Vita di Dante Alighieri, Volumi 1-2

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Fabris, 1840 - 416 pagine
 

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Brani popolari

Pagina 76 - Se vuoi campar d' esto loco selvaggio : Chè questa bestia, per la qual tu gride, Non lascia altrui passar per la sua via, Ma tanto lo impedisce, che 1' uccide : Ed ha natura sì malvagia e ria, Che mai non empie la bramosa voglia, E dopo il pasto ha più fame che pria. Molti son gli animali, a cui s' ammoglia, E più saranno ancora, infin che il veltro Verrà, che la farà morir con doglia.
Pagina 218 - Lo maggior don, che Dio per sua larghezza Fesse creando, e alla sua bontate Più conformato, e quel eh' ei più apprezza , Fu della volontà la liberiate, Di che le creature intelligenti, E tutte e sole furo e son dotate. Or ti parrà, se tu quinci argomenti, L...
Pagina 82 - Donna è gentil nel ciel che si compiange di questo impedimento ov'io ti mando, sì che duro giudicio lassù frange. Questa chiese Lucia in suo dimando e disse: ' Or ha bisogno il tuo fedele di te, ed io a te lo raccomando '. Lucia, nimica di ciascun crudele, si mosse e venne al loco dov'io era, che mi sedea con l'antica Rachele.
Pagina 92 - Del capo ch' egli avea diretro guasto. Poi cominciò: 'tu vuoi ch' io rinnovelli 'Disperato dolor che '1 cuor mi preme " Già pur pensando pria ch' io ne favelli. '' Ma se le mie parole esser den seme '' Che frutti infamia al traditor ch' io rodo, " Parlare e lagrimar vedrai insieme. '' Io non so chi tu sie, nè per che modo * Venuto se' quaggiù ; ma Fiorentino ''Mi sembri veramente quand' io t
Pagina 192 - Nell' ordine ch' io dico sono accline Tutte nature per diverse sorti, Più al principio loro e men vicine; Onde si muovono a diversi porti Per lo gran mar dell' essere, e ciascuna Con istinto a lei dato che la porti.
Pagina 173 - Ahi, serva Italia, di dolore ostello, Nave senza nocchiero, in gran tempesta, Non donna di provincie, ma bordello!
Pagina 91 - Che per 1' effetto de' suo' ma' pensieri, Fidandomi di lui, io fossi preso, ** E poscia morto , dir non è mestieri. Però quel, che non puoi avere inteso, Cioè, come la morte mia fu cruda, Udirai, e saprai, se m
Pagina 63 - Volgare, e l'altrui pregiano; e tutti questi cotali sono gli abbominevoli cattivi d'Italia , che hanno a vile questo prezioso Volgare, lo quale, se è vile in alcuna cosa, non è se non in quanto egli suona nella bocca meretrice di questi adulteri ; al cui condotto vanno li ciechi, delli quali nella prima cagione feci menzione.
Pagina 141 - In quel gran seggio a che tu gli occhi tieni Per la corona che già v
Pagina 124 - Posato al nido de' suoi dolci nati La notte che le cose ci nasconde, Che, per veder gli aspetti desiati, E per trovar lo cibo onde gli pasca, In che i gravi labor gli...

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