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o dela a beive, ber grosso, berla grossa, berla, darla a bere e poichè hai pur disposto ch'io la beva, o Ber.; - egli la dette a bere quanto mai bene, o R. B.; così menar le oche a bere; bere gli umori, per asciugare, e qualche altro omologo. Beivua, bevuta, tirata nel bere: fig. per errore, equivoco e sim. non è d'uso italiano, è un francesismo; ma pure la logica avrebbe dovuto dal bevere fig. per credere, dedurre bevuta. Sic aliter visum. Bel, bello (us. sost.), il bello piace a tutti; per amante innamorato, e peggio, il suo bello, la sua bella e era il concorso di tutte le belle, o Pan.; damerino, vagheggino a chi fa il ricco e chi il bello, o Ber.; e non è il mio forte, no, di fare il bello, o Fag.; « restaron due mesi a far i belli, o Pan.; e crede ancor di poter far il bello, o Pan.: camminar per brutto e per bello, o Macch.: « veduto il bel, se la son colta, (o fatta) Bon.; « alza la spada, e quando vede il bello, tira un colpo. » Lip.; il bello della festa, Ber.; o il bel saria che ec., o Id.; « in sul più bel della cena, o Cell.: « sul più bello il vino era finito, » Giust.; dirne, sentirne, contarne delle belle, Bon. :

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una più bella dell'altra.

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quando gli vada bene, o Dav.; « le cose non gli andavano bene, Id.; « per ben che vada, o Macch.; « il generale è ben stato da lui per bensì), ma ec., , Id.; a confessava bene d'aver fallito, ma ec., Nard.; afferm. in vece di pure « verranno ben; troverà ben rocca e fuso; sappiamo ben tutto, o Fir.; esser ben visto, ben voluto « il minore era più ben visto, , Dav.; « era assai ben voluto dalla gente, o Ber.; e ognun di lor a casa sua sta bene, Id.; «il mondo l'avrebbe fatta bene, se Domizio (padre di Nerone) ec., » Dav.; « roba assai da dover farla bene, o Bon.; « faceva bene anche all'epilessia, o Guer., e altri begli usi del nostro dialetto non meno che della lingua, viva, vivissima, nè mica locale, ma comune. Bena, capanna, casupola, tugurio campestre (l'ital. ha l'omonimo, ma non l'omologo, benna, treggia o cesta di vimini, con la quale l'idiotismo nostro ha poca analogia o ben remota. Forse qualche barlume di origine ci potrebbe venire dall'antica insegna delle nostre bettole, lapèssra (pino), che è la nostra frasca, insegna di vino e materiale di capanna, giusta i dizionarii della lingua; ma io non amo avventurare di troppo, altri

menti ci sarebbe un altro forse, quello d'un aferesi alla stessa voce capanna. Benanlévà, benallevato. Bencreò, ben creato « tanto gentili e bencreati, , Bott. Benedet, benedetto; Dio benedet, benedet om , Dio benedetto, benedetto uomo ec.; benedette donne « con le loro benedette lingue, o Goz. Benedì, benedire; fig. andare, mandare a farsi benedire, Pan.; (augurio ironico, che rasenta l'antifrasi o imprecazione). Beneditin, benedettino (frate); da letto, acquasantino (riscontro poco felice). Benefichè, beneficare. Benefissi, beneficio, benefizio (in tutti i suoi significati, salvo quello di guadagno). Benemerit, benemerito. Benestant, benestante e uomo attempato ed assai benestante,» Car. Benevis, beneviso, meglio benvisto. Beni, beni, possessioni, poderi e sim.; beni di fortuna, stabili, mobili, immobili, paterni e sim.; far andare, coltivare i suoi beni, a sciavenssa, a man, a schiavenda, a schiavenza, a mano. Beniamin, beniamino (per antonomasia), figlio prediletto. Bennà, bennato a gente bennata, Guer. Benservì, sost. benservito, «rin

