Storia della rivoluzione siciliana: e delle sue relazioni coi governi italiani e stranieri,1848-49

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G. Brigola, 1860 - 722 pagine
 

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Brani popolari

Pagina 337 - E veramente, alcuna provincia non fu mai unita o felice, se la non viene tutta alla ubbidienza d'una republica o d'uno principe, come è avvenuto alla Francia ed alla Spagna. E la cagione che la Italia non sia in quel medesimo termine, né abbia anch'ella o una republica o uno principe che la governi, è solamente la Chiesa...
Pagina 337 - E non è stata, dall'altra parte, sì debile, che, per paura di non perdere il dominio delle cose temporali, la non abbia potuto convocare un potente che la difenda contro a quello che in Italia fusse diventato troppo potente; come si è veduto anticamente per assai esperienze, quando mediante Carlo Magno la ne cacciò i Lombardi, ch'erano già quasi re di tutta Italia, e quando ne...
Pagina 208 - Chiesa continuerete ad essere qual siete padre dei popoli, ed a compiere con coraggio la sublime missione, alla quale, nuovo Mosè, vi chiama il Signore, per liberare il popolo di Dio dalla crudele tirannia di Faraone; solo lo scisma potrebbe nascere, se la causa della religione giungessero i perfidi a dividere dalla causa della libertà e della nazionalità
Pagina 77 - Essendosi manifestato <i il voto generale della nazione del regno delle due Sicilie di volere « un governo costituzionale, di piena nostra volontà consentiamo , « e promettiamo nel corso di otto giorni di pubblicarne le basi. Sino « alla pubblicazione della costituzione le leggi veglianti saranno in « vigore. , . « Soddisfatto in questo modo al voto pubblico , ordiniamo che le <( truppe ritornino ai loro corpi , ed ogni altro alle sue ordinarie oc
Pagina 36 - Austria scortato da una bandiera parlamentaria mi ritirava, i Consoli esteri ricevuti a colpi di fucile quando preceduti da due bandiere bianche si dirigevano...
Pagina 337 - Italiani questo primo obbligo, d'essere diventati senza religione, e cattivi: ma ne abbiamo ancora un maggiore, il quale è cagione della rovina nostra. Questo è, che la chiesa ha tenuto e tiene questa nostra provincia divisa. E veramente, alcuna provincia non.
Pagina 241 - Comincia l'appello nominale. Il primo é il rappresentante di Aci, signor La Rosa, ed egli nomina ad alta voce: Alberto Amedeo di Savoia, duca di Genova, figlio del re Carlo Alberto.
Pagina 40 - Il popolo, forte del suo sentimento siciliano e della sua vera simpatia per la causa della federazione italiana, conosce il senso di queste disposizioni date a Napoli, e colla sua sublime logica li ha inappellabilmente giudicati.
Pagina 71 - L'unica Religione dominante dello Stato sarà la Cattolica Apostolica Romana, e non vi sarà tolleranza di altri Culti. La Persona del Re sarà sempre sacra, inviolabile e non soggetta a responsabilità. I Ministri saranno sempre responsabili di tutti gli atti del Governo. Le forze di terra e di mare saranno sempre dipendenti dal Re. La Guardia Nazionale sarà organizzala in modo uniforme in tutto il Regno analogamente a quella della Capitale.
Pagina 207 - ... coloro che credono alla potenza del diritto, che maledicono la ragion del più forte, di coloro che amano gli oppressi e combattono gli oppressori. Meglio di qualunque altro voi sapete che le nazionalità non sono opera umana ma divina, che ritornare italiani è per gl'italiani un diritto sacro.

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