Storia degli italiani, Volume 3

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G.P. Lauriel, 1857
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Pagina 615 - Perch' io un poco a ragionar m' inveschi. Io son colui, che tenni ambo le chiavi Del cor di Federigo, e che le volsi Serrando e disserrando sì soavi, Che dal segreto suo quasi ogni uom tolsi : Fede portai al glorioso idi/io, Tanto eh' io ne perdei lo sonno ei polsi. La meretrice, che mai dall...
Pagina 615 - Credendo col morir fuggir disdegno, Ingiusto fece me contra me giusto. Per le nuove radici d' esto legno Vi giuro che giammai non ruppi fede Al mio signor, che fu d
Pagina 647 - Ed ei mi cinse della sua milizia, Tanto per bene oprar gli venni in grado ; Dietro gli andai incontro alla nequizia Di quella legge, il cui popolo usurpa, Per colpa del pastor, vostra giustizia. Quivi fu...
Pagina 528 - Quell' anima gentil fu così presta, Sol per lo dolce suon della sua terra, Di fare al cittadin suo quivi festa ; Ed ora in te non stanno senza guerra Li vivi tuoi, e l' un l' altro si rode Di quei che un muro ed una fossa serra.
Pagina 528 - Di quei che un muro ed uno fossa serra. Cerca, misera, intorno dalle prode Le tue marine, e poi ti guarda in seno Se alcuna parte in te di pace gode. Che val, perchè ti racconciasse il freno Giustiniano, se la sella è vota? Senz' esso fora la vergogna meno. Ahi gente, che dovresti esser devota, E lasciar seder Cesar nella sella, Se bene intendi ciò che Dio ti nota! Guarda com...
Pagina 480 - Cantù, doveva presentare in quei tempi il paese, misto d' indigeni abbattuti da lungo servaggio, di cavalieri normanni in corazza e morione, di musulmani con turbanti; santoni insieme e frati ; corse del gerid e tornei; nordici ignoranti e corrotti meridionali; fastosi asiatici e severi scandinavi: vi si parlava greco, latino, vulgare, arabo, normanno, e in ognuna di queste lingue si pubblicavano i bandi; quali dovevano tanto quanto acconciarsi al codice giustinianeo pei greci, al coutumier pe'...
Pagina 118 - Italia , li hanno giudicati con odio e rancore, ed hanno nelle loro storie scambiati e mal interpretati quei monumenti, ella dee parer cosa naturale. Ma per Dio ella è pur troppo stolta dappocaggine storcere noi , per quelli seguire, le nostre storie, e gli oppressori anche passati adulare , ei nostri più costanti propugnatori calunniare. Io poi, quanto più m'addentro nel mio soggetto, tanto più veggo avermi, per amor di patria, e più di verità, a scostar da coloro; ondechè io prego quelli...
Pagina 118 - ... oscuro e basso, facilmente si scorge quello che tutti gli altri documenti originali continueranno a dimostrarci ; dico ogni virtù, ogni gloria, ogni luce, ogni attività rimaste in Italia, anzi nel mondo, tutte esser ridotte a quei tempi nella Chiesa e ne' suoi pontefici, e principalmente ne
Pagina 117 - potrebbe riavere se non a quel modo. L'isola di Corsica poi * è oppressa di tanta soverchieria degli esattori e tanta gravezza «d'esazioni, che gli abitatori vi possono a mala pena supplire « vendendo i proprii figlioli ; ondechè lasciando la pia repub«blica, e' sono sforzati a rifuggire alla nefandissima gente dei
Pagina 118 - Chiesa e ne' suoi pontefici, e principalmente ne' pontefici romani. Che se gli stranieri, a cui questi pontefici guastarono cosi sovente il tiranneggiar pienamente e tranquillamente Italia, li hanno giudicati con odio e rancore, ed hanno nelle loro storie scambiati e mal interpretati quei monumenti, ella dee parer cosa naturale.

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