Opere varie di Alessandro Manzoni

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Stabilimento Redselli dei fratelli Rechiedei, 1870 - 955 pagine
 

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Brani popolari

Pagina 933 - ... silenzio, ed arbitro s'assise in mezzo a lor. E sparve, ei dì nell'ozio chiuse in sì breve sponda, segno d'immensa invidia, e di pietà profonda, d'inestinguibil odio e d'indomato amor. Come sul capo al naufrago l'onda s'avvolve e pesa, l'onda su cui del misero, alta pur dianzi e tesa, scorrea la vista a scernere prode remote invan; tal su quell'alma il cumulo delle memorie scese! Oh quante volte ai posteri narrar sè stesso imprese e sull'eterne pagine cadde la stanca man!
Pagina 944 - Chi v'ha detto che sterile, eterno Saria il lutto dell'itale genti? Chi v'ha detto che ai nostri lamenti Saria sordo quel Dio che v'udì?
Pagina 892 - L'allegro inno seguirono, Tornando al firmamento : Tra le varcate nuvole Allontanossi, e lento II suon sacrato ascese, Fin che più nulla intese La compagnia fedel. Senza indugiar, cercarono L'albergo poveretto Que' fortunati, e videro, Siccome a lor fu detto, Videro in panni avvolto, In un presepe accolto, Vagire il Re del Ciel. ! Dormi, o Fanciul ; non piangere; Dormi, o Fanciul celeste : Sovra il tuo capo stridere Non osin le tempeste, Use su l'empia terra, Come cavalli in guerra, Correr davanti...
Pagina 584 - Non è interessante ! e il vóto che lascerebbe nel mondo il levamela, è tanto immenso e orribile, che i più di quelli che non la vogliono per loro, dicono che conviene lasciarla al popolo, cioè ai nove decimi del genere umano. La nostra causa non è interessante ! e si tratta di decidere se una morale professata da milioni d'uomini, e proposta a tutti gli uomini, deve essere abbandonata, o conosciuta meglio, e seguita più e più fedelmente.
Pagina 435 - Quand on a tout perdu, quand on n'a plus d'espoir, La vie est un opprobre, et la mort un devoir.
Pagina 140 - ... tribolati asceso. Godi che re non sei; godi che chiusa all'oprar t'è ogni via : loco a gentile, ad innocente opra non v'è: non resta che far torto, o patirlo. Una feroce forza il mondo possiede, e fa nomarsi dritto: la man degli avi insanguinata seminò l'ingiustizia; i padri l'hanno coltivata col sangue; e ornai la terra altra messe non da.
Pagina 463 - L'arte è arte in quanto produce, non un effetto qualunque, ma un effetto definitivo. E, intesa in questo senso, è non solo sensata, ma profonda quella sentenza, che il vero solo è bello...
Pagina 915 - Te, quando sorge, e quando cade il die, E quando il sole a mezzo corso il parte, Saluta il bronzo, che le turbe pie Invita ad onorarte.
Pagina 931 - Cadde, risorse e giacque, Di mille voci al sonito Mista la sua non ha: Vergin di servo encomio E di codardo oltraggio, Sorge or commosso al subito Sparir di tanto raggio; E scioglie all'urna un cantico Che forse non morrà. ( DE. Dall'Alpi alle Piramidi, Dal Manzanarre al Reno, Di quel securo il fulmine Tenea dietro al baleno; Scoppiò da Scilla al Tanai, Dall'uno all'altro mar.
Pagina 108 - L' amor sopito , e l' anima Impaurita assale, E le sviate immagini Richiama al noto duol. Sgombra, o gentil , dall'ansia Mente i terrestri ardori-, Leva ali' Eternò un candido Pensier d'offerta, e muori: Nel suoi che dee la tenera Tua spoglia ricoprir , Altre infelici dormono , Che il duol consunse-, orbate Spose dal brando, e vergini Indarno fidanzate ; Madri che i nati videro Trafitti impallidir.

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