè, decretare. V. Decret. Dedica, dedichè, dedica, dedicare, da cui deriva, come dedicazione; ma questo è più propriamente d'edifizii. Dédlà, d'la, di là (in dlà pare ripetuta la prep., anzichè frapposta una d per eufonia); il mondo di là, l'altro mondo; esser più di là che di qua, in punto di morte, (modi familiarissimi al nostro vernacolo) Fort. ehi! di là (chiamando gente) « fate motto di là in cancelleria » Lip.; « domanda di qua, cerca di là, il bell'amico non si trovava » Sacch. Dedue, dedurre, inferire, conchiudere, e volg. anche sottrarre. Dedussion, deduzione, da dedurre, V. Defession, defezione, donde defezionare , passare da una bandiera all'altra, diserzione, ribellione. Defessionè, defezionare. V. Defession. Defilè, difilè, difilare, fig. da filo, moversi in fretta e quasi a filo (t. d'orig. mil.).

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« del mese di marzo avvenne, ec. » Sacch.; l'ho trovato dell'istesso dì; è partito dell'istessa notte, delle volte ci capita; delle volte sì, delle volte no; degli anni va bene, degli anni male ; del resto vada come vuole; rovinarsi del tutto, Goz.; andar del pari a mangi del suo, se ne ha, che del mio non ne mangierà egli oggi » Bocc.; mandare per dei denari, per dei libri, Goz.; andar per del fuoco, per del pane, Car.; « si e battuto per delle ore » Guer.; fuoco acceso con del fieno, Fort. « è venuto con delle carte; con delle prove » Goz.; far dell'uomo /fè dl'omy, aver del matto, dar del tu, dell'asino, dei calci della testa nel muro, e sim.; mangiar del bello (per lo più iron.) Fort. ; contar delle frottole, delle storie, dire delle minchionerie, commettere degli spropositi, pigliar delle bastonate, e va dicendo. Delator, delatore, accusatore segreto, spia. Deleghè, delegare, deputare, donde delegato, delegazione. Deliberè, deliberare, donde deliberazione, aggiudicazione. Délicà, dlicà, delicato, dilicato, dim. dilicatino, dilicatuzzo. Délicatessa, dlicatessa, delicatezza, da delicato. Delineè, delineare. Deliquio sveniment, deliquio, svenimento. Delirè, delirare, vaneggiare. Deliri, delirio, vaneggiamento, da delirare. Delissia, delizia e polli, latte, giuncate e altre delizie» Pand. Delissios, delizioso, luogo, modo, stile, clima, gusto, piacere qualunque. Delus, deluso, ingannato nell'aspettazione. Delusion, delusione, da deluso, speranza fallita, disinganno. Demerit, demerito, da demeritare. Demeritè, demeritare, rendersi indegno. Demoli, demolire pr. e fig; demolire la riputazione, v. dell'uso.

Demoni, demonio, brutto come il demonio, fig. brutto demonio, donnaccia, brutta donnaccia; va via, demonio; aver il demonio in casa, essere un demonio, cioè terribile, e talora anche in buon senso; battersi come un demonio, con gran gagliardia, Ber. Démora, dimora, per trattenimento a dolci ed oneste dimore traendone » Bemb. Démorè, dèmoresse, dimorare, dimorarsi, per trattenere, trattenersi « ma io oggimai troppo lungamente ti dimoro » Bemb. Dénans, dnans, dinanzi; us. sost. ”l dnans « acconciati il dinanti » Bon. ; 'l dnans « era il dì dinanzi venuto » Boc.; e così il verno dinanzi, un mese dinanzi, G. Vill.; «non vi fu egli detto dinanzi? » Boc.; dinanzi alla casa, Id., dinanzi da noi, Id. ; dinanzi la chiesa, G. Vill.; dinanzi di tutti, prima di tutti, ec. Déné, denaro, più usualm. danaro (ma più disf. dall'orig. denario, deni/; dèné a frut, a interesse, denaro a frutto, a interesse; om a dné, uomo a denari, danaroso; e così, danari contanti, sonanti; lire, soldi e danari (il denaio antico); danaro fa danaro; lasciarsi guadagnare dal danaro; far ogni cosa per il danaro, per danari, per dei danari.

Denigrè, denigrare, infamare, fig. da macchiar di nero.

Denominè, denominare. Dent, dente, masslé, mascellare, molare; osé, occhiale; canin, canino, e così, denti sporchi, bianchi, neri, tarlati (invece di camolà/, davanti, di sopra, di sotto, finti, posticci, guasti, ec.; nettare, pulire, stuzzicare, scalzare, dislogare, slogaré, cavare i denti; allegare, dislegare i denti, pr. e fig. « quando avessi i denti allegati, ha virtù di dislegarli» Var.; serrar i denti « Dio non farà, diceva, e i denti serra, ch'io non ti ponga in quattro pezzi in terra » Ber.; «un altro pugno sui denti gli dava» Id.; « battendo i denti se ne va Rinaldo o là.; mostrar i denti a uno, Id. ; pigliar coi denti il morso, Id.; parlar fra i denti « diceva il saracin fra dente e dente » Id.; parlar fuori dei denti « chi mastica, chi fuor dei denti nega » Dav.; ungere, far ballare i denti, mangiare, R. B.; aver un dente con qualcuno, cioè qualche rancore; pigliarla coi denti, aspramente; pigliarsi pei denti, per li denti, Car.; aver i denti lunghi, scorticare la gente; finchè uno ha denti in bocca, non sa mai quel che gli tocca, prov. Dentà, dentata, morso. Dentadura, dentatura. Dentareul, dentarolo, Caren.

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Dentission, dentizione, lo spuntare dei denti, Caren.

arme, uffizio e fig. pensieri,

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