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Presso Red-Castle sono le ruinc dell'antico monastero di Beaulj, costrutto nel 1 330 da John Bisset di Lovat. Maria Stuarda il visitò. RedCastle non offeriva soltanto l'allettamento di un bel sito, ma quello ancora delle rimembranze storiche : e\fu l'ultimo castello scozzese che oppose ostinata resistenza a Cromwel; Carlo Edoardo vi era poco prima della sua sconfitta, e vi si è conservata la sua camera ! Chiesi di pernottare in essa, e mi trovai fra le muraglie medesime dove l'erede dei re di Scozia aveva dovuto sentir battere il cuor suo di speranza e di ricordi j egli era allora attorniato da' suoi fidi higlander e sino a quel punto era sembrato che la fortuna gli sorridesse ... Ahimè '. era vicino Culloden. La mattina seguente, nello scendere a far colczione, io era tutto pieno delle memorie del 1745, e parlai delle commozioni che aveva provate nella camera di Carlo Edoardo.

— Voi certo venite in questo paese, mi disse uno dei convitati dell'ostello, per vedere i suoi nipoti?

— I suoi nipoti! ripetei con esclamazione di sorpresa.

~ Essi abitano pochissimo distante di quà, riprese il mio interlocutore. Nulla è più allettevole della lor misteriosa dimora! Ella si chiama Eilan Aigais (isola di Aigais) (l).

— Ma , replicai, la tomba del cardinale Yorck a s. Pietro di Roma, ha quella celebre iscrizione: Qui giace Vultimo degli Stuardi (2).

— Coloro che ordinarono la iscrizione di cui mi parlate, aveano certo lor buone ragioni per farlo. Ad ogni modo vedrete i discendenti di Carlo Edoardo. Ei sono i due più begli uomini del paese ; la natura gli ha ricolmi dei suoi favori: dottrina, vivacità, ingegno, niente lor manca. Eglino sarebbero stati degni d'un trono.

La mia curiosità era grandemente stimolata ; passai il rimanente del giorno a parlare dei fratelli Stuardi, dei quali si ha una generale sollecitudine nella parto settentrionale della Scozia, ed ecco ciò che mi fu raccontatoCarlo Edoardo ebbe un figlio dal suo matrimonio colla principessa di Stolberg, contessa d'Albany. Questo fatto, che non ha nessuna pubblicità storica , è smentito da scritti patenti, ed attestato da documenti autentici; ed io vidi alcuni di questi ultimi. Credo non dover parlare di questi; quanto ai particolari seguenti, che vennero pubblicati in alcune raccolte, posso ripeterli senza scrupolo.

« Un dottore scozzese, Cameron, mentre si trovava a Firenze, fu pregato da uno straniero d'alto affare, di voler recarsi presso una

(1) EHan Aigais, parole gallesi, che significano in inglese Istanti of Aigais.

(2) Il cardinale morì nel 1807, d'anni 82, e Giorgio IV fece erigere il mausoleo de' tre ultimi Stuardi nel 1819.

nobil dama In pericolo dì morte. Si esigeva da lui che serbasse il segreto su quanto gli venisse veduto, e gli si bendarono gli occhi per introdurlo presso colei che aveva mestieri dell'opera sua. Giunto nel luogo ovvera aspettato, il dottor Canieron vide una donna stesa sul letto la quale aveva allora allora messo al mondo un figliuolo. Una balia ed un prete erano stati colà chiamati; il ritratto di Carlo Edoardo, circondato di pietre preziose, era sopra una tavola, e in fondo alla stanza si trovava il principe stesso (1).

