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PALAZZÒN PAPAGA

PAPALINA PARÒN

PACA PALAZZO

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cio, T. avvilitivo, Gran palazzo mezzo rovinato. PALAZZÓN, s. m. Palazzone acer. di Pa.

lazzo; e Palazzotto, Palazzo grande. PALMA, s. f. Palma e Palmizio, chiamasi l'Albero frequentatissimo e di grand'uso nell' Asia e nell' Affrica,

che

produce i dalteri: Palma si dice anche alle frondi di esso. V. DATOLO.

Palme, chiamiamo que' Rami di fiori artificiali di varia sorte che intrecciati e disposti insieme si mettono ad ornamento elegli allari. PALMA DE LA MAN,

Palma, si dice al Concavo delle mani, presa la similitudine dall'albero così detto che si spande e s'allarga AVER QUANTO SU LA PALMA DE LA MAN, vale non aver nulla ; Non possedere alcuna cosa, perchè sulla mano nulla può esservi: cioè Essere miserabile.

Palma de 'olivo, Palmizio , Ramo di palma il quale si benedier la domenica dell' ulivo e dassi a' popoli per dirozione.

FATO A PALMA, Palmiforme, T. Bolanico, Ghe è conformato a guisa di pal

dicesi delle Piante. Portar uno in palma di mano, lo diciamo anche noi comunemente, e vuol dire Difenderlo, proteggerlo a spada tralta, che anche dicesi Portar alcuno in

trionfo. PALO e nel dimin. PALÊTO , dicono i nostri Calderai ad Una specie d' ancudine convessa che si pianta in terra e sul cui ceppo si batte la lastra di rame per farla

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РАСА.

TOR SO DB. LE PACIB, dicesi ancora metaf. del sigo. di Far delle perdite; e tanto si può dire del Perdere al ginoco, quan

to del Perdere in affari di commercio. PADOANADA, s. f. e nel plur. Padoan,B, Patavinità o Padovanismo, T. Filologico, Proprietà o liliotismo del linguaggio Pavlovano, di cui fu già censurato lo scritlore Tito Livio; e intendiamo non meno «i alludere ai costumi e modi proprii dei Padovani.

Così si dice nel medesimo sentimento,
VENEZIANADA, VISENTIVÅDA , TREVISANA-
DA etc. e sempre iu mala parle.
PAELA.

CasCÀR DA LA PABLA IS FOGO, V.GRABLA.
PAÈNA, s. f. Altro nome che danno i MA-

ciscalchi al GIAVARDO, V.
PAGA.

Bausia LA PAGA O EL Pagion, V. Pa-
GIÒN.
PAGADEBITI, s. m. chiamasi da noi

per ischerzo il Bastone: detto così dall'essere stalo un creditore che domandasa il suo ben bastonato. Quindi abbiamo il detialo Pagin DB BASTOXIB. V. BASTONADA. PAGÅR.

CHI PAGA AVANTI TRATO GA EL SERVIZIO
MALFATO,

Chi paga innanzi tratto è mal
servito ; e così per ordinario succede a
Colui che malcauto aoticipando una par-
te della mercede all'Arlefice prima che le
fatture siano compiute, anzi talora ne oien
cominciale, gli è poi forza tenersele an-
che malfalte, per non perdere il danaro
anticipato.
PAGIA.

RBDURSB SU LA PAGIA, V. Repür. PAGIARINA, s. f. Voce agr. Barca, Specie di Pagliaio fatto in figura conica , 80stenuto da un palo che i Toscani chiama

no Slocco. Altri lo dicono Pigxa.
PAGIAZZO.

PagraZZO DEL TERAZZO, V. TBRAZZO.
PALAR.

PALÀR EL GRAN, che altri dice SPAZZÅR EL GRAN , Separare il grano dopo battoto sull'aia dal vigliaolo : cioè separare con granata o con frasca dal monte del grano-o 'biade, quelle spighe o baccelli che hanno sfuggito la trebbiatura, le quali spighe o baccelli si chiamano Vigliuoli. V. CAVBĚLB e Arcar nell'Appendice. PALATỈNA, s. f. T. di Mascalzia, Lo stesso che LAmpezzo,

V. PALAZZISTA, 6. m. Palazzista, Nome che comprende Causidici e tutti quelli che hanno ministerio nel palazzo della ragione, cioè presso i Tribanali. PALAZZO, s. m. Palazzo e Palagio, Casa grande e magnifica.

