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bonera, scatola da confetti: non sarebbe meglio bomboniera? Bon di barba (idiot. espressivo, che in ital. non ha l'equivalente, non che l'identico), buona notte, e sim. Bonet, bonetto, Giamb. ; a o bisogna ogni po' far di bonetto, parlando ad ogni zugo di prelato, , R. B. Bonifichè, bonificare « devo bonificarvi per la mesatalire, ec.» Goz. Bonomia, bonomia, bonarietà « una cert'aria di bonomia, o Goz. Bonprò, bon pro a buon pro vi faccia, o Ber., Lip. Bontà bontà sua; troppa bontà; ci vuol bontà; soffrire, aspettare la bontà d'anni dieci, Goz. Bontemp, buontempo, aver buontempo, darsi al buontempo, godersela e sim. Bora, borra; fig. molta borra, stoffa, m. prov. « come le palle hanno il cerveldi borra, » Burch.; « qui come vedete è pien di borra, i Car.; (dicesi particolarmente dei lavori delingegno). Boracia, boraccia, borraccia, fiasco o botte di cuoio « empievano la sua borraccia di vino o latte, o Car. Boracio, buracchio, più us. burattino, fantoccio, tangoccio, camogio e sim.

Borana, borana, borrana. Boras, borace, borrace. Bord, bordo, a bord, a bordo, per qualsiasi estremità ; per orlo, è meno usato. Bordè, bordare, più us. orlare. Bordel « i ragazzi... traggongli i sassi, e fannogli il bordello, o R. B.; « per farsi fischiare fa tanto bordello, o Giust. Borè (da beverare, come boiron da beverone), abbeverare. Borè (da bora, borra, onde a 'mborè, imborrare), fig. spingere, affollarsi (v. d'orig. mil. da borrare, calcare la borra d'arma a fuoco). Borela. V. Barela. Borenfi (da enfio, enfiato, unitamente forse a bolla, vescichetta che si fa sulla pelle per enfiagione), enfio, enfiato. Borg, Borgà, borgo, borgata (questa , anche nel dialetto nostro, ha un senso più sparpagliato, e dinota pure gli abitanti). Borgiachin, borgiot (da bolgia, e questo dal lat. bulga, onde borsa), borsacchino, più us. borsotto; empiersi il borsotto, Pand. Borgno (da bornio, arc. losco, orbo d'un occhio, ma forse anticamente anche per orbo, cieco « giustizia bornia, o Burch.). Borgnon, bugnon (da bolla,

bulla, enfiatura, tumore e sim.),

va

BO

ciccione, fignolo, bozza e sim. Boria, boria, superbia, pien d'boria, pien di boria. Borich (idiot. d'antichiss. orig. burrichus, onde il Caro e gli donò una folta e bianca pelle di capra per un boricco da correre l'invernata, o bricco, sinc. di boricco, somarello, ma non nel fig. per altro sì espressivo. Borieul, (dim. di borich, quasi borichiolo), fig. ciuco. Borla, bica, massa di covoni (dal basso latino burella, fascio di grano, composto di undici o dodici gerbe o covoni; così il nostro Cibrario). Boro, sproposito, strafalcione (forse dal lat. bolo, bolus). Borsa, fe borsa, far borsa, Sacch.; borsa stracca, Bon.; tirar la borsa, R. B.: « e di sua borsa ogni lavor fa fare, o li.; Borsot, borgiot. V. Borgiachin. Bosarado (o chiuso), da bosarè, bugerare, bugerato, lomb. e questo fig. da bugio, bucherato, bucherare, avvizzire, guastare, maliziotto, furbachiotto e sim. Bosarè, fig. guastare, rovinare (il senso orig. lomb. è assai più odioso). Bosaron, accr. furbaccio ec. (V. Bosarado); è pure interiez. di stupore o bile; a la bosarona, alla peggio. Eosc (per legno, legna, legname è un troppo non ammesso

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o nè mai tirò che non facesse NBo botta, Cap. ; bota risposta « quasi botta risposta allega ec., o Var.; « bestia qua, bestia là, botta e risposta, o Pan.; « facciamo a dircele botta e risposta, o Giust. Botal, botala (idiot. specif. di botte troppo gener.), botte; fig. che canta, che suona, vuota o quasi. Botega (dal lat. apothecay, bottega, tene o tnì botega, tener bottega; aprire, serrar bottega; metter su bottega, Pan.; « entrai in una bottega da caffè, o Goz. ; giovane di bottega, Vas.; fig. ferri di bottega per strumenti dell'arte o mestiere; far bottega (mercimonio), Lip.; « nè per boria, ma per bottega, o Dav. (cioè per interesse o speculazione). Botegari, bottegario, più us. bottegajo. Boteghétta, boteghina, botegassa, dim. botteghetta, botteghina, bottegaccia. Boteghin, botteghino: far botteghino, mercato, calcolo a e ci fa sopra il suo bel botteghino, » Pan. Botegon , bottegone caffè). Botelia, bottiglia (nome che fa progressi là dove dominava il poco gentil fiasco, e minaccia di cacciarlo di seggio); bota (o chiuso) per bottiglia è importazione spagnuola.

