La Gerusalemme Liberata, Volume 2,Edizione 2

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Gotha, 1806 - 333 pagine
 

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Pagina 52 - Ma ecco ornai l'ora fatale è giunta che '1 viver di Clorinda al suo fin deve. Spinge egli il ferro nel bel sen di punta che vi s'immerge e '1 sangue avido beve; e la veste, che d'or vago trapunta le mammelle stringea tenera e leve, l'empie d'un caldo fiume. Ella già sente morirsi, e '1 pie le manca egro e languente.
Pagina 63 - Giunto a la tomba, ove al suo spirto vivo dolorosa prigione il Ciel prescrisse, pallido, freddo, muto, e quasi privo di movimento, al marmo gli occhi affisse. Al fin, sgorgando un lagrimoso rivo, in un languido: «oimè!
Pagina 51 - 1 tuo stato a me tu scopra, acciò ch'io sappia, o vinto o vincitore, chi la mia morte o la vittoria onore >. Risponde la feroce : « Indarno chiedi quel c'ho per uso di non far palese.
Pagina 298 - Giace il cavallo al suo signore appresso. : Giace il compagno appo il compagno estinto ; Giace il nemico appo il nemico ; e spesso Sul morto il vivo, il vincitor sul vinte.
Pagina 290 - Grande e mirabil cosa era il vedere quando quel campo e questo a fronte venne come, spiegate in ordine le schiere, di mover già, già d'assalire accenne; sparse al vento ondeggiando ir le bandiere e ventolar su i gran cimier le penne : abiti e fregi, imprese, arme e colori, d'oro e di ferro al sol lampi e fulgori.
Pagina 150 - Dch mira, egli cantò, spuntar la rosa Dal verde suo modesta e verginella, Che mezzo aperta ancora , e mezzo ascosa , Quanto si mostra men, tanto è più bella. Ecco poi nudo il sen già baldanzosa Dispiega: ecco poi langue, e non par quella; Quella non par che desiata avanti Fu da mille donzelle e mille amanti.
Pagina 56 - Dì, testimon de' miei misfatti ascosi, Che rimprovera a me le colpe mie ! Ahi ! man timida e lenta, or ché non osi Tu, che sai tutte del ferir le vie, Tu, ministra di morte empia ed infame, Di questa vita rea troncar lo stame? 76 Passa pur questo petto, e feri scempi Col ferro tuo crudel fa' del mio core, Ma forse, usata a fatti atroci ed empi, Stimi pietà dar morte al mio dolore. Dunque i...
Pagina 157 - Lui guarda, e in lui s' affisa, e non favella : O che sdegna, o che pensa, o che non osa. Ei lei non mira ; e se pur mira, il guardo Furtivo volge e vergognoso e tardo. XLIII. Qual musico gentil, prima che chiara Altamente la lingua al canto snodi, All...
Pagina 52 - 1 pie le manca egro e languente. Segue egli la vittoria, e la trafitta vergine minacciando incalza e preme. Ella, mentre cadea, la voce afflitta movendo, disse le parole estreme; parole ch'a lei novo un spirto ditta, spirto di fé, di carità, di speme: virtù ch'or Dio le infonde, e se rubella in vita fu, la vuole in morte ancella.
Pagina 98 - ... 1 suon di lor celeste lira. China» poi disse (e gli additò la terra) «gli occhi a ciò che quel globo ultimo serra. Quanto è vil la cagion ch'a la virtude umana è colà giù premio e contrasto! in che picciolo cerchio e fra che nude solitudini è stretto il vostro fasto!

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