• Quel dottore scrisse e sottoscrisse un ragguaglio particolareggiato di tal fatto, e si assicura che questo fa parte dei documenti che i fratelli Stuardi posseggono. Ila un quadro (non sono autorizzato a dire ov'ojili e) il quale rappresenta Carlo Edoardo, che consegna suo figlio all'ammiraglio Hay per allevarlo in secreto lungi da lui. L'ammiraglio è sopra un vascello ; sua moglie è sulla spiaggia del mare, con un ginocchio in terra: ella riceve il fanciullo dal principe e il naviglio gli aspetta. »

Ma perchè Edoardo e la contessa d'Albany nascosero studiosamente la esistenza del loro figlio? perchè T affidarono ad un ammiraglio, chiamato Hay, a fine di farlo allevare lungi da se ? Ecco la risposta: • Il principe ha voluto mettere il figliuolo in sicurezza sino alla sua età maggiore; era convinto che si sarebbe attentato alla vita d'un nuovo erede degli Stuardi; poi voleva togliergli ogni idea della sua potenza per non turbare la sua educazione ed i primi suoi anni con pensieri di scettro e di trono ; nè gli avrebbe palesato l'esser suo se non quando una propizia occasione l'avesse richiesto. »

E perchè, dopo la morte di suo marito, la contessa d'Albany non ha ella rivelato l'esistenza d'un nuovo Stuardo ? A ciò si risponde: • La contessa d'Albany, amante d'Alfieri, e donna poco stimabile, si fece dare somme considerevoli per continuare a serbar il silenzio: così fu detto. » Il che non farebbe punto stupire da parte di colei, che, dopo essere stata la compagna di Edoardo, ebbe tresche con altri.

Il figlio di Carlo Edoardo adottato dall' ammiraglio Hay di cui portava il nome, si ammogliò, dieesi, contro la volontà di sua madre ed ebbe da sua moglie due figli : e' sono appunto i fratelli Stuardi. Ei li fece educare in Scozia, e si è ritirato in Italia, dove ancor vive in solitudine assoluta. Si pretende che, legato da giuramenti sacri, abbia proibito ai suoi figli di far manifesta mai la origine loro, almeno durante la sua vita, ond'essi non vogliono nè pubblicare, nè permettere che si pubblichi nulla delle lor carte e de' lor documenti, benchè apertamente

(i ) Essendo un Macdonald di Glendalochan stato invitato da lord Arcibaldo Fitz-James a visitare, in casa del dottore Cameron, una raccolta di belle pitture, Cameron gli narrò i fatti qui sopra riferiti.

portino il nome dell'avo loro, ed il primogenito si sottoscriva Giovanni Sobiescki Stuart (i), e il secondo Carlo Edoardo Stuart. Il primo somiglia in singoiar modo a Carlo I dipinto da Van Dyck, ma è molto più bello; l'altro è l'immagine viva del Pretendente. Eglino hanno in poter loro gli oggetti più preziosi e più ragguardevoli ; le decorazioni di Carlo Edoardo, le sue vesti, il suo orinolo, i gioielli, i capegli, la bandiera, le armi, il ritratto di lui. Mi fu mostrato il forziere, in cui l'eroe degli higlander rinchiudeva per consueto il danaro, le gemme e le carte: quell'arnese, antico dono di Francesco I, è d'una fattura mirabile, e anch'esso contiene documenti.

Terminiamo con parecchi estratti d'un articolo del Catholic Magatine pubblicato nel marzo del i813 (n. LXXIV new serie» n. Ili London. Charles Dolman, 61, p. 180):

« Il cardinale Yorck era egli realmente l'ultimo degli Stuardi! « Ciò si assicura generalmente: ma il fatto è egli provato? No.

• Numerose testimonianze fanno fede del contrario. La vita di » Carlo Edoardo, dopo la battaglia di Culloden sino a buon tempo dopo » il suo matrimonio colla principesca di Stolberg, è poco nota e rav» volta fra misteri nè si ha ragione alcuna per negare la possibilità d'un » erede degli Stuardi. II principe Carlo Edoardo aveva forti motivi » per nascondere la esistenza di un Gglio, massime quello di sottrarre • la sua vita a coloro cui sarebbe stata utile la sua morte. Siamo stati » ammessi a scorrere un carteggio sommamente ragguardevole, pel quale » ci sarebbe dimostrato che il cardinale Yorck non era altrimenti l'ulti» mo discendente degli Stuardi- Vivono eredi diretti di Carlo Edoardo •>.