Palazzo, dicesi anche per la Casa di
Corte o loogo de' Tribunali.
PALAZZO ROTO O CHE CASCA,

Palazzac.

PAPALINA, s. f. e più comunemente ScuFieta, chiamavasi da noi Quella specie di Berrella bianca di tela finissima, scen. denle con due appendici sopra gli orecchi , onde cuoprivasi il Doge Veneto quand'era vestito da principe e sopra cui mettevasi il corno ducale. Dicevasi PapaLiva dall'assomigliarsi alla berretta pur bianca usata dal Papa, la quale è cunosciata solto il nome suo proprio di Camauro. Si pretende da qualche Storico delle cose Venete che questo distintivo sia stato conceduto dal Pontefice Alessandro III. nel 1177. ma altri ritengono che la tradizione sia falsa ed improbabile. V. Galota nel Dizionario. PARÁDA.

PARADA, dicono i nostri Barcaiuoli al Passaggio che fanno del canale tragiltando alcun passeggicre da una sponda all'altra HO FATO DO PARÁB, Ho traghettato due polte; Ho fatto due tragitti o

tragetti. PARAGRANDINI, s. m. Termine di nuova stampa che si è però fatto comune fra noi, ed è il nome d’un Artifizio per cui pretendesi di preservar dalla grandine le campagne.

Piaccia a Dio che questa singolare invenzione tanto dimosirata e magnificata dagli avvisi sia in

progresso

di

tempo coronata dagli effetti che sin'ora non si sono però confermali. PARÈCHIO.

Parochlo, dicono i Caffellieri all'Ammanpimento che essi fanno d'una, di due o di più chicchere per dare il caffè o altro a chi lo chiede: dicendio quindi ParBCHIO PBR UNO, PBR DO , PBR QUATRO

PARBCHIŠ O FB PARBCHIO PER SIB, Ammannite per sei persone. PARIGLIA.

Pariglia anche presso poi dicesi metaf. per Contraccambio. Diciamo Rendere la pariglia per Rendere il contraccambio, Corrispondere altrui coi medesimi modi tanto in bene che in male. PARISSENTE, add. Voce aut. Appariscente , detto per agg. a uomo ,

e vale Grande e di bella presenza, maestoso, di presenza signorile. PARISSENZIA, s. £. Voće ant. che si scri

ve PARISBNTIA, Appariscenza , Bella presenza e comparsa di persona. PARLAR.

PARLAR A QUATROCHI, Parlare a qualtr'occhi, vale Da solo a solo. PARLATONA, s. f. Gran parlata o ra. gionamento, e tanto s'intende Un bel discorso morale o una diceria erudita, quanto Un ragiodamento lungo e noioso che chiamasi più propriamente Tiritera. Lunga e ricadiosa tiritera. PARON.

Paron, dicono i Secondini delle care ceri ed anche i Carcerati, per antono masia, al Gapo custode di esse.

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PALPARÌN, si dice per agg. a Uomo in

vece di PALPUGNÒN 0 SPALPUGNÒN, V. PACIENZA.

FAR DAR LA PACIENZA IN LE SCARTAB, Maniera ant, che vuol dire Far perdere

la pazienza; Far rinnegar la pazienza. PAN.

Pan de GATI, Chiamasi fam. una Specie di zuppa

di
pane

affettato, ammollito coll'acqua bollente , e condito con olio, pepe,

rosmarino e sale. PAN dB CASA, detto metaf. s'intende Tutto ciò che si possiede in famiglia, pa. ragonato alle cose esterne , ma specialmente la Moglie: onde si dice proverb. EL PAY DB CASA STUFA , che significa La consuetudine rende talora increscevoli gli amplessi coniugali e metle appetito

degli esterni. PANZA.

AndÅR A PANZA AVERTA Andare a grembo aperto , vale Procedere con lar. ghezza, con ingenuità. PAPA.

FAR LA PAPA, parlando d'un affare, Lo stesso che FAR LA PANADA, V. Panada. PAPAGÀ, s. m. chiamasi fig. un Vaso di vetro, che serve per quelli che hanno incontinenza di orina.

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PARTÈR, s. m. Platèa, dicesi La parte più bassa d'un teatro, dove stanno gli spettatori. V. PLATÈA. PARŮCA, s. f. dicesi da molti per Poru

PBRU

CA, V.

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li ca.

