Annali d'Italia, dal principio dell'era volgare sino all'anno MDCCL.

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Parole e frasi comuni

Brani popolari

Pagina 68 - ... v'era sentore d'altra sorta di libidine: nondimeno i Sovrani, e molto più i sacri Pastori, stavano in continuo batticuore, che sotto il segreto di tali Adunanze, renduto impenetrabile pel preso giuramento, si covasse qualche magagna, pericolosa e forse pregiudiziale alla pubblica quiete eai buoni costumi.
Pagina 181 - Teresa, e alla maestà di Carlo Emmanuele re di Sardegna, che per sette anni tennero il dominio di questo ducato. Certo è, che non mancarono gravissimi guai e danni, frutti inevitabili della guerra, a questi stati, i quali anche contrassero più e più milioni di debiti pubblici in sì lagrimevole congiuntura.
Pagina 86 - Gli stessi Austriaci pareva che non turbassero i fatti della città, giacché non permetteva il generale Botta che alcun de' suoi soldati entrasse in quella senza sua licenza in iscritto. Ma in fine tutta questa libertà non era diversa da quella degli uccelletti che legati per un piede si lasciano svolazzare qua e là. Se non entravano a centinaia e migliaia i Tedeschi in città a farvi da padrone, poteano ben entrarvi qualora ne venisse loro il talento; e non pochi ancora v'entravano, con pagar...
Pagina 27 - Munisse fra le due corti per questo. Ma o sia, che le esibizioni della Francia non soddisfacessero al re di Sardegna ; o pure, come è più probabile, e protestò...
Pagina 12 - Interrogato da lì a qualche tempo, come avesse osato di scrivere così, rispose: perché niuna lega avea contratto il suo re colla Spagna e tale era la verità. Spedito a Vienna questo biglietto, maggiormente impressionò que' ministri che nulla v'era da temere in Italia; e perciò né quella corte né il governator di Milano presero le precauzioni opportune. Ora, mentre se ne stavano i disattenti Tedeschi in così bella estasi, verso la metà di ottobre, ecco per cinque diversi cammini calare in...
Pagina 8 - Lombardia, per estendersi poi a quasi tutto il restante d'Italia che venne però «sottoposta all'ambizione, ai capricci ea tante altre passioni dei regnanti, i quali niun ribrezzo provano a rendere infelici i proprii ed altrui paesi, col muovere sì facilmente guerra, cioè un flagello, di cui chi per sua disavventura è partecipe, sa quanto ne sia enorme il peso, quanto lacrimevoli gli effetti.
Pagina 89 - ... peggiori in avvenire. La troppo disgustosa voce del minacciato sacco, vera o falsa che fosse, disseminata oramai fra quel numeroso popolo, di troppo accrebbe il già prodotto fermento d'odio, di rabbia, di disperazione.
Pagina 84 - ... abbandonate le case, e fuggiti col loro meglio i poveri abitanti. Ma per buona ventura vi restarono le cantine piene di vino, e vino, come ognun sa, sommamente generoso di quelle colline, onde ne avrebbe quel popolo secondo il costume ricavato un tesoro. Giacché altro nemico da combattere non aveano trovato i Tedeschi, gli Svizzeri ed anche gl'Italiani, sfogarono il loro valore e sdegno contra di quelle botti, e per tre giorni ognun trionfò di que
Pagina 26 - Calcolarono alcuni , che almen dieci mila perfone tra gli uni e gli altri rellaflero freddi fui campo. Quel che è certo , ciafcuna delle parti nella notte al trovare tanta copia di morti e feriti, fi credette vinta ; e fi sa , che i Comandanti danti Franzefi tenuto Configlio meditavano già di ritirarfi ai trincieramenti della Sacca.
Pagina 69 - ... piacere d'aver dato lungo tempo la corda alla pubblica curiosità, rompessero gli argini e divolgassero anche con pubblici libri tutto il sistema e rituale di quella novità. Trovossi terminare essa in...

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