Napoleone, prima degli ultimi disastri dell'impeto, udì parlare dei fratelli Stuardi; volle vederli e cattivarseli, onde i giovani scozzesi militarono sotto le sue bandiere. Un giorno, sul campo di battaglia, l'imperatore si staccò egli stesso una croce dal petto e la diede a Giovanni Sobiescki (2). In progresso i titoli eh' eglino hanno in loro potere furono, dicesi, posti sotto gli occhi del re Carlo X, nel quale fecero grandissima impressione; e corse voce ch'egli pensasse alla ristorazione dell'ordine di Malta , e che uno di loro ne dovesse essere eletto gran maestro. I fratelli Stuardi, soprannominati i begli scozzesi, ricevettero da per tutio un'accoglienza distinta. Una gran quantità di decorazioni copre il petto del pr mogenito; e nel suo abito scozzese, adorno delle sue numerose insegne, avvolto nei suoi misteri, egli conserva un grande prestigio.

(1) Nel 1720, Jacopo Stuardo, padre del Pretendente, avea sposato la principessa Maria Sobieska, nipote del gran Sobieski, che fu madre di Carlo Edoardo.

(2) Napoleone l'avea molto caro, e fu udito manifestar il desiderio di rialzare il trono degli Stuardi. Walter Scott fa di questo menzione.

Che inferire da ciò ? Io non sono chiamato a sentenziare. Qual è la vostra opinione a questo proposito ? mi si domanderò ; ed io non darò altra risposta a tale domanda se non le parole che servono di epigrafe al mio libro: Non giudico, racconto.

Aveva divisato recarmi all'isola di Aigais; una nobile dama del paese, la madre di lord Lo vat. niistress Fraser, giunse una mattina a Hed-Castle, incaricata da ladi Lovat sua nuora, d'invitarmi a passare parecchi giorni a Beaufort-Castle. Ella mi promise di condurmi colà air abitazione dei nipoti di Carlo Edoardo; accettai subito, e ci partimmo. In breve mi si offerse alla vista il paese piò pittoresco e più straordinario. Il fiume di Beauly, aprendosi con violenza il pas-o per mezzo a picchi giganteschi, che sembrano essere stati spezzati dalla mano di Dio per qualche opera misteriosa, forma colà un'isola bizzarra. Quivi sotto alberi secolari, ed in una solitudine che vi trasporta le mille miglia lontano dall'incivilimento, sorge un edilìzio de' tempi di mezzo, le cui vetriere somigliano a quelle delle antiche cappelle. Quel singolare e vasto eremitaggio, cui gli abeti e le quercie gratificano d'ombra, ha la* facciata de' nobili ostelli, e sopr' essa si veggono gli stemmi della monarchia scozzese. A piè dello scudo di Carlo Edoardo leggesi questa toccante iscrizione: Dio l'ha dato. Dio V'ha tolto- sia benedetto il nome di Dio'.

I due Stuardi erano assenti; solo la moglie del più giovine ci venne incontro e c'introdusse in sua casa. Il pianterreno di quella casa piena di prestigio componevasi principalmente d'una lunga sala d'armi ornata di bandiere; le muraglie coperte erano di trofei, parecchie statue vi si rizzavano, e i raggi del sole, che non vi penetravano se non a traverso di vetriere da chiesa, sguizzavano nel più fantastico modo in mezzo a' vessilli, agli archi aguzzi ed alle effigie di quel santuario guerriero. Colà erano raccolte tutte le rimembranze di Carlo Edoardo: le sue armi, la sua bandiera, le sue vesti, il suo ritratto, ed io ammirai il bello e nobil suo viso, che vedeva per la prima volta.