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CO INTRASIEN A PUR

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me credevasi, ma è corrotta dal latino Papyrus, ch'è il Cyperus papyrus dei Naturalisti, Pianla celebre dell'Egitto e della Sicilia, di cui gli Egiziani,e poi i Greci ed i Romani fecero tanto uso in diverse inanifallure,tra le quali servivansi della parte più tenera della radice luci. gnoli nelle torce de' funerali. Abbiamo pel Lessico latino del Forcellini a prova di questa verità il seguente passo di Vegezio: Papyrum candelarum purgatam subtiliter carpis, intingis in ovi albumento etc.

E siccome la Pianta che noi chamiamo PAVĖRA , serve a varii di quegli usi a' quali serviva il Papiro, come a fare stuoie, vestire fiaschi, e l'anima tenera della mazza a far lucignoli: così sembra all' Autore che per la stessa ragione sia stata questa pianta detta per analogia Papyrus, che nella corruzione della lingua latina fu poi della PavÈRA, essendo auche Papyrus di genere femminino. PAVIMENTO, s. m. Pavimento, Parte su

periore (li palco, dove si cammina. Dicesi anche Strato e Suolo, e secondo la specie Maltonato , Lastricalo, Battuto. V. Siolo. PAULO, Paolo, Nome proprio di Uomo.

Paolo, chiamasi poi una Moneta pa. palina d'argento del valore poco più di venti soldi Veneti, che una volta per ragione di confine collo Stato Papale era in corso anche fra noi. PEATÓN,

s. m. accr. di PBATA · Pes. Toni chiamavansi Quelle barcacce coperte, con finestre a guisa de' Burchielli, che servivano sotto il Governo Veneto per uso di trasportare il Doge e i Sepaiori quando recavansi solennemente ad assistere alle sacre funzioni o a visitare alcuna chiesa lontana. PECIES, s. m. chiamavasi un Vestilo da uomo, specie di sopralodos, stalo usato ai nostri tempi. PEDICÈLI, s. m. dicono i Maliscalebi alla Corrosione nella corona del piede che soffre talvolta il Cavallo , dond' esce un sangue sordido e puzzolenie. PELADÓN, add. Lo stesso che Pelatox, V. PELÅR.

Pelarse, dicono gli idioti per Appel. larsi, Ricorrere al Tribunal superiore

contro la sentenza d'un inferiore. PELATINA, s. f. Pelatina o Pelarella, detta anche Alopecia o Alopezia e Vol

Infermità che fa cailere i peli, siccome fa la tigna ed alcun altro malore. PENAZZI, s. m. Bordoni, chiamansi Quelle pende che non del tutto spuntate fuori si scuoprono nella pelle degli uccelli. Quindi FAR I PBNAZZI, Metlere i bor doni. PENDENTE.

I PENDENTI, detto in forza di sust. e scherzevolmente, vale i Testicoli. PEOCHIO.

No GO BJSOGNO DEI VOSTRI PEOCHI , si dice talvolia con qualche irritamento e familiarmente, non ho bisogno de' vo

PASSADORA, s. f. dicesi la Moghe o Femmina di Passatore o Navichiere, la qualé sull' esempio di altre voci consimili, potrebbe dirsi Passatora o Navichiera. PASSAMANERA, s. f. diciamo comunemente alla Moglie o Femmina di Passamanaio, la quale sull' esempio di altre voci consimili e così formale, potrebbe dirsi Passamanaia. PASSÈLEGO, s. m. Voce antica del nostro dialetto, usata dal Calmo, che s'interpreta Passeraio, nel sigo. metaf. di Confuso cicaleccio di più persone.

In una lettera di lode al famoso pittore Giacomo Tintoretto suo contemporaneo, dice il Calmo : Zoề LAVORAR PER TRAZER UTBLB B GLORIA, MANZAR PER VIVE'R , B UN CASCÀR IN PASSBLEGO, B UN 80NÅR, RIDBR B CANTÀR PER NO LAGARSE DAR VOLTA EL CERVELO , ASSAI CHE SB AFFISSA TANTO IN T'UN ARTEFICIO CHB I PBRDB PUÒ L'INZBGNO B LA MOLENA DBL CAO IN T'UNA BOTA. Approva il Calmo con queste espressioni il metodo svariato di vita del Tintoretto nella giudiziosa distribuzione delle ore dedi. cate a diverse azioni, cioè nel lavorare per trarne utile e gloria, nel mangiare per vivere, e nel cader poi in passeraio (socielà libera e gioviale), sonare, ridere e cantare per non diventar pazzo, come intraviene a tanti, che fisi o attuffati nell' esercizio d'una cosa sola, perdono poi l'ingegno ed il cervello tutto

ad un tratto. PASTIGLIA.

