Opere di Torquato Tasso colle controversie sulla Gerusalemme poste in migliore ordine, ricorrette sull'edizione fiorentina, ed. illustrate dal professore Gio. Rosini, Volume 33

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Brani popolari

Pagina 220 - ... 1 grosso, e che sosteneva il capo elevato; aveva petto e spalle larghe e piane, e braccia lunghe, nervose e sciolte, e mani assai grandi, ma morbide e delicate, e dita che agevolmente si ripiegavano...
Pagina 79 - ... trovando compagnia. E son sicuro, che se colei,' » che così poco alla mia amorevolezza ha corrisposto, » in tale stato ed in tale afflizione mi vedesse, avrebbe
Pagina 158 - Chiaro Vincenzo, io pur languisco a morte In carcer tetro e sotto aspro governo, Fatto d'ingorda plebe e preda e scherno, Favola e gioco vii d'acerba sorte.
Pagina 171 - Talvolta caroliamo, di che anche molto si compiace, con queste donne; ma il più ce ne stiamo presso il fuoco ragionando, e siamo caduti molte volte in ragionamento di quello spirito che egli dice apparirgli , e me ne ha favellato in modo ch' io non so che me ne dica, né che me ne creda
Pagina 232 - Né cred'io già che alcuno sia che sua reputi quella commedia che sotto suo nome falsamente va attorno, per ciò che la diversità degli stili non lascia veruno ingannare, senza che faccia mestiere...
Pagina 219 - ... parte calvo. Le ciglia in arco piegate , nere e rare e fra loro disgiunte. Gli occhi grandi a proporzione del capo , e ritondi in se stessi, ma lunghetti negli angoli, le cui pupille erano di mezzana grandezza , e di color...
Pagina 9 - E voi de' boschi e voi d' onda marina E voi de* fonti e de l' alpestri cime, Tessiam or care ghirlandette e belle A questa giovinetta peregrina; Voi di fronde e di fiori ed io di rime : E mentre io sua beltà lodo ed onoro, Cingete a Laura voi le trecce d' oro. Cingete a Laura voi le trecce d'oro De l'arboscello onde s'ha preso il nome O pur de
Pagina 170 - Ma sappiate che quel dialogo fu da me fatto molti anni sono per ubidire al cenno d'un principe, il qual forse non aveva cattiva intenzione: né io stimava gran fallo o gran pericolo trattar di questa materia quasi poeticamente. Ma da poi i miei nemici hanno voluto prendersi gioco di me, e m'hanno fatto esempio d'infelicità, facendo...
Pagina 254 - XXII. Era a caccia col signor duca Alfonso, il quale aveva con l'archibugio ammazzato un ferocissimo cignale, e dimandato se avesse mai veduta bestia più fiera? Rispose, « Molte »,e richiesto dove, replicò: « in corte « di VA ».E dicendogli di nuovo il duca,
Pagina 143 - Torquato ritrovarsi in gravissimo pericolo di vita s'ella per lo fraternale amore tostamente nol soccorreva , con procacciargli alcune lettere di favore che gli facevano mestiere, rimettendosi nel di più al portatore di quelle. Rimase ella tutta sbigottita e dolente per questo fiero avviso, e volendo dal messo intender più distintamente il caso, accresceva...

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