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dare un catalogo di tutte le voci vernacole, con gono gli accenti, gli apostrofi

, l'interpunzione e trapponendovi le adottate da' buoni scrittori, e se Tutti i segni adottati dalle scuole. Il dà verbo si non trovo di alcune l'equivalente ne' Dizionarii accentua per distinguerlo dall'articolo ; l'ha di lingua, sdegnerà forse chi mi ha

per mano di verbo (sebbene più spesso si muti in ga ) si sentire dopo la spiegazione o la definizione, anche scrive coll' aspirata per non confunderlo col seil mio parere, cioè quali potrebbero essere per

gracaso e simili, avventura i termini o i modi corrispondenti, se II. Mai non si raddoppiano le consonanti, se mi vengono a taglio? A me è sembrato di poterlo non in quanto sia necessario ad esprimere la pae doverlo fare ; e questo caso essendoinisi affac rola. Quindi scriveremo spesso, lesso, cassa, ciato moltissime volte, io mi credetti in dovere di con due ss; così stramazzo bulezzo, graapporvi quelle voci o maviere, dirò presuntive, mazzo e simili con due zz per la necessità della che la ragione, l' evidenza , l'analogia e sopra pronuncia. Gli articoli Della, Dalla, Colla che tutto l'inclinazione della lingua italiana m'hanno da noi si esprimono con una sola consonante, si suggerito. E se avverrà quindi, come è da tutti scrivono de la, da la, co la; in conseguenza desiderato, che il gran Vocabolario della Crusca de l', da l’ec. venga quando che sia riformato e compiuto, non III. I Veneziani non usano pronunziare il Ci sarà forse anche inutile il Lessico Veneziano, che e Ce come i Toscani, ma dicono Cera, Cerchio, ricorderà agli eruditi compilatori qualche centi Certo, Cicerone, come se in vece di C vi fosse naio di voci state fin qui ommesse nelle scorse una Z aspra ; anzi per meglio dire, a quella stessa edizioni,

maniera onde i Latini pronunciavano il Ti, come L'Ortografia del dialetto ha non meno im sarebbe nelle voci Citius, Duratio, Tertius, Rapegnato le mie sollecitudini; e per questo conto tio, ec. e così pronunciano modernamente anche non ho mancato di attenermi, generalmente par. i Francesi e gl' Inglesi. Quando leggiamo Chialando, agli Autori che abbiamo a stampa, e dei mare, Chiodo, Chiave, Chiesa e simili, noi le quali si vedrà il catalogo che precede il Diziona- pronunciamo come pronuncierebbero i Toscani rio. Io son per altro d' avviso che la prima regola ciamare, ciodo, ciave, ciesa, senza l'aspirala. dell'ortografia d'una lingua sia quella di scrive Tra eito, cibibo, e cibaldón scritti col C e zito, re, se fia possibile, come si parla. Se leggiamo zibibo e zibaldón colla Z aspra, noi non facdelle scritture veneziane antiche, per eseinpio le ciamo alcuna differenza nella pronuncia. Egli è prose e i versi di Andrea Calmo stampati nel però vero che qualche volta si pronuncia il chi 1563, noi vi troviamo delle sconciature ortogra naturale, come nelle voci vernacole chichirichi, fiche, che fanno arricciare il naso e che rendono chigia, chimini, chincaglie e in tante altre talvolta oscuro e inintelligibile il sentimento. Da che non sono a confondere colle prime. Abbiamo rio Varotari, che fu nel secolo posteriore, è un dunque due C di suoni diversi o sia due diverse po' più corretto, ma lontano dall'imitare colla inflessioni per proferirli. Posto davanti all'a, o, scriitura la semplicità del nostro parlare. Carlo , il C ha un suono muto o tondo, come in coGoldoni, scrittore del secolo ultimo scorso, dovreb sta, caro, cuor, camelo, camisa, ec., posto be anch'egli aver conosciuto questa regola e aver dinanzi all'e ed all'i, come in cena, certo, cinsene fatto carico; ma o ch'egli la credesse inuti to, cibo non va da noi pronunciato schiacciato o le, o che volesse seguitare gli usi de' suoi con aspirato come dai Toscani : onde ne viene che, temporanei, o forse che avesse lo scopo d' essere nelle voci vernacole chiave chieara, chiacole, più facilmente inteso da' Toscani, le prime edi chiesa, chiamòr, chicona, fa d'uopo tra il e zioni delle applaudite sue opere veneziane sono el'i interporre l'acca, altrimenti diremmo come zeppe

