Opere di Niccolo Machiavelli con giunta di un nuovo indice generale delle cose notabili: Discorsi sopra le deche di Tito Livio

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G. Silvestri, 1820 - 600 pagine
 

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Pagina 74 - E veramente alcuna provincia non fu mai unita o felice, se la non viene tutta alla ubbidienza d'una republica o d'uno principe, come è avvenuto alla Francia ed alla Spagna.
Pagina 10 - I' ingegnoi povero , la poca esperienza delle cose preBenti, la debole notizia delle antiche, faranno questo mio conato difettivo e di non molta utilità , daranno almeno la via ad. alcuno, che con più virtù, più discorso e giudizio, potrà a questa mia intenzione satisfare ; il che se non mi arrecherà laude , non. mi dovrebbe partorire biasimo . E quando io considero quanto onore si attribuisca ali...
Pagina 396 - ... pericolo e più tumulto. Perché dall'una all'altra di simili esecuzioni non vorrebbe passare il più dieci anni: perché passato questo tempo, gli uomini cominciano a variare...
Pagina 61 - Cesare, quanto più è da biasimare quello che ha fatto, che quello che ha voluto fare un male. Vegga ancora con quante laudi celebrano Bruto ; talché non potendo biasimare quello per la sua potenza, e
Pagina 393 - ... regni conviene che abbiano in sé qualche bontà, mediante la quale ripiglino la prima riputazione ed il primo augumento loro. E perché nel processo del tempo quella bontà si corrompe, se non interviene cosa che la riduca al segno, ammazza di necessità quel corpo. E questi dottori di medicina dicono, parlando de...
Pagina 11 - ... vera cognizione delle storie, per non trame leggendole quel senso né gustare di loro quel sapore che le hanno in sé.
Pagina 115 - Sono questi modi crudelissimi e nimici d'ogni vivere non solamente cristiano ma umano, e debbegli qualunque uomo fuggire, e volere piuttosto vivere privato che re con tanta rovina degli uomini.
Pagina 24 - ... governi medesimi; perché quasi nessuna republica può essere di tanta vita, che possa passare molte volte per queste mutazioni, e rimanere in piede.
Pagina 56 - E debbesi pigliare questo per una regola generale: che mai o rado occorre che alcuna republica o regno sia da principio ordinato bene, o al tutto di nuovo fuora degli ordini vecchi riformato, se non è ordinato da uno ; anzi è necessario che uno solo sia quello che dia il modo e dalla cui mente dependa qualunque simile ordinazione.
Pagina 25 - Licurgo ; il quale ordinò in modo le sue leggi in Sparta, che dando le parti sue ai Re, agli Ottimati e al Popolo, fece uno stato che durò più che ottocento anni, con somma laude sua, e quiete di quella città. Al contrario intervenne a Solone, il quale ordinò le leggi in Atene ; che per ordinarvi solo lo stato popolare, lo fece di sì breve vita, che avanti morisse vi vide nata la tirannide di Pisistrato : e benché dipoi anni quaranta ne...

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