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stro tempera tissimo ciclo. O Matteo Camera vasello di dottrina e flore di gentilezza , o Giuseppe del Re nelle storie napolitano eruditissimo, cui debbo l'amicizia dell' uomo egregio, quando vi rivedrò? Vi amo come la cosa più cara che mi abbia in questa vita . e se vivo nella memoria vostra, io sono lieto.

PAOLO MAZIO

NOTIZIE DIVERSE

Viaggio artistico - II prof. Schafhautl è arrivato di recente a Pompei, come membro della giunta che preseduta dal signor Gartner, è incaricata dal re Lodovico di Raviera di studiare in quelle singolari costruzioni per indagare come potessero gli antichi produrre con semplice cemento quegli stucchi cosi lucidi e belli che il più abile stuccatore del nostro tempo in vano si prova di imitare. Vitruvio, è vero, ne parla di proposito: ma se ad accurato esame si richiamano i suoi insegnamenti, si vede che manca qualche dato essenziale sul quale nessuna luce sparsero i commentatori di lui.

Scuola per le strade ferrate in Berlino. Il governo prussiano, a fine di evitare i sinistri su le strade ferrate, ha fondato in Berlino una scuola destinata ad insegnare l'arte di condurre le machine locomotrici. Ancora in Francia il signor Manette si adopera a fnie di ottenere un terreno per costruirvi un tratto di strada ferrata che raccolga tutte le difficoltà che dee vincere un abile conduttore, riguardo alle pendenze, a' circuiti, alla mutazione delle rotaje.

Morte di letterati e di artisti. Nel giro di pochi mesi sono mancati alla vita molti letterati ed artisti, Vincenzo Camuccini nestore delia pittura italiana, Gaetano Savi professore di fisica speiimcntale poi di botanica nella università di Pisa ed autore della Flora Pisana e del Botanicon Etruscum; Geoffroy de Saint-Hilaire professore nel giardino delle piante in Parigi: Burnouf il vecchio, madama Thierry moglie di Agostino, Idda Scifoni pittrice, e lo scultore Francesco Pozzi. Rurnouf uno de'più valenti cultori della letteratura classica che avesse la Francia, pubblicò versioni varie, come a dire di Tacito, di Cicerone, de' Plinii, ornate di annotazioni storiche e critiche molto lodabili per acutezza di giudicio e novita di erudizione. Madama Thierry che consegnò alle stampe un romanzo intitolato Adelaide ed un opera storica e descrittiva scene de* costumi del secolo XVIII e del -l'IT, sarà mai sempre in onore presso la posterità per il suo amore conjugale : ella era il conforto di Agostino, 1* amanuense, il segretario di lui, la mano che gli teneva la penna, il cuore sul quale soavemente si posava, gli occhi che vedevano per lui. Del Camurcini nulla diciamo per ora , avendo fermato di parlare alla distesa della vita e delle opere sue, come richiede lo scopo di questo giornale destinato principalmente a registrare e trasmettere aìia posterità i documenti della storia artistica.

Tomba di Cristoforo de Gluck - Nel cemeterio di Wauleinsdorf a Vienna si è trovata la tomba di Cristoforo de Gluck : la lapide spezzata nel mezzo e coperta di musco, è posta dietro il magnifico mausolèo di un ricco banchiere. Vi si legge questa iscrizione • Qui giace un'onest' uomo alemanno, un buon cristiano, un marito fedele, Cristoforo cavaliere de Gluck maestro noll' arte della musica morto il 15. Novembre 1 787. •

Premio di virtù-L'accademia francese concedette in questo anno uno de'così detti premi di rirtii- seconde il legato Monthyon, ad un vecchio marinajo di Dieppe, Davide Lacroix il quale salvò non meno di 117. persone che sarebbero perite in occasione di naufragii e di somiglianti disgrazie.

Nuove opere pubblicate in Germania. Giulio Krone pubblicò in Lipsia la storia di Fra Dolcino e de' Patareni, argomento già trattato dallo Schlòsscr, dall' Moller e dal Maggiolini alle cui indagini si attiene il pia spesso V autore. A. Kopke consegnò alla stampa uno scritto intorno alla ▼ita e alle opere di Liutprando vescovo cremonese, ed A. Scharpns la storia di Nicolò di Cusa che tanta influenza esercitò nel concilio di Basilea, e nelle diete germaniche.

BIBLIOGRAFIA

Cronisti e scrittori sincroni napoletani editi e inediti, ordinati peT serie e pubblicati da Giuseppe del Re, con discorsi proemiali, versioni, note e comenli di varj.

Mentre la società storica di Napoli della quale già vedemmo un lieto frutto nella Tavola Amalfitana recentemente consegnata alla pubblica

luce, va frugando gli archivi ed interrogando le carte napoletane di ogni tempo e ragione . Giuseppe del He dà opera ad un* altra impresa non meno di quella malagevole e vasta che è la pubblicazione di tutte le cronache e scritture diverse, contemporanee, edite ed inedite che illustrano la storia napoletana. Kgli divide la sua raccolta in tre parti: comprende la prima i cronisti generali vale a dire quelli che non descrissero un periodo, un mutamento di signorìa , ma sì consegnarono allo scritto la storia napoletana dalle origini sino al tempo loro : e poichè il numero di cosiffatti cronisti è grandissimo, scelse i più accertati ed importanti, come a dire il cronico della Cava, quello di Nerito o Nardo scritto da Stefano, il giornale del duca di Monteleone e somiglianti, e pretermise le cronache o frivole o favolose, come quella del Pacca che è la maggior parte una sconcia versione della cronaca di Lupo Protospata.