di queste cacografie, le quali però nelle se fosse scritto ciave, cicara, ciacole, ciamor, ristampe e molto più nelle recenti, si veggono a cicona ; e quindi se ad alcuno saltasse il grillo bastanza corrette. Ma comunque sia il fatto e la di scrivere in questa guisa, dovrebbe necessariaopinione in contrario, poichè da un canto non mente alterarsi l'ordine dell' alfabeto e mettersi abbiamo precetti che ci obblighino di scrivere a in dichiarata ed assurda contraddizione l'ortomodo altrui, e siam dall'altro suffragati dalla ra grafia della lingua vernacola colla pronuncia. gione e dal buon senso, noi adotteremo alcune Per far conoscere la differenza del C schiacregole che crediamo proprie a scrivere corretta ciato o aspirato dall'altro di suono muto o naturamente nel dialetto nostro, fissandone de'principii. | le, ci vorrebbe una specie di segno, ed io era ve

1. Tutti gli usi e le regole della grammatica ramente tentato d'imitar l' esempio de' Francesi della pronuncia che alteri la parola. Si manten ch'essi chiamano Çédille : onde scrivendosi, per

italiana sono mantenuti ove non siavi
il contrasto edi mettere sotto il C medesimo quella

virgoletta

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esempio, chiave, çhicara, chiare, chiamòr, tilgia, spadilgia, manilgia, pastilgia, artil. çhicona, schiapin, schiapar, schiopo e si gièr, artilgieria. Questa nostra maniera di promili, si facesse con quel segnetto soltopopstocono nunciare è verissima, e mi era per ciò venuta la scere come la parola dovesse essere all' uopo no tentazione di scrivere tali e simili parole nel mostro pronunciata. Ma avendo dopo qualche rifles do preciso come suona all'orecchio che sieno da sione osservato che una tale innovazione pubbli noi proferite. Ma avendo poi riflettuto che ini cata dall'Autore limitatissimo di questo Diziona sarei troppo discostato dall'uso comune senza birio, avrebbe forse dato motivo d'una critica sen sogno , che dovevasi per ciò stesso alterar l'orza confine dal canto di coloro che sono tenaci de dine alfabetico; e che d'altronde non è questa gli usi antichi ; che d' altro canto quasi tutte le che una maniera nostra di pronunciare, la quale, lingue Europee, ma in distinto modo la Francese, volendo, si potrebbe facilmente correggere : ho si pronunciano differentemente dalla scrittura ; e pensato di pigliarmela in baia e di non far torto che questo mio libro non è direttamente che ad all'ortografia ordinaria, libero già a noi di prouso de' Veneti, i quali m'intenderanno benissimo nunciare secondo il nostro uso. a prima giuota: ho pensato per tutto ciò di la VI. Nella pronuncia nostra non si fa alcuna sciar le cose nello stato primiero, ma non di me differenza tra l’sc el's o due ss. Diciam, per no di render noto il mio pensiere per abbando esempio, Pesce, Scialacquamento, Sciatica, parlo agli studii ed alla cura di qualche altro ze Scimia, come se fosse scritto pesse, sialaqualante dell'ortografia vernacola, il quale saprà mento, siatica, simia. In questa parte ho creforse inventare e suggerire un espediente miglio duto necessaria e permessa una novità, aderente re. E qui ripetiamo Aliis post me memoranda però alla semplicità della nostra pronuncia, cioè relinquo.

