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trattar con uno, col nemico;
trattar di rendersi, di resa e
sim. ; trattar la gente, colla
gente, bene o male, onde mal-
trattare, trattar donne, con
donne « tratti una comedian-
te e tanto basta » Pan.; trat-
tar immagini, libri, checches-
sia senza riguardo e affliggasi
e trattisi come peccatore »
Cav.; si tratta, per si parla,
della tal cosa (m. frequentis-
simo e familiarissimo) « si
tratta che vi fosse un vezzo
di perle che, ec. » Lip.; trat-
tare a tavola e lo accarezzai,
lo trattai o Salv.
Tratene, tratnì, tratènì, tratte-
nere, fermare, tener a bada,
tener occupato, stipendiare,
divertire, onde trattenimento;
per occupazione, stipendio, di-
vertimento; trattener donne,
onde trattenuta, per contene-
re, tenere, impedire, onde non
poter trattenersi di ridere,
piangere, far checchessia.
Trateniment, trattenimento. V.
Tratene.
Travaj, travajè, travaglio, tra-
vagliare, lavoro, lavorare,
Car., Bon., Ner., Lip., Sacch..
Giamb., Pall.; (i molti esempi
non valgono però a racco-
mandare tal uso); per fatica,
faticare « c' è del travaglio »
Bon.; ammazzarsi al travaglio;
chi vuol riposare, convien tra-
vagliare, prov. ; « deve aver
travagliato con le ganasce più
che col cervello » Pan.

Travers, s., traverso « un fos-
sato che piglia tutto il traverso
d' un piano, ec. » Guicc. ; e
così, il traverso d'una nave
(t. mar.).
Travers, avv., traverso; anda-
re, dare, guardare, tirare a
traverso, Car., Ber., Lip.; di
traverso, per traverso « ogni
cosa mi va a traverso » (o di
traverso, per traverso) Cecch.;
a squadratolo così di traverso -
Guer.; mettersi, porsi a tra-
verso di qualche disegno e
sim., onde attraversare; tra-
verso la testa, alla testa « da-
togli di quel palo traverso al
collo » Bon.; siccome pure, a
traverso, o attraverso la testa,
alla testa, Ber., Fort.
Traversa, s., traversa (supp.
via, strada), scorciatoia ; pi-
gliar una traversa, per una,
per la traversa, Nov.; « ri-
tornò a Preneste per la tra-
versa» Liv., Volg.; in m. avv.,
parlare, rispondere alla tra-
versa (stranamente, a rove-
scio), Sacch. ; traversa dei
ponti (t. art. mest.); è pure
t. di fortif. e di marin.
Traversada, traversata (t. mar.).
Traversè, traversare, attraver-
sare, strada, paese, acqua, e
va dicendo; traversarla strada,
la via a uno, fig. impedire di-
segni, carriera, checchessia;
in m. assol. « a piè del Casen-
tin traversa un'acqua, ec. » D.

Traversin, traversino (t. art.

mest.).

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il suo peso; trovò maniera di fargli intendere, Bart.; lo trovò pronto, partito, morto; « toccandolo, il trovò freddo» Bocc. ; « non avendolo trovato a dormire » ( cioè sorpreso) Dav.; • Orlando quivi lo trova a gridare » Pul. ; « or vo a trovarlo al piano » Ber. ; trovar il gatto sul fuoco, m. prov. ; trovar tutto sossopra; non trovar un osso da rosicchiare; trovarsi della roba, Bon. ; trovar la strada, la traccia, il costrutto, il senso, trovarrimedio, mezzo, la rima, ec.; scuse, pretesti, ec.; trovar difficoltà, ostacoli, il terren molle, facilità, e sim., trovar il polso; trovarsi presente, lontano, vicino, in riga, al suo posto, all'appuntamento, ec.; trovarsene bene « mi tenni (nei limiti), e me ne trovai sempre bene » Guer.; trovati là, lasciati trovare; fa che i cavalli si trovino pronti; trovo che ha ragione, tutte le ragioni; si trovò che la montagna era tale, Goz. ; si trovò che non era vero; trovar uno bugiardo, ladro, e sim., trovar uno in letto, a tavola, in casa, come ti trovi in quella casa ? bene, e di

salute? meglio; trovarsi bene

in gambe, trovarsi senza un soldo, trovarsi senza, trovarsi burlato, con tanto di naso, con un pugno di mosche, alle

Trincerè, trinceresse, trincerare, trincerarsi (da trincera, t.mil.); fig. « trincerarsi nell'anima sua, nella propria virtù » Salv. Trincet, trincetto (ferro trinciante, t. art. mest.). Trinciant, trinciante (coltello da trinciare vivande); fig. per spaccone, smargiasso (meno vern.), Ber.; per lingua piccante, Salv. Trincon, trincone, beone (da trincare. V. Trinchè), Lip. Tripa, trippa, pancia «o trippa mia » Fir.; « quand'ebbe la trippa piena » Ner.; « dargli una stoccata, nella trippa » Cecch. ; « ti passerei dieci volte la trippa con questa spada » Cell.; trippa, buseechia (noi più comun. pl. tripe) a nutrirsi di trippa » Pan, Triplo, triplichè, triplo, tripliCare. Tripon, fig., trippone, omaccio, panciuto. Trist, tristo, mesto, cattivo; avv. per guai, tristo a chi, trist'a chi tocca, tristo a chi tentasse, ec. Trium, tritume. Trocion, trocionè (da trucciare t. di giuoco), ingannatore, baro, ingannare, truffare, Tromba, tromba, fig. tromba d'elefante, o proboscide; pubblicar checchessia a suon di tromba, strombazzare; essere la tromba del paese, o delle azioni di uno; vendere alla tromba, all' incanto, restar

