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A 'nsirè, incerare. Ansognesse, sognesse, insognarsi, sognarsi, immaginarsi, A 'nsucrè, inzuccherare, (a rigore si dovrebbe dire insuccherare, come anticamente dicevasi succhero, più conforme alla sua origine, oltrechè la zucca non ci ha proprio che fare). A 'nsupesse, (da a 'nsèpèsse), incepparsi, inciampare. A 'nsupisse, ansupì, assopirsi, assopito. Anta, anta, imposta, dal lat. anta o meglio anta, cardini delle porte e finestre. A ntachè, intaccare ; fig. offendere, parlandosi dell'onore o riputazione. A ntajesse, fig. (da taj, taglio), accorgersi, come dire, al saggio, al taglio. A 'ntamnè, metter a mano. Qui chi vorrà vedere un antifrasi del lat., intaminare e chi un francesismo, entamer. Io terrei più per questo, non ostante che in fatto di francesismo, io non ignori, esser molto più facile di trovarne che di conoscerne l'entità, ovverossia le comuni origini. Ma comune o no, io vedo nell'a ntamnè il suo significato di a mano,

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A 'ntestesse, antestà, intestarsi,
intestato, ostinarsi, da testa,
onde testardo, come da capo,
caparbio).
Antica, a l'antica, all'antica.
Anticaja, anticaglia.
Anticheur, fig. anticuore, mal
di cuore, nausea.
Anticipada, anticipata, meglio
pagamento anticipato, direb-
bero certi lessicografi per qual
ragione non so; altri meglio
anticipazione, neppure, ancor-
chè univoca, essendo questa un
vero astratto, non così quella.
Antidata, antidata, data ante-
riore.
Antidatè, antidatare, porre una
data anteriore (qualche lessi-
cografo lo ammelte di malin-
cuore, come inelegante; ma
sono forse più eleganti le
quattro parole che ne ten-
gono luogo? oh brevità!
Antifona, cante e l'antifona
(cantargli l'antifona, per par-
largli chiaro, non è d'uso ita-
liano che io sappia, ma me-
riterebbe d'esserlo: si è data
la cittadinanza a tanti babbo-
riveggioli che non hanno il
senso comune).
Antipast, antipasto; fig. per anti
past, per antipasto (cioè per
anticipazione, ma comune-
mente in senso poco favo-
revole).
Antiquari, antiquario; fig. in
senso odioso manca all'ita-
liano.

A 'ntirissì, intirizzito, pieno di freddo. A'ntisichì, intisichire, intisi chito. Antivist, antiveduto, cauto (e perchè non antivisto, se visto val quanto e meglio che veduto? ma l'uso intasca la logica); stè antivist, star in guardia, all'erta. A ntone, intonare ; fig. per esordire, dar principio. A ntop, intoppo, impedimento, ostacolo. A 'ntopè, a 'ntopesse, intoppare, intopparsi, incontrare, incontrarsi, inciamparsi; quand i lo 'ntoppo e quando lo intoppo, o Bon.; o se io intoppavo alcuno, o Rim. B.; chi cammina, s' intoppa, Prov., cioè chi fa falla. A ntorn, intorno, attorno. A 'ntorniè, atorniè, intorniare, attorniare « l'han da ogni banda intorniato, » Ber. A 'ntortiè, intortigliare, attortigliare, attorcigliare. A 'ntossiè, intossicare, meglio attossicare. A 'ntramentre (volg. a 'ntramentrè), mentre, in quel mentre. Notevole è questo idiotismo, che a noi rimase dall'arcaismo comune italiano, e che spiega l'origine di mentre, nato dal lat. interim (o dum interim, lombard. do mentre, per trasp. o metat., e rimasto qual