Non ha immaginazione alcuna, per fredda che sia, la quale possa rimaner tranquilla sotto il tetto de' fratelli Stuardi. Carlo Edoardo 6 ammogliato, non fi suo maggior fratello: essi non si lasciano mai. Entrambi portano per consueto l'arnese de'montanari; il loro tartan, come quello dell'avo loro, è rosso, a quadrelli verdi, e la rosa bianca è la loro palma. Pieni di talenti e d'erudizione, coltivano le arti e le lettere (l) ; la bellezza delle loro persone e la cortesia delle lor maniere son tali, ch'e' non potevano viaggiare in Scozia, alcuni anni fa, senza destarvi l'entusiasmo degli higlander; alcuni non avrebbero voluto altro

(t) Eglino pubblicarono varii libri notevoli, e fra gli altri un'o-. pera sugli higlander. i loro capi di clan, l'abito loro, ec.

die una parola della lor bocca. per sollevarsi in favor loro, e domandare per essi la corona. Ma gli Stuardi semplici nelle loro inclinazioni, modesti nelle abitudini loro, e rifuggendo da ogni sentimento ambizioso, abbracciarono il sublime pensiero di calma e di rassegnazione che scolpirono sulla loro dimora: Dio Vha dato, Dio l'ha MU>: $ia benedetto il nome di Dio!

vISCO!«TB D' ARLISCOCHT.

ATTI DI VARIE ACCADEMIE

Società Borbonica di Napoli. - In una delle u'time tornate fu letta una memoria del cav. Antonio Nicolini nella quale ai rende ragione di quel tanto che egli operò nella cisterna del tempio di Serapide a fine di restituire e conservare 1' acqua salutifera che quivi sorge. Con un apparato idraulico di sua invenzione ha supplito all' uso della tromba, ed ha ottenuto un grado di calore che mai non ebbe queir acqua termale.

Fu detto (i) che in una tornata della società borbonica di Napoli il signor Ferdinando De Luca lesse il sunto di un' opera del visconte di Santarem nella quale si dimostrano non fondate le protensioni di Almerico o Americo Vespucci alla prima scoperta del continente americano: ora possiamo notificare a' lettori del nostro giornale alcune particolarità principalissime di questo sunto. Colombo dopo avere consultato Paolo Toscanelli astronomo fiorentino, navigava verso il Katay o sia la China dalla parte di occidente e scopriva le Lucaje il ia ottobre 1 \{P-. Alfonso Ojeda, a cui il vescovo di Badajoz primo ministro di Ferdinando che avversava Colombo, aveva spiegato a parte a parte i piani del navigatore italiano, ebbe permissione di muovere verso occidente con quattro navi dirette da Giovanni della Casa pilota biscaino: sopra una di queste navi il i499 s'imbarcò come semplice venturiero Americo Vespucci. In questo mezzo Colombo aveva già effettuato il terzo viaggio e riconosciuta la parte meridionale del nuovo mondo il 3o maggio 1498 e la flotta dell' Ojeda riconobbe Venezuela già visitata da Colombo. Tutte queste affermazioni sono fondate dal visconte>di Santarcm con argomenti irrepugnabili: esaminò una stupenda moltitudine di opere a stampa ed a penna, di relazioni, di documenti e cosi alle testimonianze di Stanislao Canovai e di Angelo Bandiui oppone quelle di Damiano Goes, Giovanni de Barros, Sebastiano Calmi, e dell'Osorio. Nè tralascia di riferire quello che il Navarrete notò nelle opere del Vespucci, vale a dire parecchi errori e contradizioni di lui specialmente in fatto di conoscenze marinaresche. E poi curiosa e straua cosa che il nome di America si trova dato la prima volta al nuovo continente in un opera intitolata Cosmographiac Introducilo super quatuor omerici Vespucci nayigaliones, stampata a s. Dies

(i) Saggiatore fase. 6.

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