Castiglione e il mito di Urbino: studi sulla elaborazione del "Cortegiano"

Copertina anteriore
Vita e Pensiero, 2003 - 490 pagine
Lo studio dei manoscritti del Libro del Cortegiano con le redazioni dell'opera precedenti la vulgata, qui proposto da Uberto Motta, è finalizzato al rinvenimento degli obiettivi perseguiti da Castiglione durante la lunga stagione compositiva. Nella prima parte l'analisi è concentrata sui capitoli coi quali si volle fornire il Cortegiano di una cornice plasmata secondo il modello decameroniano. Si dimostra così che la codificazione del 'mito di Urbino', sotto l'egida di Federico, Guidubaldo ed Elisabetta Gonzaga, fu impresa insieme civile e letteraria, fondata sul confronto con la letteratura classica e umanistica, specie fiorentina.Al sondaggio delle circostanze storiche e culturali che legittimarono la dedica dell'opera a Miguel da Silva è riservata la seconda parte del volume. La ricostruzione dei successi letterari conseguiti in Italia dall'umanista portoghese nei campi del greco, del latino e del volgare prova che la scelta di Castiglione fu motivata e geniale. Quando il manoscritto già era nelle mani degli stampatori, l'elezione del dedicatario impresse all'opera la definitiva torsione, consacrandone, al di là dell'originaria couche feltresca, il destino europeo.
 

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Indice

INTRODUZIONE
3
La cornice del Cortegiano
24
La genesi del proemio 23
57
IIL Lerrore dei vecchi
169
Castiglione e i discepoli del Bembo
255
IIL Umanisti e poeti negli horti romani
331
Per Miguel da Silva
385
Come un ritratto di pittura
445
Indice dei manoscritti
463
Copyright

Parole e frasi comuni

Informazioni bibliografiche