di uon far mai sc, ma di attenermi alla maniera IV. Voi sentirete che non solo la plebe Vene- più semplice dei duc ss o del solo s rispettivata, ma molte altre persone hanno il bel vezzo di mente. pronunciare il ce e il ei ed anche la z aspra, cu VII. II Xe poi, che ci tramandarono i nostri me se fossero una s dolce. Dicono per esempio maggiori, voce di frequentissimo uso, benchè da sinque per Cinque, sinquessento per Cinque altri sia stato scritto talvolta Se, forse per l'incento, seola per Ceola, sendà per Cendà, sie flessione dolce o affettata con cui taluno lo

provolo per Cievolo ; così pure casso per Cuzzo, nupcia, il Xe, dissi, bisogna lasciarlo originale fassa per Fazza, sarsegna per Zarzegna, sata com'è, per non confonderlo col Se dubitativo, per Zata, saratàn per Zaratàn ec. Ma questo ovvero col Se, Siete. Vedasi la voce Xe nel Dinon è che appunto un vezzo o mendo, contratto zionario. fin dalla fanciullezza per l'ignoranza o l'inavver Queste sono le poche regole o canoni ch'io tenza di chi insegna a parlare ; maniera o uso mi prefissi d'osservare sulla ortografia del diaparticolare d'una parte del popolo, eccezione del letto : dichiarando però che non intendo di legla pronuncia. Ho sentito qualche zelante dell'or gere in cattedra, nè di fare il saccente, ma di tografia ad opinare che così dunque si dovesse esporre liberamente il voto mio, posto che la voscrivere come la maggior parte pronuncia. Guar lontà di studiare la buona lingua comparata alla di Dio ch' io sia giammai per adottare una tale nostra, mi fece intraprendere e condurre a qualopinione. Non troverassi alcun Autore Veneziano che discreto termine un'opera tanto laboriosa e antico o moderno, comunque egli stesso cosi par affatto nuova, la quale non è forse che un saggio lasse, che siasi pensato di scrivere in cotal guisa : di quella migliore che potevasi fare e che un dì e questa sola sarebbe una buona ragione ; ma vi sarà fatta, come spero, da quello stimabilissimo ha poi l'altra che converrebbe alterare anzi ca mio amico zelante delle cose patrie, che la fa ora povolgere l'ordine alfabetico di migliaia di voci, comparire alla luce. e che quindi molti si discervellerebbero cercando Nel chiudere il mio discorso preliminare, deball'uopo qualche parola nel Dizionario.

bo pubblicare e manifestare la mia gratitudine V. Dicono i Toscani ed anche i Lombardi che

generalmente a tutti quelli che contribuirono alla noi non sappiamo ben pronunciare il gi avanti compilazione ed al vantaggio di questo Dizional'elle: per esempio le parole Pacotiglia, Spa- rio. E singolarmente mi protesto obbligatissimo diglia, Maniglia, Pastiglia, Artiglier, Ar alla Commissione dei rispettabili Soggetti, stata tiglieria, perchè essi vi fanno appena sentire il nominata a mia richiesta dall’Ateneo Veneto g; e a noi pare che dicano Pacotilia, Spadilia, l' anno 1821 per esaminare con occhio critico Manilia, Pastilia, Artilier, Artilieria : laddove quest'opera : nella qual Commissione si distinnoi le pronunciamo come se fosse scritto paco sero in ispezial modo li Signori Avvocato Gio.

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Francesco Avesani, Dottore Filippo Scolari e mento della qual parte ha poi moltissimo contriAbate Pietro Pasini. Fo egualmente pubblici i buito il giovane Dottore di medicina Gio. Domemiei ringraziamenti all'eruditissimo Dottore nico Nardo di Chioggia, studioso appassionato di Paolo Zannini, a quel tempo Segretario perpe questa scienza, che vedesi a suo onore nominato luo dell' Ateneo medesimo, pe' suoi riputati giu in tanti luoghi del mio libro, ov'egli spiegò le diziosi consigli diretti alla correzione ed al miglio sue teorie così per la correzione degli errori, che ramento dell'opera, de' quali cercai d' approfit v'erano nella nomenclatura ittiologica, come per tare nell'ultima ricopia : e desidero di averlo li nuovi individui marini da esso conosciuti, anafatto secondo la sua vera intenzione. Ringrazio | tomizzati e nominati. in distinto modo il Nobil Uomo Nicolò Conta Ho fatto in fine quel che ho potuto e saputo. rini del fu Bertucci, egregio cultore nelle scien Lascio ad altri la palina di migliorare e perfezioze di storia naturale anche della parte ornitolo nare la mia opera e di riprodurla quando che sia gica, per le memorie da lui favoritemi con tanta più degnamente; e conchiuderò, come disse nel bontà su questo argomento ; come pure il chia 1805 il Sig. Abate Francesco Nannini pubblirissimo ora Pubblico Professore di Storia natu cando il suo Vocabolario portatile Ferrarese-Itarale a Padova Dottore Stefano Andrea Renier, | liano, io avrò sempre la compiacenza di poter al quale sono dovuti i miei primi lumi sulla zoo dire: Ego plantavi. logia del mare; all'ingrandimento e perfeziona

DEGLI AUTORI E DE' LIBRI CONSULTATI PER L'OPERA PRESENTE.

