Cronica di Giovanni Villani a miglior lezione ridotta coll' ajuto de' testi a penna con note filologiche di I. Moutier e con appendici storico-geografiche comp. da France, Volume 2

Copertina anteriore
Ignazio Moutier
S. Coen, 1845
 

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Pagina 234 - Questi fu grande letterato quasi in ogni scienza, tutto fosse laico; fu sommo poeta e filosafo, e rettorico perfetto tanto in dittare e versificare, come in aringa parlare nobilissimo dicitore, in rima sommo, col più pulito e bello stile che mai fosse in nostra lingua infino al suo tempo e più innanzi.
Pagina 73 - ... usciti, o colpa o non colpa, per martorio gli fece confessare che doveano tradire la terra, e dare certe porte a' bianchi e ghibellini : ma il detto Tignoso de' Macci per gravezza di carni morì in su la colla*.
Pagina 39 - Fiorentini, e dell'altre notabili cose dell'universo in brieve, infine che fia piacere di Dio, alla cui speranza per la sua grazia feci la detta impresa, più che per la mia povera scienza: e...
Pagina 235 - ... laici; ma per l'altre sue virtudi e scienza e valore di tanto cittadino, ne pare che si convenga di dargli perpetua memoria in questa nostra Cronica, con tutto che le sue nobili opere lasciateci in iscrittura facciano di lui vero testimonio e onorabile fama alla nostra cittade.
Pagina 55 - Carlo coli' armata a Napoli, e mandatogli la figliuola del re Carlo, sì la sposò ; ma poi di promessa fatta nulla s'asseguio. E così per contradio si disse per motto: messer Carlo venne in Toscana per paciaro, e lasciò il paese in guerra; e andò in Cicilia per fare guerra, e reconne vergognosa pace.
Pagina 17 - Fu mondano uomo , ma di lui avemo fatta menzione , perocch' egli fu cominciatore e maestro in digrossare i Fiorentini , e farli scorti in bene parlare , e in sapere guidare e reggere la nostra repubblica secondo la politica.
Pagina 50 - E trattato e messo in assetto col papa e col re Carlo il passaggio di Cicilia alla primavera vegnente , per la principale cagione perch' era mosso di Francia , il papa non dimenticato lo sdegno pivso contro alla parte bianca di Firenze, non volle che soggiornasse e vernasse invano , e per infestamento de...
Pagina 235 - De vulgari eloquentia, ove promette fare quattro libri, ma non se ne truova se non due, forse per l'affrettato suo fine, ove con forte e adorno latino e belle ragioni ripruova tutti i vulgari d'Italia.
Pagina 235 - Monarchia, ove con alto latino trattò dell' officio del Papa e dello imperadore. E cominciò uno commento sopra xiiii delle sopraddette sue canzoni morali volgarmente, il quale per la sopravvenuta morte non perfetto si truova, se non sopra le tre ; la quale, per quello che si vede e come morì.
Pagina 30 - Firenze e ghibellini; e di que' loro casolari feciono piazza, acciocché mai non si rifacessono. E comperarono altre case di cittadini, come furono Foraboschi, e fondaronvi su il detto palazzo, e la torre de...

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