Opere minori approvate di Giacomo Leopardi, Volume 1

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Pagina 249 - Per una donna inferma di malattia lunga e mortale e Nella morte di una donna fatta trucidare col suo portato dal corruttore per mano ed arte di un chirurgo, notiamo che delle dodici strofe che compongono la prima canzone ben undici obbediscono ad un unico schema.
Pagina 5 - ... natura; ancor la gloria dell'eterna Roma risplende sì, che tutte l'altre oscura; e la stampa d'Italia, invan superba con noi l'Europa, in ogni parte serba.
Pagina 5 - L'altre sedi parer vide a' suoi figli. Senton gli estrani, ogni memoria un nulla Esser a quella ond'è l'Italia erede; Sentono, ogni lor patria esser fanciulla Verso colei ch'ogni grandezza eccede; E veggon ben che se strozzate in culla Non fosser quante doti il ciel concede, Se fosse Italia ancor per poco sciolta, Regina torneria la terza volta.
Pagina 122 - Bella virtù qualor di te s'avvede, Come per lieto avvenimento esulta Lo spirto mio: né da sprezzar ti crede Se in topi anche sii tu nutrita e culta Alla bellezza tua ch'ogni altra eccede, O nota e chiara, o ti ritrovi occulta, Sempre si prostra: e non pur vera e salda, Ma imaginata ancor di te si scalda.
Pagina 217 - De' maccheroni suoi; ch'ai maccheroni Anteposto il morir, troppo le pesa. E comprender non sa, quando son buoni, Come per virtù lor non sien felici Borghi, terre, provincie e nazioni. Che dirò delle triglie e delle alici? Qual puoi bramar felicità più vera Che far d'ostriche scempio infra gli amici?
Pagina 251 - Serbava al fallo tuo : morir per opra Di quel che tanto amavi, e così presto Per l'età verde, e in barbaro cruciato, E non lasciar qua sopra Altro che '1 sovvenir del tuo peccato.
Pagina ix - Ella crede certo ch'io abbia passati fra le rose questi 7 anni, ch'io ho passati fra i giunchi marini. Quando la Mamma conoscerà che il trarre per una sovvenzione straordinaria non può accadermi e non mi è accaduto se non quando il bisogno è arrivato all'articolo pane; quando saprà che nessuno di loro si è mai trovato in sua vita...
Pagina 84 - Ebbe negli altri non minor fortuna, Fuor nel prossimo a questo, ove se intera La mia mente oso dir, portò ciascuna Facoltà nostra a quelle cime il passo Onde tosto inchinar l'è forza al basso.
Pagina 217 - Ranieri mio, le carte ove l'umana Vita esprimer tentai, con Salomone Lei chiamando, qual soglio, acerba e vana, Spiaccion dal Lavinaio al Chiatamone, Da Tarsia, da Sant'Elmo insino al Molo, E spiaccion per Toledo alle persone.
Pagina 59 - Negar non vo né vo tacer che sia Quantunque italian Doria il men degno, Ma perfetta bontà non consentia Quel secolo infelice, ov'ebbe regno Ferocia con arcano avvolgimento, E viltà di pensier con ardimento.

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