La Gerusalemme liberata: e L'Aminta

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Firmin Didot frères, 1843 - 558 pagine
 

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Pagina 355 - Deh mira, egli cantò, spuntar la rosa Dal verde suo modesta e verginella . Che mezzo aperta ancora . e mezzo ascosa . Quanto si mostra men , tanto è più bella ! Ecco poi nudo il sen già baldanzosa Dispiega; ecco poi langue , e non par quella, Quella non par, che desiata avanti Fu da mille donzelle e mille amanti. \\ Così trapassa al trapassar d' un giorno Della vita mortale il fiore e '1 verde : Né, perché faccia indietro aprii ritorno.
Pagina 281 - L'onta irrita lo sdegno a la vendetta, e la vendetta poi l'onta rinova; onde sempre al ferir, sempre a la fretta stimol novo s'aggiunge e cagion nova. D'or in or più si mesce e più ristretta si fa la pugna: e spada oprar non giova; dansi co' pomi, e infelloniti e crudi cozzan con gli elmi insieme e con gli scudi. Tre volte il cavalier la donna stringe con le robuste braccia, ed altrettante da que' nodi tenaci ella si scinge, nodi di fier nemico, e non d'amante.
Pagina 4 - La sua forma invisibil d' aria cinse , Ed al senso mortai la sottopose : Umane membra, aspetto uman si finse; Ma di celeste maestà il compose. Tra giovane e fanciullo età confine Prese , ed ornò di raggi il biondo crine. Ali bianche vestì , ch' han d'or le cime, Infaticabilmente agili e preste.
Pagina 49 - Ma quando il sol gli aridi campi fiede Con raggi assai ferventi, e in alto sorge, Ecco apparir Gerusalem si vede, Ecco additar Gerusalem si scorge, Ecco da mille voci unitamente Gerusalemme salutar si sente. Così di naviganti audace stuolo Che mova a ricercar estranio lido, E in mar dubbioso, e sotto ignoto polo Provi l...
Pagina 1 - O Musa, tu che di caduchi allori non circondi la fronte in Elicona, ma su nel ciclo infra i beati cori hai di stelle immortali aurea corona, tu spira al petto mio celesti ardori, tu rischiara il mio canto, e tu perdona s'intesso fregi al ver, s'adorno in parte d'altri diletti, che de
Pagina 147 - Tal pieni d' ira e di vergogna in faccia Riedono stanchi i cavalier cristiani. Ella pur fugge, e timida e smarrita Non si volge a mirar s'anco è seguita.
Pagina 514 - S'egli sia miglior duce o cavaliero; Che, con fronte benigna insieme e grave, Con regal cortesia invitò dentro, Ei grande e' n pregio, me negletto e basso. Oh che sentii ! che vidi allora ! I...
Pagina 148 - E vede un uom canuto all' ombre amene Tesser fiscelle alla sua greggia accanto, Ed ascoltar di tre fanciulli il canto. Vedendo quivi comparir repente L' insolite arme, sbigottir costoro : Ma gli saluta Erminia, e dolcemente Gli affida, e gli occhi scopre ei bei crin d
Pagina 30 - 1 velo e '1 casto manto è a lei rapito: stringon le molli braccia aspre ritorte. Ella si tace, e in lei non sbigottito, ma pur commosso alquanto è il petto forte; e smarrisce il bel volto in un colore che non è pallidezza, ma candore.
Pagina 25 - Nel tempio de' cristiani occulto giace un sotterraneo altare, e quivi è il volto di Colei che sua diva e madre face quel vulgo del suo Dio nato e sepolto.

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