Giulio Cesare: tragedia

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Pagina 214 - Squarciata è la tua toga, e da ben cento Ferite sgorga in larga copia il sangue. Tra le braccia ti prendo, e grido e piango, E col mio velo e con le chiome asciugo Le tue ferite. Tu mi guardi e taci, Ea poco a poco chiudi i lumi, e chini
Pagina 227 - No, non pavento degli uccisi tori Le viscere e le fibre: abbiale Giove, Abbiale Pluto: a Cesare che importa? Ottocento città presi d'assalto, Trecento nazioni io soggiogai, Vidi tre mili'on d'uomini armati, Uno ne uccisi, e imprigionaine un altro, Nè auspici infausti o lieti unqua curai.
Pagina 240 - In senato: io v'accorro, e veggo Giulio Che in sembiante magnanimo e feroce Di cento ferri riparava i colpi, E solo resisteva a cento armati. Io grido: Me uccidete, e in luogo santo Uom sagrosanto rispettate; — ed urto La calca, che più densa ognor s'affolla Intorno al dittator. Ne smanio e corro Qua e là cercando e dimandando aita. Ma
Pagina 239 - registrate Per mia difesa ne' romani Annali. Della morte di Cesare innocente È Antonio: Albino, Bruto, Cassio autori Furo della congiura e della morte. Albino con preghiere e finte voci Mi trasse fuori del senato allora Che sopra il seggio d'or
Pagina 239 - s'assise, Cinto da turba supplicante e amica. Stavan da lungi taciturni e gravi E Bruto e Cassio, e del consiglio loro Orma o color non appariva in essi. Chi potea poi di tradimento e frode Albino sospettare? Albino erede
Pagina 214 - capo sul mio seno ... Ah sposo mio, Se mi amasti giammai, se ti fu cara La tua Calfurnia e la sua fede intatta, Non ti partir dalle mie braccia in questo Infausto dì. Dammi la destra in pegno. Io morto te vedrei, vedrei te ucciso, E forse per la man de
Pagina 143 - sua! La gente ebrea Perpetuamente serva andrà raminga, Priva di tempio e senza onor di regno Ne ' secoli avvenir, mostrando in fronte II gran delitto
Pagina 142 - malvagi. Oh quanto amaro A noi costò degli avi nostri il voto Contra il Figlio di Dio! Che memoranda Giusta mercede pel suo sangue sparso Rese a noi
Pagina 240 - confusi e sbigottiti i Padri, E fuggire, o soccorrere, o gridare O non sanno, o non osano. La turba Incalza Giulio; e Cassio e Cimbro e Casca Gì
Pagina 167 - sovrana Nel nipote di Mario, e al par di Mario Forte, ma più elemente e meno avaro. I Padri poi, per tante guerre stanchi, Cercan godere i loro onori in pace, E, avvezzi a rispettar del Magno i cenni, Non

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