PASTIGLIE, si chiamano dal volgo quei Pezzi di pane giallo condilo che vendesi per le strade di Venezia ad uso della poveraglia; ed è Farina gialla intrisa e inescolata con discreta quantità di zibibbo,

colta in forno e tagliata in pezzi. PASTIZZIERA, s. f. diciamo alla Moglie

o Femmina di Pasticciere o Pastelliere, la quale sull'esempio di lante altre voci consimili e cosi formale, potrebbe dirsi Pasticciera o Pastelliera. PATACON.

Chjamasi da noi con questo termine PATACÒN anche una macchia d'olio o di grasso che sia in un vestilo o simile. Italianamente dicesi Frittella. PATAN.

Si dice per agg, a uomo in vece di PaTATUCO, PATIÈTO, add. dimin. di Patio, dello per agg. a uomo nel sign. di Tristanzuolo.

EL XB UN POCO PATIŠTO, Egli è alquanto sparutino o sparuluzzo o tristanzuolo. PAVÈRO.

A correzione dell'articolo inserito nel dizionario, si soggiunge, che Questa vo. ce Pavero non deriva già da Pavira, co

stri cenci , cioè Non ho bisogno di voi che siete più miserabile di me. PEÓTA, s. f.

Le PBOTB servivano all'aso delle regate, e in tali occasioni si addobbavano sfarzosamente e simboleggiavano o i quattro elementi o la caccia o la pesca e cose simili. Gli otto remiganti avevano de' restiti corrispondenti.

FAR PBOTA, diciamo all'Unirsi che fanno in brigata molte donne, per lo più di S. Nicolò e di Castello, prendere a nolo una Peota e andar gironzando per nali di Venezia , e talora recarsi al Lido od a Mestre, cantare e suonare il cemhalo, ballare e gozzovigliare. Far brigata. PERDESTO, add. da Perdere , Perduto

- EL GA PERDESTO, Egli ha perduto. PERDÙO, add. si dice pur in vece di Per

DBSTO nel sign, di Perduto. PERÈTO.

PBRŠTI DB RANB , dicesi la Polpa delle cosce delle rane che si niangiano frilte. PERINA , Pierina, delto per rezzi, è no

me proprio di Femmina. PERLA.

PERLA IN T'UN OCHIO, Lo stesso che NUVOLA, V. PERMESSO, s. m. Permesso è voce di uso fra noi, che si parla e si scrive c inlendesi quella permissione di vacanza o di assenza temporanea dall'Uflizio che dà un Presidente o simile a' suoi impiegali soggetti. PERO.

PERO BRUTO B BON, Pera brutta , buona, così registrato nel Dizionario bota. nico di T'argioni Tozzetti, Frutto di ventre quasi rotondo, di scorza scabra, striata, di colore fosco, di polpa succosa e di sapore soavissimo. A VẾR UN PERO MORTO,

Maniera di gergo, che vuol dire Avere un rendevos, un appuntamento; e dicesi talora in mala parle. V. RENDEVU. PEROLO, ed anche PERO LOTO, parlando di ghiaccio , Ghiacciuolo o Diacciuolo, dicesi a quell

' Umore che agghiaccia nel grondare. L'acqua si congela in cadendo e nelle volte a modo di ghiacciuolo. PERPETUARSE , verbo molto usato nel discorso delle persone colte, Perpetuarsi, c intendiamo più comunemenie Coptinuare senza interruzione, mantenersi nel possesso d'una carica, d'un dirillo o di una cosa in somma vantaggiosa a pregiudizio altrui. PERSEGADA.

AVÅR UN CUOR DE PERSBGADA, detto metaf. Avere un cuor di zucchero, cioè Dolce, tenero e pieghevole. PESCA.

ANDAR A PESCA DB MINCHIONI, Pescare gli avanrotti, cioè I sempliciotti, gli uomini senza esperienza, per poterli altrappare. V. MERLOTO. PESCADA.

Pescada , chiamasi ancora da'pescatorelli vaganti quella quantità di pesci di

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PARTÈR, s. m. Platea, dicesi La parte più bassa d'on teatro, dove stanno gli spettatori. V. PLATŇA. PAROCA, s. f. dicesi da molti per PeruPASSADORA, s. f. dicesi la Moglie o Femmina di Passatore o Navichiere, la quale sull' esempio di altre voci consimili, potrebbe dirsi Passatora o Navichiera. PASSAMANERA, s. f. diciamo comunemente alla Moglie o Femmina di Passamanaio, la quale sull' esempio di altre voci consimili e così formale, potrebbe dirsi Passamanaia. PASSÈLEGO, s. m. Voce antica del nostro dialetto, usata dal Calmo, che s'interpreta Passeraio, nel sign. melaf. di Confuso cicaleccio di più persone.