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matopeia caratteristica del nostro dialetto con significato abituale di sprezzo, come nel più delle voci aventi la radicale medesima; tendenza non estranea nemmeno all'italiano come bergolo, berlina, bernoccolo, berroviere, berta, bertone, e fors'anco birba, birro, birichino ec. Berlaita, siero di latte. Quipure occorre la stessa osservazione sul signif della radicale ber. Berlic e berloc, berlicche e berlocche (v. furbesche), «non mi fate berlicche e berlocche» (non cambiatemi le carte), Pan. Berlichè, lechè, leccare. La sottigliezza amerebbe forse nobilitare questo verbo, toccandogli, per così esprimermi, un pochino la testa, e mutandolo in perleccare: insulsaggine; anche in questo è più verosimile ciò che è più semplice. Io mi riporto alle osservazioni precedenti sulla radicale ber. Berlina, berlina; fig. essere, mettere uno alla berlina, alla critica del pubblico; berlina, veicolo noto. Bernà, rannata, o più propr. cruscata, onde anzichè metat. di ranno, quasi brannata, più semplice e più logica parmi quella di brenn, crusca, quasi brennata. Bernufia, schifiltosa da ber. (V. sopra, e nusia, nufiè, dal

suono che fa il naso fiutando; che fiuta tutto. Bérsac, bisaccia (lat. bisaccium, doppio sacco, bèsac, bèrsac, più semplice; più sottile da, pera e sacco); fig. uomo dappoco, disadattaccio, e sim.; nè mi farebbe specie che la vera origine di questo traslato fosse brassica, cavolo, testa di cavolo, anzichè una bisaccia, con cui ha poca analogia di senso, mi pare. Del resto la lascio lì, non insisto altrimenti, memore del proverbio, chi troppo l'assottiglia, con quel che segue. Berta, berta (ucc. noto), ghiandaja; fig. lingua, chiacchera, onde bèrtavela, mnè la bértavela composto forse da berta e favella o loquela, ma parmi troppo sottile; butè berta 'n sac, mettere berta in sacco, tacere, per nome di donna proverbiale, non è più il tempo che Berta filava, il tempo della cuccagna. Bérta, bèrtin. (V. Bèrétay, berretta, berrettino. Bértavela. V. Berta. Bertele, bertelle. Béscheuit, marroni biscotti, anseri. Béscotà (pane), biscottato, biscotto. Eéscotin, biscottino. Béslong, bislungo. Bésogn, V. Bsogn. Bessi, quatrin, bessi, quattrini.

Béstandè, bistentare, meglio bistantare, da bistante, spazio di tempo, tempo di mezzo, indugio. Bestia, accr. e pegg. bestion, bestiassa, dim.bestieul, bestiola, bestiolina, bestia, bestione, bestiaccia, bestiolo, bestiuolo, bestiola, bestiuola, bestiolina; fig.tutti nomi che gli uomini si regalano o Tofano, bestia, diceva, Boc.; «vedi bestia d'uomo, Id.; - va via, bestia, o Lip.; « Menicuccio che era una bestia, o Goz.; montare, essere in bestia, in gran collera, « ogni po' monta in bestia, o Lasc.; « orso egli è in bestia, o Lip.; « quella bestiaccia d'Orion, o Ber.; e non si trova di lui maggior bestiaccia, o Id.; « come hai tu tanto ardir, . brutta bestiaccia? » Id.; « quel bestione dava al cavallo, e Id.; « il bestiuolo cagliò, o Car.; « le punture di quelle bestioline, o Segn. Bestial, bestiale, fig. « più bestial uomo, più bestial creatura non si può trovare, o R. B., Cel. Bestialità, sproposito madornale « e corre solo addosso a tanta gente: tanta bestialità mai non fu vista, o Ber. Bèstort, bistorto. Betola, bettola e taverna, anzi bettola, Var.; • osterie, bettole, ec., o Bon.

Betonica (erba), bettonica, co

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