Dizionario universale dell'Abate Alberti da Villanova.
Calepinus septem linguarum, edizione VI.
Glossarium totius latinitatis di Du-Cange.
Le opere edite del Padre Bergantini Veneziano.
Il Malmantile di Lorenzo Lippi.
Il Morgante maggiore di Luigi Pulci.
Le opere del Fagiuoli.
Le Lettere private e scientifiche del Conte Magalotti.
Prose sacre di Anton Maria Salvini.
Il Bacco in Toscana di Francesco Redi.
Rime del Burchiello.
Novelle di Francesco Sacchetti.
La Coltivazione di Luigi Alamanni.
Le Api di Giovanni Rucellai.
Opere di Messer Agnolo Firenzuola.
Le Osservazioni della lingua italiana del Cinonio.
Scelta di prose italiane stampate a Parigi nel 1812.
Le Opere dell'Abate Giuseppe Parini.
Modi di dire toscani del Padre Sebastiano Pauli.
Proverbii, Riboboli e detti proverbiali dell’Abate Pa-

vanello Vicentino. Collezione delle frasi dell'Abate Giuseppe Martinelli Ve

neziano. Enciclopedia metodica : li tomi 12. delle arti e mestieri. Ornitologia fiorentina del 1776. Tomi sei. Il Vespaio stuzzicato di Dario Varotari, Satire, stam

pate a Venezia nel 1671. Lettere e Rime di Messer Andrea Calmo Veneziano. Le Commedie dell'Avvocato Carlo Goldoni. Vocabolario del dialetto Bresciano. Vocabolario Milanese-Italiano di Francesco Cherubini. Vocabolario del dialetto Padovano dell'Abate Patriarchi. Vocabolario Siciliano etimologico italiano e latino del

l'Abate Pasqualino. Vocabolario Ferrarese Italiano dell' Abate Francesco

Nannini.

Vocabolario Mantovano-Italiano di Francesco Cherubini. Dizionario militare italiano di Giuseppe Grassi di To

rino. Vocabolario agronomico italiano di Gio. Batista Ga

gliardo. Vocabolario della Musica. Le Istituzioni botaniche di Targioni Tozzetti. Il Giardiniere avviato, del Cav. Re. Catalogo degli uccelli della provincia Pisana del dottore

Paolo Savi. Trattato degli alberi della Toscana di Gaetano Savi

Professore di botanica a Pisa. Le Memorie venete dell' Abate Gallicciolli. Delle pompe nuziali già usate presso i Veneziani : Dis

sertazione dell'Abate Jacopo Morelli. Origine delle feste Veneziane della Nobil Donna Giu

stina Renier Michiel. La Zoologia Adriatica dell’Abate Olivi di Chioggia. Dizionario del diritto Comune e Veneto di Marco Ferro. Collezione di Poesie Veneziane, moderne ed antiche

di molti autori, stampate nella tipografia Alviso

poli di Venezia. Dizionario etimologico scientifico di Verona. Lo Statuto Veneto repubblicano. Illustrazione d'un antico sigillo di Padova. Parma 1800,

in 4to. Teoria e pratica del nuovo sistema di misure e pesi. Osservazioni su alcune voci del dialetto veneziano, Scrit

tura inedita del signor Francesco Negri, coinunicata all'Autore dalla gentilezza del chiarissimo signor Emmanuele Cicogna, legatario de' Manoscritti di

quell'illustre suo amico. Manoscritti che conservansi nell' i. r. Biblioteca Marcia

na de' venetofili Alessandro Zanchi, Francesco Ne. gri e consilg. Rossi.

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