In una lellera di lode al famoso pillore Giacomo Tintoretto suo conlemporaneo , dice il Calmo: Zoù LAVORAR PER TRAZBA UTBLB B GLORIA , MANZAR PER VIver , B UN CASCÀR IN PASSBLEGO, E UN 80NÅR, RIDBR B CANTÀR PER NO LAGARSB DAR VOLTA EL CERV BLO, ASSAI CHB SE ABFISSA TANTO IN T' UN ART'EFICIO CHB I PBRDE PUÒ L'INZBGNO B LA MOLENA DBL CAO IN T'UNA BOTA. Approva il Calmo con queste espressioni il metodo svariato di vita del Tintoretto nella giudiziosa distribuzione delle ore dedi. cale a diverse azioni, cioè nel lavorare per trarne utile e gloria, nel mangiare per vivere, e nel cader poi in passeraio (socielà libera e giorjale), sonare, ridere e cantare per non diventar pazzo, come intraviene a tanti, che fisi o attuf fati nell'esercizio d'una cosa sola, perdono poi l'ingegno ed il cervello tutto

ad un tratto. PASTIGLIA.

PASTIGLIE, si chiamano dal volgo quei Pezzi di pane giallo condito che vendesi per

le strade di Venezia ad uso della poveraglia; ed è Farina gialla intrisa e mescolata con discreta quantità di zibibbo,

colla in forno e tagliata in pezzi. PASTIZZIERA, s. f. diciamo alla Moglie

o Femmina di Pasticciere o Pastelliere, la quale sull'esempio di tante altre voci consimili e cosi formate , potrebbe dirsi Pasticciera o Pastelliera. PATACÓN.

Chiamasi da noi con questo trrmine PATACÒN anche una macchia d'olio o di grasso che sia in un vestilo o simile. Italianamente dicesi Frittella. PATÀN.

Si dice per agg. a uomo in vece di PaTATUCO, V. PATIÈTO, add. dimin. di Patio, detto per agg. a uomo nel sign. di Tristanzuolo.

EL XB UN POCO PATIŠTO, Egli è alquanto sparutino o sparuluzzo o trislanzuolo. PAVÈRO.

A correzione dell'articolo inserito nel dizionario, si soggiunge, che Questa vo. ce Pavšao non deriva già da Pavèrs, co

me credevasi, ma è corrotta dal latino Papyrus , ch'è il Cyperus papyrus dei Naturalisti, Pianta celebre dell'Egitto e della Sicilia,di cui gli Egiziani,e poi i Greci ed i Romani fecero tanto uso in diverse manifatture,tra le quali servivansi della parte più tenera della radice

per

luci. gnoli nelle torce de' funerali. Abbiamo Del Lessico latino del Forcellini a prova di questa verità il seguente passo di Vegezio: Papyrum candelarum purgatam subtiliter carpis, intingis in ovi albumento etc.

E siccome la Pianta che noi chamiamo Pavèra, serve a varii di quegli usi a' quali servira il Papiro, come a fare sluoie, vestire fiaschi, e l'anima tenera della mazza a far lucignoli: così sembra all'Autore che per la stessa ragione sia stata questa pianta detta per analogia Papyrus,

che nella corruzione della lingua latina fu poi detta Pavšra , essendo auche Papyrus di genere femminino. PAVIMENTO, s. m. Pavimento, Parle si

periore (li palco, dove si cammina. Dicesi anche Sirato e Suolo, e secondo la specie Mattonato, Lastricalo, Battuto. 'V. Siolo. PAULO, Paolo, Nome proprio di Uomo.

Paolo, chiamasi poi una Moneta pa: palina d'argento del valore poco più di venti soldi Veneti, che una volta per ragione di confine collo Stato Papale era in corso anche fra noi. PEATON, s. m. accr. di PBATA - PeaTONI chiamavansi Qur!le barcacce coperie, con finestre a guisa de Burchielli, che servivano sotto il Governo Veneto per uso di trasportare il Doge e i Sepatori quando recavansi solennemente ad assistere alle sacre funzioni o a visitare alcuna chiesa loplana. PECHES, s. m. chiamavasi un Vestilo da uomo, spocie di sopratodos, stalo usato ai nostri tempi. PEDICÈLI, s. m. dicono i Maliscalchi al. la Corrosione nella corona del piede che soffie talvolta il Cavallo , dond' esce un sangue sordido e puzzoleple. PELADÓN, add. Lo stesso che Pelatox, V. PELAR.

