Immagini della pagina
PDF
ePub

gli studiosi della sua storia si modellassero in Gino Capponi. Il proemio al quinto documento, dettato dal Polidori, gareggia con gli altri ed entra stupendamente nello spirito e nelle cagioni di quella famosa provvisione che fu il più saldo propugnuolo della libertà iìorentina, e che negli ultimi suoi giorni la fece rispondere di gloria non peritura.

Finalmente si chiude il volume con i discorsi intorno alla riforma dello siato di Firenze. Questi discorsi sono di Alessandro De Pazzi, Francesco Vettori, Ruberto Acciajuoli, Francesco Guicciardini,Luigi Guicciardini,BenedettoBuondelmonti. Chi considera le date (1522-32) si accorgerà di quanto diversa indole debbano essere tali ragionamenti; e chi ricordi l'osservazione del Capponi, cioè che nella republica fiorentina parve riaccendersi la vita quando s' avvicinava la morte, e che lo stato popolare non ebbe mai per l'innanzi nè uomini più risoluti a difendere i suoi principii, nè uguale sapienza e bontà di forme atte a mantenerli, argomenterà subito il pregio di simili documenti; ai quali parimenti il marchese Capponi ha preposto una illustrazione da suo pari.

La generosa difesa di Siena, o per meglio dire il periodo che abbraccia gli avvenimenti occorsi in quella città dalla cacciala della guardia spagnuola fino alla vittoria delle armi di Carlo V, fu tenuto sempre di tale importanza per la storia senese e per la italica, ed eccitò in modo la simpatia universale, che i compilatori dell'archivio storico bene a diritto vi rivolsero fin da principio il pensiero, dedicando a quelle imprese il secondo volume della raccolta. In fatti non so quanti altri esempi possa addurre lu storia che agguaglino quello delle donne senesi le quali dal bel principio dell' assedio, cittadine e patrizie, partite in tre bande comandate da una Forteguerra, da una Piccolomini, da una Fausta, vollero partecipare alla difesa della libertà e alle fafiche della guerra con i loro congiunti (1). Azione paragonabile a quella delle antiche meglio che delle nuove generazioni!

I compilatori dell' archivio, generalmente, preferiscono quegli scrittori i quali più che i fatti politici e militari, descrivano la vita interna delle città; e quindi fu ottima scelta quella del Diario delle cose aevenute in Siena del 20 luglio 1550 ai28 giugno 1555 scritto da Alessandro Sozzimi, senese e testimonio oculare delle cose che nel suo libro vengono raccontate. Chi voglia leggere questo diario troverà verissime le parole del dotto sig. Gaetano Milanesi che proluse al citato secondo volume: cioè che in esso diario sono esposte con semplicità e naturalezza mirabile tutte le sventure sofferte con rara costanza dai senesi per quasi tre anni contro la sterminata potenza spagnuola, e spesso narrate con parole di tanta evidenza da ingenerare in chi le legge quella stessa compassione c/ie nella ingenua sua narrazione fautore seppe esprimere vivamente, perchè sentita da lui con caldo affetto di cittadino. Dalle sue ricerche il Milanesi ha ricavato che il Sozzinì attendesse alla mercatura; che fosse de' priori due volte, e

(l) • Non fin giammai », scrive Monluc che andato in Siena, ne fu fori idiino difensore . • non ila giammai, o Sanesi donne, ili' io non

• renda il vostro nome immortale, finchè av rà vita questo libro di

• Monluc. Insin dal principio che questo popolo prese la bella ri» soluzione di difendere la sua libertà . tutte le donne della rittà si

• erano in tre bande spartite. Guidatrice della prima schiera si mostrava

• una Fortiguerra, vestita come tutte le sue compagne, di paonazzo con > calzarctti ai piedi del medesimo colore, ed atteggiata in tutto a guisa

• di ninfa. Veniva con la seconda una Piccolomini al medesimo modo atl' teggiata, ma con vesti di lustrino incarnatino. Seguitava la terza, con» dotta da una Livia Fausta, tutta vestita di colore bianchissimo, l'or« tavano negli scudi divise secondo il tempo, ed erano tremila, tutte » gentildonne e d'onorata condizione. Portavano strumenti da sterrare » e terrapienarc, e andavano alle fortificazioni cantando un inno che » aveano fatto in onore della Francia ecc. ecc. Si veda questo secon» do volume dell'archivio a pag. 279. 180.

tre gonfaliere del Terzo di san Martino; che, infine, vivesse pressoché novanl'anni, cioè dal 1518 al 1608. L'autore è dunque tale da meritar piena fede.

