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Faitè, faitaria, faitor, faitare, ec.; v. disus., conciare, concieria, conciatore. Fal, fallo ; 'n fal, 'n fala o a 'n fal, a 'n fala, in fallo, per isbaglio; senza fal, senza fallo; per t. di giuoco alla palla o pallone, fal, fala, far fallo. Fala, fala (t. dei tess.); per t. di giuoco alla palla o pallone, fallo. Falabrac, omaccione, fantoccione, e per sim. fastellone (si vorrebbe dallo spagn. anzi dall'iber. fala, torre, e braca, corda; certo queste due voci non sono senza analogia col fastellone e neppure con falsabraca, t. mil., barbacane. Falalela falalà, falalella falallà, cantilena contadinesca. Falansa, fallanza, fallo , mancanza, scarsità. Falavésca, faravèsca, faravosca, falavesca, favolesca, materia volatile abbruciata. Falchet, farchet, falchetto, dim. di falco (noto ucc. di rapina). Falcon, falcone (noto ucc. di rapina). Falì, fallire, fallare; chi fa fala, chi fa falla, m. prov. « per inavvertenza ho fallito » Ar.; « quantunque io sappia che tanto ho fallito » Ber.; «pur mi conosco e vedo che ho fallito » Fag. ; « gli fa fallir

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farle andar il disegno fallito » Ber. ; fallirsi di porta, di nome e sim. fallire, per far fallimento, t. merc. Fali , fallito, che ha fatto fallimento a una schiera di falliti e cagnotti » Dav. Faliment, fallimento, volg. bancarotta. V. Falì. Falò, falò, noto fuoco d'allegria. Falopa, faloppa, falloppa, bozzolo imperfetto ; fig. sconciatura, aborto di checchessia; per uomo vano e guastamestieri, Pan. Fam, fame ; patir la fame, ve der la fame in aria, R. B.; morire, far morire, lasciare, lasciarsi morir di fame; cascar dalla fame; costretto dalla fame; la fame è una brutta bestia, brutto come la fame; sig. morto di fame, per bisognoso, miserabile o peggio « uomo da niente e morto di fame. • Dav.; fame da cane, canina. Fama , aver buona o cattiva fama, conosciuto per fama. Famija, famiglia, padre, madre, figlio di famiglia; donna di famiglia, tela, vino, ec. di o da famiglia; venire, crescere in famiglia, Bocc.; fig. metter la zizzania in famiglia; nelle famiglie; far le cose in famiglia; lavar i suoi stracci, far la sua liscia o lisciva in famiglia, non divulgare i guai domestici.

Familiar, familiarità, familiare, famigliare, famigliarità, Fanal, fanale. Fanciot, fanciullo (contratto forse da fanciullotto). Fandonia, fandonia, fanfaluca, favola. Fanfaluca, fanfalucca. V. Fandonia. Fanfara, fanfara, t. music. Fanfaron, fanfarone (v. dell'uso), smargiasso e sim. Fanfaronada, fanfaronata, atto o detto da fanfarone, millanteria e sim. Fanga, fanga, più us. fango « non si può camminar per la gran fanga » Fag.; « la sporca fanga millantar » S. Ros.; fig. cosa vile, bruttura, lordura di vizi, abbiezione estrema e sim. Fantasia, fantasia, immaginazione, bizzarria, capriccio, ec.; dar nella fantasia, andare a fantasia, o meglio, per la fantasia, andar a genio, a capriccio, Fort., Ber.; venirgli, pigliarli, saltargli la fantasia, ec. Fantasma, fantasma, fig. apparenza, illusione e sim. Fantassin, fantaccino. Fantastic, fantastico, strava. gante, « uomo sospettoso e fantastico » Gell.; « vecchio avaro e fantastico » Dav.; opinione fantastica, Ar.; « opera fantastica e da durar poco » G. V. Fantastichè, fantasticare, alma

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Farinos, farinoso, che contiene molta farina o somiglia a farina. Fariseo, fariseo; fig. ipocrita. Farlingot, farlingotto, ma più omonimi che omologhi ; rimane però sempre qualche analogia che indica l'origine comune, dal parlare o favellare in goto (etim. più verosimile del varie linguatus di qualche lessico), e fig. una specie di linguaggio barbaro o furbesco, il farlingotto divenne nel nostro dialetto come dire un furbo, ossia destro, ambidestro e sim. Farnetichè, farneticare, vaneggiare. Farò. V. Falò. Farsa, farsa; fig. per azione ridicola, burla, beffa, onde il freq. dirsi, tutto questo non è che una farsa, una brutta farsa, è stata una vera farsa, gli han fatto una farsa indegna e sim. Farsì, farcire, infarcire, farcito, infarcito, riempire, ec. Fasan, fagiano; fig. uomo semplice, sciocco. Faseul (più pross. all'orig. lat. phaselo), fagiolo, fagiuolo; fagiuoli dell'occhio, nani, rampicanti; fig. minchione e sim. « ed io rimango allora un bel fagiuolo » Bon. Fasolada, fagiolata, fagiuolata; fig baggianata, sciocchezza, insulsaggine e sim.