Pelarse, dicono gli idioti per Appel. larsi, Ricorrcre al Tribunal superiore contro la sentenza di un inferiore. PELATỈNA, s. f. Pelatina Pelarella, detta anche Alopecia o Alopezia e Volpe, Infermità che fa cadere i peli, siccome fa la tigna ed alcun altro malore. PENAZZI, s. m. Bordoni , chiamansi Quelle pende che non del tutto spuntate fuori si scuoprono nella pelle degli uccelli. Quindi FAR I PBNAZZI, Mettere i bor doni. PENDENTE.

I PENDENTI, detto in forza di sust, e scherzevolmente, vale i Testicoli. PEOCHIO.

No GO BISOGNO DEI VOSTRI PEOCHI, si dice talvolla con qualche irritamento e familiarmeole, Non ho bisogno de' vo

stri cenci, cioè Non ho bisogno di voi che siete più miserabile di me. PEÓTA, s. f.

Le PBOTB servivano all'aso delle regate, e in tali occasioni si addobbavano sfarzosamente e simboleggiavano o i quattro elementi o la caccia o la pesca e cose simili. Gli otto remiganti avevano de' restiti corrispondenti.

FAR PBOTA, diciamo all'Unirsi che fanno in brigata molte donne, per lo più di S. Nicolò e di Castello, prendere a nolo una Peota e andar gironzando per li ca. nali di Venczia , e talora recarsi al Lido od a Mestre, cantare e suonare il cembalo, ballare e gozzovigliare. Far brigata. PERDESTO, add. da Perdere , Perduto

· EL GA PERDESTO, Egli ha perduto. PERDUO, add. si dice pur in vece di Pex

DBSTO nel sign. di Perduto. PERÈTO.

PBRŠTI DB RANB , dicesi la Polpa delle cosce delle rane che si mangiano fritte. PERINA , Pierina, delto per vezzi, è no

me proprio di Femmina. PERLA.

PERLA IN T'UN OCHIO Lo stesso che NUVOLA, V. PERMESSO, s. m. Permesso è voce di uso fra noi, che si parla e si scrive c intendesi Quella permissione di vacanza o di assenza temporanea dall'Uflizio che dà un Presidente o simile a' suoi impiegati soggetti. PERO,

PERO BRUTO B BON, Pera brutta , buona, così registrato nel Dizionario bota. nico di Targioni Tozzetti, Frutto di sentre quasi rotondo, di scorza scabra, striata, di colore fosco , di polpa succosa e di sapore soavissimo. A VŠR UN PERO MORTO,

Maniera di gergo, che vuol dire Avere un rendevos, un appuntamento; e dicesi talora in mala parte. V. RENDEVU. PÈROLO, ed anche PBROLÒTO, parlando di ghiaccio , Ghiacciuolo o Diacciuolo , diersi a quell'Umore che agghiaccia nel grondare. L'acqua si congela in cadendo e nelle volte a modo di ghiacciuolo. PERPETUARSE , verbo mollo usato nel discorso delle persone colte, Perpetuarsi, c intendiamo più comunemente Continuare senza interruziobe, mantenersi gel possesso

d' una carica, d'un diritto o di una cosa in somma vanlaggiosa a pregiudizio altrui. PERSEGADA.

Avěn UN CUOR DE PERSBGADA, detto metaf. Avere un cuor di zucchero, cioè Dolce, tenero e pieghevole, PESCA.

ANDÀR A PESCA DB MINCHIONI, Pescare gli avanrotti, cioè I sempliciotti, gli uomini senza espericoza, per poterli altrappare. V. MERLOTO. PESCADA.

Pescapa , chiamasi ancora da'pescatorelli vaganti quella quantità di pesci di

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PESÈTO PETORALI

SCADA ..

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PIAVOLEZZO PIGNAT ÈLA 1793 'fanloccio di centi, che anche dicesi Bamboccino.. PIAVOLEZZO.

Pravolozzo, si dice ancora nel signalecalo di PUTBLADA, V. PIA VOLA.