Ma perdio i grandi fatti hanno mestieri di esser conosciuti in ogni particolare,al citato diario si aggiunge in questo volume una minuta relazione di quell'avvenimento, tratta da un codice della biblioteca senese, scritta sul fine del secolo XVI da tale che non vi lasciò suo nome. Seguono i tre racconti di Girolamo Ro/fia (addetto per officio e forse per animo al governo dei Medici), aggiunti per consiglio del Capponi: racconti i quali, dettati da uomo che dimorava assai d'appresso al luogo delle azioni, racchiudono particolarità interessanti che mettono meglio a vedere la storia aneddota dei tre principali fatti della guerra di Siena: ai quali danno, per dir cosi, compimento in questo volume le notine della vittoria riportata dagli Imperiali presso Marciano, scritte da un anonimo (1554). Il Milanesi ci volle dare altresi accurata notizia del Roftìa e della sua famiglia; e fece tenere al Vieusseux lo schizzo a penna della pianta di una fortezza, la quale da scrittura contemporanea apparisce essere stata alzata in Siena dagli spagnuoli.

Inoltre questo volume abbonda a dovizia di documenti che servono a rischiarare o ad appoggiare le narrazioni. Noi ci contenteremo di riferire i titoli di essi rimettendo i lettori più studiosi al volume originale.

1. Lettera di Ambrogio Politi Vescovo di Minori a Tommaso suo fratello quando questi era in carcere per ordine di don Diego.

2. Seconda lettera del Vescovo Politi a Tommaso suo fratello quando questi era slato sentenzialo alla morte.

3. Ricordo pòrto dalli magnifici signori di balia allo illustrissimo concistoro il di 21 Luglio 1550 e dal concistoro in consiglio.

4. Primo ricordo al senato pòrto per li Otto Cittadini deputali sopra il trovar modo di evitare la cittadella.

5. Secondo ricordo porto al Senato dalli Otto Cittadini sopradetti.

6. Orazione recitata in Duomo dal Priore di Concistoro Claudio Zuccantini nel mese di Novembre 1550.

7. Risposta fatta da Messer Antonio Benzi canonico alla precedente orazione.

8. Memoriale pòrto dalli quattro ambasciatori a S. M. Cesarea sottoscritto da mille cittadini.

9. Stanze di messer Giovan Battista Nini alla maestà Cattolica quando si cominciò a fabbricare la cittadella.

10. Stanze di Giovan Batista Nini quando fu messo in carcere per ordine di don Diego.

11. Lettera del medesimo a Papa Giulio IH. colla quale gli mandò a donare le sopra scritte stanze.

12. Sonetto in nome della città di Siena olii suoi cittadini quando furono cacciati li spagnuoli.

13. Atto della donazione e consegna delV edificio delia Cittadella fatte dagli agenti del Re cristianesimo alla signoria di Siena.

14. Sonetto che mandò il Mangia della Torre del Campo a maestro Riccio pittore a Pisa per farvi ritrarre don Diego di Mendozza.

15. Ode fatta in lode del Cardinale di Ferrara quando venne in Siena.

16. Memoriale pòrto dal Reverendissimo di Ferrara e da Monsignor di Termes agenti del Re Cristianissimo al Nunzio di Papa Giulo HI quando venne in Siena a trattare V accordo.

17. Lettera scritta dal Duca di Firenze al suo ambasciatore in Roma sopra le cose di Siena a 12 maggio 1554.

18. Risposta alla precedente lettera mandata da Pietro Strozzi aiV orator francese in Roma.

19. Altra risposta alla lettera del Duca di Firenze diretta dall'' oratore della Repubblica Senese a Papa Giulio IH.

20. Lettera del Marchese di Marignano scritta a nome del sig. Pietro Strozzi al Capitano Giannino Teli per farlo uscire di Monlereggioni.

21. Lettera del Marchese di Marignano alla signoria di Siena in giustificazione della resa di Monlereggioni.

22. Capitolazioni fatte tra l'imperatore Carlo V e la città di Siena colla mediazione del Duca di Firenze, sotto il 17 Aprile 1555.

23. Tre memoriali di Cesare Vajari intorno ai modi che il Re cristianissimo ha per soccorrere la Repubblica dt Siena.

24. Lettera di Bernardino Buoninsegni sulla vittoria riportata dai Senesi e Francesi sotto Chiusi il 25 Marzo 1554.

25. Entrata del Marchese di Marignano in Siena dopo le capitolazioni fatte con i Signori Senesi.

Questi documenti sono accompagnati da acconcie ed eruditissime annotazioni del Milanesi, il quale procurò ogni via perchè nulla avesse a mancare a questo volume, che si chiude con un indice generale delle materie.

La storia milanese nel voi. III. dell'archivio riceve nuova ricchezza da tre cronache.

La prima è scritta da Giocan Pietro Cagnaia castellano della rocca di Sarlirana e percorre i tempi che passarono dall'anno 1023 fino al 1497. Il primo libro che tratta di cose più antiche fu a bello studio omesso, come quello che non va immune dagli scerpelloni, comuni a quasi tutti gli antichi cronisti, che pei tempi remoti si piacquero continuo di meraviglie e di favole. Il Cantù, versatissimo nella storia lombarda e che preluse a questo volume, non seppe del Gagnola altro che quello che dice ci medesimo, cioè che fu castellano della citala rocca , e che per fuggire alquanto lo hozio e prendere qualche recreazione dentro le mura del suo castello cercava e leggeva cronache e commentarti, ca

« IndietroContinua »