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anche questa è per detronizzare l'indigesta canova « e ritrovando la bottiglieria, Lip. Boton, bottone « levar non ne potria quant'è un bottone, Ber. Botonè, bottonare, abbottonare; uomo abbottonato, fig. uomo chiuso in sè, che non si lascia legger dentro. Brac, bracco (cane). Braga, braca, braga. Bragalè, schiamazzare (idiotismo di molta espressione, come brajassè, accr. di brajè, e forse d'origine identica, celtica o altro, non fa. Il francese non ha che brailler, ciò che avvalora il mio sospetto. Da bragalè, bragalé, bragalon. L'ital. ha bracalone, ma fig. per scialacquatore, da braca). Braghé, braghiere «vecchio da braghiere, , R. B. Braje, braghe, brache; calar le brache, A. Tass.; fig. calar le brache, darsi per vinto, Salv.; portar le brache « donne che portan le brache, fan da mariti e comandano a bacchetta, o Bon. Brajeta, braghetta, brachetta. Branc (ramo), branco, branca. Branca, branca (zampa, spanna), D.; « distender le sue branche, » San.; o lungo due branche, » Ber.; « abbi avvertenza che le sue branche addosso non ti metta, o Pul.

Botelieria, botliglieria (forse

Brancà, brancata « dar una

gran brancata dentro, R. B.; a brancate, Goz.; Giust. Branchè, a 'mbranchè (da branca), brancare, abbrancare. Branda (lettuccio sulle cinghie), branda, così detto non solo dal moversi, ma anche dal ferro, di cui è d'ordinario. V. Brandé. Branda, brandven, acquarzente. V. Brandé. Brandé, alari. Brandé, branda, brandè, brando, brandire, pare inverosimile che abbiano tutti lo stesso etimo, la stessa fonte, brand in germ. o teut. o celtoteut. pr. e fig. vale ferro mosso, scosso, vibrato, ardente, onde per analog.branda, l'acquarzente, e fela brandè, mettere in moto come dire ardente la cucina; esse a o brando, essere in moto, ec. Brandè,fèla brandè. V. Brandé. Brando, esse a 'n brando. V. Brande. Brasa, bragia, brage o Caron dimonio con gli occhi di bragia, , D.; e le guance accese come di bragia, o Goz.; usasi anche brace, ma stando al nostro Carena, questa non andrebbe confusa con bragia, che vorrebbe dire carboni accesi, l'altra carboni spenti; sottile distinzione del toscano dialetto. Brasé, bragiere, braciere. Brass, a brass, a brasse, portare a braccio, a braccia, fig.

predicare a braccio, a brac-
cia, Cr.; « le carte sotto il
braccio, Sacch.; aver gravi
faccende sulle braccia, Goz.;
pigliare, portar in braccio,
Ber.; « senza lui mi par es-
sere senza un braccio, o Ber.;
buttarsi nelle braccia d'uno,
Pan.; essere il suo braccio
destro, Id.; ricevere uno a
braccia aperte, Id.; aver le
braccia lunghe, molte ade-
renze, molto potere; ricor-
rere al braccio d'un'autorità
qualunque.
Brassà, bracciata e una brac-
ciata di legne, o Lasc.; pi-
gliare, portar via a bracciate.
Brassal, bracciale a si allestisce
col suo bracciale e si comin-
cia il giuoco, o Lip. ; o un
monte di bracciali e di pal-
loni, » R. B.; « un bracciale
pergiuocare al pallone, o Goz.;
fig. se mi viene sul bracciale,
il destro, l'opportunità.
Brassalet, brasslet , braccia-
letto.
Brassèta, a brasséta, a bracetto
« ei risponde pigliandomi a
bracetto, o Pan.
Brassié, bracciere a bracciere
della dea, o R. Tass.
Brav, bravo, perito, buono,
prode, gagliardo ec., a bravo,
così va fatto, o Fag.; brav'uomo,
bravo figliuolo; bravo archi-
tetto, bravo attore, bravo ge-
nerale, brava gente « il mio
così bravo mulatto, o R. B.;

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