PIAVOLA DA MESTRB, chiamasi'una specic di Bambola che rendesi a Mestie per balocco delle fanciulline. Questo è un pezzo di pasta di farina, mal cotta , rappresentante una bambola , che ha due perJelle per occhi, della carta per gonnella, un pezzetlo

di granata in mano e due é anche tre piedi di canna PIAVOLA DA MBSTRB si dice poi famil. per mo tleggio

a Femmina magra e mal vestita. PIAVOLÈTA, s. f.dimin. di Piavola, V.

DA, V.

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PICAG10, s. m.

PicaGIO DB DBDAGIA CAGIA,

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lo stesso che Pe

V.

PICEGHINO }

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disse a pro

e

e

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PEVARÈLA PIAVOLETO PEVARÈLA, 1. f. T. degli Erbolai, Savoreggia o Santoreggia e Coniella ó Peverella, detta ancora 'Erba acciuga o acciagaia. Erba di buon sapore che nasee in campagna, e si coltiva anche negli orti: i Conladini Ja usano per condimento della lente e di altri cibi. Dai Sistematici si distingue in Salureia montana e in Satureiu hortensis. Nelle epizoozie è usata quest'erba per profumare le stalle. PEVERÀDA , si dice -ancora per

PBVARAPEZZÈTA, s. f. Pezzetta , vel signif. di Cencio.

Abbiamo in proverbio , L' AGO B LA PBZZBTA MANTIBN LA POVBRETA,

cioè Auche la donna povera può mantenersi decente quand' abbia ingegno di racconciarsi, PIAGA.

EL MBDBGO PIETOSO FA LA PIAGA YBRMBNosa, V. in MedeGO.

Piaga, si dice anche da noi figur. vel sigp. di Danno, Ruina

EL'M' HA CONTA LE SO PIAGHB, Mi raccontò le sue piaghe o disgrazie, i suoi mali Se tutti

i mali miei io ti potessi dir, Divider ti farei per tenerezza il cuor,

posito il nostro Metastasio. Plagioso, add. Slucchevole ; Noioso , dicesi dell'uomo. V. Pragio. FATURA PIAGIOSA ,

Opera o Fattura noiosa, fastidiosa , tediosa. PIAGNO, s.-m. si dice da molti idioti per Pragazzo, V.

Senz' ANDÅR A TOR VOLTA A TANTI PIA(GNI, Senza tanle involture o andirivieni, cioè Senza tante parole inquili; Senza arzigogoli o ghiribizzi , Senza assottigliarla tanto ; Senza tentennare o tentennarla, Senza vacillare o lilubare. PIÀSER, v.

Piase? coll' interrogativo, è .voce responsiva di Cbi o non ha inteso l'interrogatorio o si senla chiamare ; ed è come

; dicesse, Che cosa vi piace? In che cosa poss'io servirvi? cioè Che volete?1.Franzesi dicono allo stesso modo Plait-il?

Plasb! coll'ammirativo, è anche 'roce fam. di'maraviglia ebe si dice da molti al vedere o sentire un qualebe gran fatto; ed è come dicesse Che cosa mai veggo! Che cosa mai sento! Bagattelle! Zucche fritte!

Queste nraniere sono parlate dalla plebe e più dal Contado. PIASTRÈLE.

PrastaļLE, si chiamano Quelle lastrucce quadre di terra colla inverniciale e lalora dipinte, che servono ad abbellire il fondo de'camminetti alla franzese. Non avrei nessuna difficollà a dir Piastrelle,

se bon ha di meglio. PIATO, add. Piatto, Spianato, schiaccia10, di forma piapa a guisa di piattello.

Dicesi ancora nel sign. di Liscio; Polilo ; Levigato; Lustrato, Contrario di Ruvido - TOLA TUTA PIATA, Tavola lutta liscia o levigala. PIAVOLĖTO, s. m. Fantoccino, Piccolo

diversi generi o specie ch'essi offrono lailvolta in vendita, vagando per le strade della Città e gridando Cai voL STA ‘PB

OH CHE BBLA PESCADA Quanto MB DALB DE STA BBLA PBSCADA.

Così pare chiamasi figuratamente e scherzosamente Pescada qualunque massa di cose di vario genere,

che si

comprano in una sol volta. Per esempio uno soeglue ita on erbaiuolo dell'insalata , de' cavoli, delle carote e simili e poi dice:

QUANTO VOLEU DE STA PESCADA. PESÈTO, s. m. (colla s dolce) Alquanto

peso, cioè peso leggieri, non grave. PESO.

