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Intorno a questa lettera, la cui frequenza nella lingua pare una greca eredità, V. la lett. C.

Oltre alle permutazioni alfabetiche, sono pure da osservarsi, come principii elementari dell'etimologia, la trasposizione sillabica o metatesi, e l'onomatopea o imitazione delle cose mediante il suono delle parole.

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pr. o propr. prep.

pron.

prov.
s. o sost.

sim.

t.

aggettivo.

antiquato.

arcaismo.

assoluto.

avverbio.

figurato. francesismo. idiotismo. in forma avverbiale. in forma di sostantivo. in modo avverbiale. ironia, ironico. italiano.

latino.

metatesi.
modo proverbiale.
mOne.
omologia, omologo.
plurale.

proprio.
preposizione.
pronome.

proverbio. sostantivo.

simili.

. agr.

. arch.
. art. mest.
bot. . .
chir.
commer.
eccl.

leg.

med.

merc.

mil.

mus.
. tip. . . . .
trasl. . . . .
UlCC.

V. - -
V. . . . . .

termine.
termine di agricoltura.
di architettura.
di arti e mestieri.
di botanica.
chirurgico.
commerciale,
ecclesiastico.
legale.
di medico.

mercantile.
militare.
musicale.
tipografico.
traslato.

uccello.

voce.

verbo.

dio-evile, per cui sequestravasi il dialetto dalla lingua comune, nè si poteva concepire lingua italiana fuorchè in abito di gala, o in toga e cipria. Importava sopratutto far toccar con mano non esser questo che un linguaggio di circostanza, mentre l'usuale, o popolare, che è in uno il più genuino e il più necessario, non differisce sostanzialmente dal vernacolo, e infiniti vocaboli, proverbi e modi di dire sono non solo comuni al nostro dialetto, ma della lingua più schietta e più pura.

AVVELERTENZA

Riguardo alle locuzioni o modi di dire, si è per lo più tralasciato di mettere l'identico corrispondente vernacolo, come affatto superfluo per chi è piemontese, e solo d'imbarazzo, massime per chi non lo essendo, amasse trovare in un piccol volume raccolta un'infinità di modi e proverbi della più schietta e più viva lingua C0IslUlI18.

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AUTORI
CITATI IN QUESTO DIZIONARIO

Gli autori citati in questo Dizionario sono tutti fra quelli citati dalle varie edizioni ed aggiunte

della Crusca, Trecentisti, Cinquecentisti, e oltre; eccetto parecchi a noi più vicini o contemporanei,

di cui per altro non saprebbesi contestare l'autorità in fatto di lingua, come Gozzi, Baretti, Alfieri, Parini, Botta, Giordani, Grassi, Leopardi, Gherardini, Tommaseo, Carena, e fra i Toscani, Pananti, Guadagnoli, Giusti, Guerrazzi.

NB. Fra i toscani antichi, per ricchezza di voci e modi della lingua comune, si distingue l'aureo Berni, quel Berni che « Dice le cose sue semplicemente, E non affetta il favellar toscano » (Berni, Capit.), o, giusta l'elogio che ne fa il Lasca « Non offende gli orecchi della gente Colle lascivie del parlar toscano » Fra i moderni, il Pananti.

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