Fasolon, faggiolone, accr, fig. babbeo. Fass, fascio a conservo le carte a fascio » Goz.; fig. e tutti quanti in un fascio sul sabbione furon distesi » Ber.; fare d'ogni erba fascio, m. prov.; fascio d'armi, t. mil. Fassa, fascia (di qualunque ge: nere), donde fasciare; fig. nelle fasce, fin dalle fasce, da bam: bino. Fassè, fasciare, da fascia; fa. sciare e sfasciare il bambino, fasciare un braccio, una fe rita; fig. un muro, un albero, ec. " Fassèlla, fascella, propr. nella quale si involge il cacio entro la forma; noi (tropolog.) anche la forma stessa. Fassina, fascina «abbrucciavano insieme una fascina » Lip.; « una fascina per asciugarci i panni » Bon. ; « riempiono i fossi di fascine » Dav. Fascinè, fascinare, far fascine, Fassiné, fasciname. Fassinot, fascinotto, dim. di fascina, Caren. Fassion, fazione, sentinella (v. dell'uso). Fassolet, fazzoletto (da naso, collo, ec.; meglio che moccichino, parola poco civile, e meglio che pezzuola, v. ge ner. e sciocca e le donne agli occhi han tutte il fazzoletto” Lip.; « vedi che non si leva il fazzoletto dagli occhi» Macchi

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far fatica, p. e., a sollevare o sostenere pesi; far fatiche o delle fatiche da facchino; scappare la fatica, donde il nome di scapafatiga, scappafatica, Goz. Fatighè, fatighesse, faticare (fatigare volg. più conf. all'orig. lat. donde fatiga da cui fatica), faticarsi, affaticarsi a questa vita mi fatiga troppo » Nov., Ar.; « fatigata e vinta dal sonno » Id.; « faticherà a ritrovarlo » Ber.; « Non si fatichi tanto; si fatica troppo» Red. Fator, fattore a fattor nuovo, tre di buono » prov. econ. Fatora, fattora, meglio che fattoressa, come dottora meglio che dottoressa ec. Fatoreria, fatoria, fattoria. Fatura, fattura ; « valutata la fattura di detta opera » Cell.; « solo delle fatture n'ebbi più di 40 scudi o Id.; « e volendo avanzarsi la fattura (degli stivali) » Ber. Fauda sau per al V. Auty falda, del vestito e sim., Caren.; sino alle falde, Fir. (nel fig. come falde di monti e sim. non è vernacolo, e per grembo non è italiano). Faudal (da fauda, falda, parte della sopravveste o farsetto che pende dalla cintura al gi. nocchio) grembiale, meglio che grembiule, inflessione poco eufonica.

Fauss, falso, s. e agg. sau per al provens. usato anticamente, anche dal toscano Guittone), giurar il falso, dire, contare il falso ; chiave falsa, carte false, monete false, idee false, falsa posizione, voci false, Car.; luce falsa e sim.; fig. appoggiato, fondato, basato sul falso; testimonio falso, colore falso, cera falsa, R. B.; lingua falsa, uomo falso come Giuda o come l'anima di Giuda, m. prov.; « la falsa che accusò Gioseppo » D.; av. veder falso, Id. - Faussari, falsario. Faussariga, falsariga. Faussè, faussifichè, falsare, falsificare, p. e., scritture, firme, monete, ec. Fausset, faussèta, falcetto, falcetta, dim. di falce. Faussificassion, falsificazione, il falsificare. Faussità, falsità, menzogna, doppiezza, uomo pieno di falsità, di fallace; dire delle falsità, racconto pieno di falsità, eC. Fava, fave fresche, desgranà (o volg. desgrunà/, fave fresche, disgranate; pigliar due colombi con una fava (e a una fava, ma solo in ital.); una fava in bocca all'asino, o all'orso, m. prov. ; fava bianca o nera, sorte, voto favorevole o contrario; l'ha vinta per poche fave « fu vinto, nonostante cento bianche» Lip.

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