Peso morto dicesi il Sulo e semplice peso assoluto, per cui le cose ualuralniente premono una sopra l'altra senza forza o movimento-Comprare a peso morto vale Comprar qualcke animale da macello pesandolo morto Comprare a peso vivo è il Comprare un animale pesandolo vivo.

Peso grosso, diciamo a quello ch'è ragguagliato a libbra grossa ; e Peso sot. tile a quello ch'è ragguagliato alla libbra sottile. V. LIRA. PESÓTOLO, s. m. (colla s dolec) Lo stes

so che PBsto, per Peso leggieri, ma in

dica gravità minore, PESOTOLO, add. Gravicciuolo, Alquan

to grave o pesante. PESTENAGIE, s. I. si chiamano fra noi le Fette di Carota impastellate e fritte nell'olio o nel grasso. Di questa frittura facevasi grande spaccio una volta, specialmente nella quaresima, dai così deti FRITOLINI o sia Venditori di friltel. le. Talvolta vendevansi frittelle di mele, ed anche cefali salaii fricii ad uso della poveraglia. Furono poi sostituite le fritielle di farina bianca che sussistono; e le

alıre frillure non sono più di moda. PESTRÌN. ODOR DA PESTRİN, Felore di latte

agro, Quel tristo odorc che rende il latte colto

e ipacidito. PESTRINÈRA , s. f. dicesi- alla Moglie o Femmina di Lattaio, la quale sull'esempio di altre soci consimili e cosi formaie, potrebbe dirsi Lattaia. PETAFIA. V. MADAMA PATAPIA. PETIMÈTRE,s.m. Voce derivata dalFranz,

Petilmaitre, fatta comune nel nostro parlare, Civettino; Damerino; Zerbino; Ganimede, dicesi a Giovane inclinato a far all'amore, Vanerello e leggicrucolo che sta sulla moda e sull'attillalura--Tulipano o Bellimbusto direbbesi a Uno che ha bella presenza, ma è dappoco --Frinfino e Frirfrino sono voci dello stesso signif.ma antiquale PET), s. m. Voce fam. come Pitochezzo, nel significato di Spilorceria ; Taccagneria ; Miseria, Avarizia sortida. PETORÀLI, in forza di sast.chiamansi le Mele e le Pere colle che si vendono l'inverno in varii luoghi della Città nostra, e specialmente in Piazza, da coloro che gridano PETORALI BONI PER EL PETO.

100

TRES

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s.'m., dimin. di P1CEGO, indicanti un Pizzico piccolissimo di che che sia. Il Dizionario non ha diminutivo di questa voce che indica quantità minutis"sima di cosa presa colle puola delle dita riunite; e forse sarebbero in questo caso opportune le voci Miccichino; Micolino; Miccino; Pocolino e simili; ma'nessuna esprime il nostro PECEGIBTO. V. MrGOLN. PICEGHÌN, s. m. oʻTRESSBTB PICEGUİNO anche TRBSSBTB A TOR SU LA CARTA O

BTİN, si chiama una Specie di Treselle che fassi in due , nel quale dopo essersi distribuite a cadauno dodici carte, le altre sedici che reslano nel monte (TASLON ) vengono prese una alla volta, direm quasi a spizzico o a spilluzzico: dalla qual maniera è derivato il nome verbacolo Pi. CEGHIN. PICOLA, chiamasi pelle osterie di Vene

zia la Metà della Grossa, ch'è una misura da vino propria delle sole osterie, differente dalle misure de'Magazzini; e for. se è sottinteso Lyra. PICOLOTOLO, add. Piccolo e nell'espressione di questo termine, parlando di persona , intendiamo Più piccolo che meze zano e più alto di Piccolello e Piccoletto, PIÈ CODOGNI, T. di Mascalcia, Incastellatura , Dolore al piede del Cavallo, cagionato dalla siccità dell' ugna e dei quarti che comprimono le due parli, ed obbligano spessissimo il cavallo a zoppicare, perchè la forchetta è troppo serrala e non ha la sua estensione naturale. PIGNA.

El s' JA LAVÅ EL MUSO CO L' AQUA DE PIGNA, dice alcuno

per

allusione ad un Pigna poi come T. agr. significa Bar ca, Specie di Pagliaio fatto in figura conica allorno ad un palo che i Toscani chiamano Stocco. PIGNATÈLA.

FAR PIGNATĚLA , dicesi specialmente dalle donne, e più particolarmente dalle greche (superstiziose ) 'per Fur inalie o fattucchierie. V. STRIGARIA.

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