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che tempo col guscio in capo,

vale nereggiante, da vario,

chiazzato di nero, onde variegatus, vaiato, variato, anzi variola, piem. vairole, vaiuolo; e il vaio, animaletto simile allo scoiattolo, dalla pelle così detta, e che Dante chiamò quindi gajeta, g per v e viceversa, frequentissima permutazione. Anvajrè, invajare, più specialmente delle uve. A 'nvairet, da a 'nvairè, invaiare; propr. dell'uva quando comincia a nereggiare (manca l'identico in ital. con poca logica, avendo vaio e invaiare, nè si trova che saracino, idiot. tosc. ; che fa anfibologia con la voce araba, o saraceno, che Dio sa come c'entra nell'acino, acerbo o aspro, onde formossi quello strano vocabolo. A Pnvernisè, invernicciare. A'nvers, inverso (contrapp. d' a 'ndrity, a l' a 'nvers, a l'invers, all'inverso. Anvertoj (dal lat. inverterey, involtolo, meglio viluppo, viluppo. Aonvertojè. (V. A'nvertoj/, involtolare. A 'nveuja, invoglia. A 'nvlup, inviluppo. A 'nvlupè, inviluppare « e torna fra le spinea invilupparsi, o Ar. Apagament, apagament, dar appagamento, soddisfazione. Apaghè, appagare: apaghè con d'rason, appagare con ragioni;

Aparenssa, apparenza, ste a l'aparenssa, giudichè dall'aparenssa, stare all'apparenza, giudicare dall' apparenza. Apartament, appartamento, aggregato di più stanze « e quell'appartamento è quasi un'altra casa, o Salv. Apartene, apartenì, apartnì, appartenere, spettare, o anche per riguardare, concernere. Apasiè, pasiè, apaciare, paciare, pacificare. Apassionè, apassionèsse, appassionare, appassionarsi. Apel, appello (t. mil., leg. e parlam.), l'apel, far l'appello, la chiamata, la rassegna, ec. Apelèsse, appellare, appellarsi, ricorrere in appello e della quale scomunica appellò al Papa, G. V.; « e del Barbosa al tribunal mi appello, o Menz.; (appellarsi non è del miglior uso, tanto meno poi per rivolgersi al giudizio di chiunque, come oggi è andazzo di dire). Apianè, appianare, spianare; fig. agevolare, comporre e sim. Aplicassion, applicazione, l'applicare, applicarsi. V. Aplichè. Aplichè, applicare, p. e. al tal caso aplichèsse, applicarsi, applicar l'animo, darsi a qualche occupazione, ec. Apogg, appoggio; aveie d'bon apogg, avere buoni appoggi,

apaghèsse d'parole, appagarsi di parole.

buone protezioni.

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presso a quel che si diceva (appetto, in confronto) non era niente, o Dav. Apressiè, apprezzare (in quell'i si sente il francese, dirà taluno; sia, ma può sentirsi altrettanto il lat. pretium). Aprofitè, aprofitesse, approfittare, approfittarsi; dell'occasione e sim. dicesi per lo più in cattivo senso. Apropriesse, appropriarsi, farsi propria una cosa. Aptit, apetit, appetito « perduto l'estro e l'appetito, a Ber.; « e mangia con buonissimo appetito, o Lip.; stussichè l'aptit, stuzzicar l'appetito; fig. per voglia, desiderio. Apunt, per oprapunt, appunto, per appunto. Apuntament, de un apuntament, dar un appuntamento, un convegno. Apuntè, appuntare (nel giuoco); annotare, censurare. Apuntin, appuntino « perchè non paga il sabato appuntino, e Lib. Aqua, acqua, lasciar andar l'acqua all'ingiù , Fir.; pestar l'acqua nel mortaio, m. prov.; far un buco nell'acqua, m. prov.; lavorare sott'acqua, fig. di nascosto; a fior d'acqua; venire, far venire l'acqua alla bocca; fil d'acqua, getto d'acqua. Aquaras, acquaragia. Aquatesse, quatesse, acquattarsi.

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