nella tromba, ciò invenduto fig. non aver il voto ambito, e sim. m. dell'uso. Trombèta, trombetta, dim. di tromba; per messo fu pubblicato per un trombetta » Macch.; o mandar tosto un araldo ed un trombetta » Ber. Trombètè, trombettare; fig. trombettar persona o cosa e lo trombetta per tutto Firenze» Macch. ; e così, farsi trombettare, Goz. Trombon, nota). Tron, tuono (meno espr. e imit. il fragore), lat. tonitru, onde sinc. o metat. truono, disus., Sacch., e trono, tron e fummo assediati dalle acque e dai troni o Ber. Tronc, tronchè, tronco, troncare, tronco d'una pianta, e tronco, per troncato; fig. discorso, passo tronco, parole tronche ; troncar la conversazione; troncar il superfluo da checchessia, e sim. Trop, troppo; sost., il troppo versa, tutti i troppi son troppi, m. prov. , dal troppo al poco, da un estremo all'altro; agg., troppa roba, troppe cose, troppa carne al fuoco, m. prov., esser troppi, in troppi; a Ganellon, tu ne sai troppe o Pul.; a cinque piatti che son troppi? » Pan.; avv., ne so anche troppo, vero an

trombone ( arma

che troppo, pur troppo; uno

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il suo peso; trovò maniera di fargli intendere, Bart.; lo trovò pronto, partito, morto; « toccandolo, il trovò freddo» Bocc. ; « non avendolo trovato a dormire » ( cioè sorpreso) Dav.; « Orlando quivi lo trova a gridare » Pul. ; « or vo a trovarlo al piano » Ber. ; trovar il gatto sul fuoco, m. prov. ; trovar tutto sossopra; non trovar un osso da rosicchiare; trovarsi della roba, Bon. ; trovar la strada, la traccia, il costrutto, il senso, trovar rimedio, mezzo, la rima, ec.; scuse, pretesti, ec.; trovar difficoltà, ostacoli, il terren molle, facilità, e sim., trovar il polso; trovarsi presente, lontano, vicino, in riga, al suo posto, all'appuntamento, ec.; trovarsene bene e mi tenni (nei limiti), e me ne trovai sempre bene » Guer.; trovati là, lasciati trovare ; fa che i cavalli si trovino pronti; trovo che ha ragione, tutte le ragioni; si trovò che la montagna era tale, Goz. ; si trovò che non era vero; trovar uno bugiardo, ladro, e sim., trovar uno in letto, a tavola, in casa, come ti trovi in quella casa ? bene, e di

salute? meglio; trovarsi bene in gambe, trovarsi senza un soldo, trovarsi senza, trovarsi burlato, con tanto di naso, con un pugno di mosche, alle

morti, della Madonna; per ufficio pubblico, andare, stare all'ufficio, o uffizio; entrare, essere in ufficio, officio, offizio (così vuol l'uso); far ufficio, officio, offici, degli offici (onde officioso), far ufficio, buoni uffici, ec. Usissiè, ufiziare, uficiare, uffiziare, ufficiare, ofiziare, oficiare, offiziare, officiare. V. Ufissi. Ufissial, s., ufissialità (milit ), uffiziale, ufficiale, uffizialità (non offiziale, nè officiale, offi. cialità, così l'uso). Ufissiai, agg, ufficiale, officiale, v. g., dispaccio, notizia, nomina e sim. (non uffiziale, nè offiziale, così l'uso). Ugual, ugualment, egual, egualment, uguale, ugualmente, eguale, egualmente (più propr. o conf. alla sua rad., aequalis, aequus), tempo uguale, polso uguale, eguale, condotta u. guale, uomo uguale o cavallo dine tira uguale » Goz.; mattoni, pianelle uguali (conformi, tazze uguali, ec.; per me è uguale, indifferente, tutt'uno, e sim. omol. Ugualianssa, egualianssa, uguaglianza, eguaglianza.V. Ugual. Ugualiè, uguagliare, eguagliare. V. Ugual. Uh. uh ! (v. onomat. esclam. di dolore ed altri aff.). Uja (afer. e sinc. di guglia, o

cucla per acicula), ago. V Agucia; infilè, a 'nfilè l'uja, infilare l'ago (fig. per suggerire, imbeccare, se non è di lingua, dovrebbe esserlo, per chè bel modo). Ujà, gugliata, gucchiata V. Uja. Ujon, accr. di uia, gucchione, agucchione (t. agr.); spillone (colla testa), pungiglione (l. agr.). Ulié, olié so ch.), oliaro, Var., più us, oliandolo (benchè men conf. all'orig. oleario/, chi vende olio. Uliva, uliva, oliva (più cons, all'orig. Ulivastr, ulivastro, olivastro, ulivigno. Ulteriorment, ulteriormente, di più, inoltre, Fag. Ultim, ultimo, « è l'ultima mia rovina» Ar.; fa che questa sia l'ultima, la prima e l'ultima (mancanza e sim.); questo è l'ultimo de' miei pensieri; volere che la sua (supp. parola) sia sempre l'ultima, voler sempre aver ragione; essere agli ultimi (supp, momenti), agli estremi, essere in punto di morte; in ultimo, all'ultimo, in fine. ec. Ultimament, ultimamente, poco fa, Guicc., Gal., Red. Ultimè, ultimare, lavori, affari guerre, trattative, controversie e sim.

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Uman, umano, donde umanità

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