Nella seconda parte saranno contenute le cronache e storie che riguardano le cose napoletane a' tempi de' Greci, de' Saraceni, de' Longobardi e de' Normanni. La terza parte è destinata a comprendere gli scrittori sincroni, o storici o cronisti i quali saranno convenevolmente distribuiti in cinque periodi normanno, svevo. angioino, aragonese, viceregnale. Fra le scritture inedite che renderà di pubblica ragione, vogliamo notare le Istruzioni date dal re Federico al gran Capitano, la Storia della guerra che gli Spagnuoli fecero a Paolo IV, e l'altra della spedizione fatta in Napoli il 1707. in difesa di Carlo III. d'Austria o sia Carlo VI. imperatore. Tutte queste scritture saranno di proemi e conienti vari adornate e di fedele volgarizzamento, opera de' più valenti uomini e meglio nelle patrie cose addottrinati che abbia Napoli, e ne ha, a vero dire, moltissimi. Ampia come ognuno vede ed intricatissima è la tela di questo lavoro, e noi preghiamo all' egregio compilatore prosperità di salute, e fermezza di consiglio affinchè possa condurre a termine una impresa che tanto onora il suo nome e l'Italia. Il primo volume della terza serie che contiene it periodo della occupazione normanna, ha già veduto la pubblica luce.

Collezione di opere inedite o rare di storia napolitana-, per cura di Scipione Volpicella.

Scipione Volpicella nelle lettere e nella conoscenza delle patrie cose versatissinio sino dal 1839. cominciò a pubblicare alcune opere inedite o rare di storia napolitana fra le moltissime che si serbano nella biblioteca brancacciana in s. Angelo a Nido e negli archivi di famiglie baronali e di private. Ho avanti gli occhi tre scritture di molto pregio che videro la pubblica luce in questa collezione, e sono: 1. Re lazioae del regno di Napoli fatta da Camillo Porzio al marchese di Mondesciar vicerè; della quale il signor Carlo Tortora possiede il manoscritto esemplare. 2. Relazione delle cose seguite in Ariano net 1648 scritta da Urbino Scoppa signore di Castelvetere. 3. Delle cose del regno di Napoli dal tempo del re Alfonso sino al tempo del re Ferdinando, discorso di (riovan Paolo Certa il cui manoscritto esiste nell'archivio del principe d' Alessandria. La relazione del Porzio contiene uni descrizione geografica del regno napolitano ed una notizia dello stato civile, economico, religioso e militare di ciascuna provincia. Riguardo alla relazione dello Scoppa, bisogna sapere che nel tempo delle prime ribellioni della citta di Napoli dopo Mas-aniello, le plebi in molti luoghi del regno seguendo 1' esempio della capitale si sollevarono, come a dire Salerno, Torre del Colle, Montefuscoli, Ariano e più altre. La sollevazione di Ariano fu presto vinta con la morte di Pietro de Biasio capo—popolo. Ma siccome i popolari intendevano a riconquistare la detta terra, accorsero da varie parti i baroni a difenderla: e così nel Itili segui V assedio che dal signor di Castelvetere è descritto.

Di minore importanza è il discorso in forma epistolare di Paolo Certa, contenendo la notizia di cose note la maggior parte: le quali se Bernardino Tafuri disse recondite, ( 4 ) bisogna credere, come osserva il Volpicella che non avesse letto il discorso del Certa. Questa collezione più non vede la luce avendo dato luogo a quella di Giuseppe del Re.

PAOLO MAZIO

(I) Storia degli scrittori nati nel regno di Napoli.

SOMMARIO

STORIA - Di Cristina di Svezia e di alcune sue lettere inediteGiuseppe Fracassetti. BELLE ARTI. Alcuni paesi del Messico dipinti da Carlo de Paris. P. Mazio. Nuova fabbrica dell'architetto Calderari. F. Gasparoni. VARIETA'. Peregrinazione per la costiera d' Amalfi. P. Matto. Notizie diverse. Bibliografia. P. Mazio.

Roma \ Ottobre 1841

lL SAGGlATORE GlORNALE ROMANO Nll, 8.

STORIA

DOCCiWENTI DI STORIA CIVILE ED ECCLESIASTICA PUBBLICATI NELLO SPICILEGIUM ROMANUM Dall'emlmentissimo MAI.

Art. II.

Le vite de' papi che ne' primi tre secoli governarono la chiesa, sono importanti per la notizia che ne forniscono, de' dommi o promulgati o difesi, de' riti e delle cerimonie prescritte, del cristianesimo che mano mano allargava le sue conquiste, del paganesimo che fremeva su le mine irreparabili di sua grandezza: niente più: la importanza civile della storia pontificale comincia dalla epoca della conversione di Costantino e del concilio generale di Nicea. Lascio stare che avendo i papi sino da quei tempi molte terre che patrimoni di s. Pietro nominavano, alle quali nel progresso degli anni si aggiunsero i censi che alla romana chiesa pagavano i vescovadi, le badie, i monasteri, erano depositari di grandi somme e queste dispendevano nella fabbrica e nella provisione di templi di basiliche di altari di scuole in Roma e fuori: il perchè chiunque {1 ) si cura di conoscere

(t) Cosi per dare uno o due esempi, dalle vite de' papi che prendo ad esaminare in questo articolo . si vede che Simplicio dedicò la basilica di s. Stefano presso la basìlica di s. Lorenzo, e che Giovanni XIII riparò i cemeteri de' martiri: che sono notizie nuove: perchè di Gregorio III e Giovanni VII si sapeva che avessero ristaurati alcuni cemeteri, di Giovanni III non si sapeva (Marchi Sion. Crisi, pag. 23]:

Ann. I. Vox. IL 15

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