Storia di Bonifazio VIII. e de' suoi tempi, Volume 1

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Pagina 274 - ... fraudes et doli conditiones et intendimenta et machinamenta, et tales et talia intervenisse multipliciter asseruntur, quod, esto quod posset fieri renuntiatio, de quo merito dubitatur, ipsam vitiarent et redderent illegitimam inefficacem et nullam ». rezza e di rancore verso Bonifacio Vili ». Ma di questo un po
Pagina 65 - Santo tenersi tanto celate, che non ne avessero odore quelli che certo non volevano la sua discesa dal papato. Erano questi i freschi monaci Celestini , che lo Stefaneschi é ostinato a chiamar gente rozza. Maravigliarono forte di quella novità, e misero uno stretto assedio al Santo, rappresentandogli, come, deposta la pontificale dignità , essi rimarrebbero segno a molti insulti ; la sua diletta congregazione se ne morrebbe nel nascere.
Pagina 1 - BONIFAZIO. LE CIVILI TRISTIZIE CHE TANTO TI TEMPESTARONO NON OSARONO PROFANARTI IL CASTISSIMO PETTO. E QUANDO LA IRACONDIA DELLA MENTE TI BALESTRAVA IL PENSIERO AD INSOLITE FANTASIE TU ERI ITALIANO. PERCIÒ INNANZI A...
Pagina 287 - ... interest to justify a prose translation. Capitolo, p. 199, /. 31. Yet would He come, etc. Here one is reminded of the song of another Italian prisoner of a very different stamp, Fra Jacopone da Todi; Troppo giaccio a la piscina, Pur aspetto mi lia detto, Ch'io mi lievi, e tolla '1 letto.
Pagina 274 - Item ex eo, quod esto quod renunciatio tenuisset (quod nullo modo asseritur, neque creditur) plura postea intervenerunt quae electionem postmodum subsecutam nullam et inefficacem reddiderunt omnino: ex quo vos, qui principaliter tangimini, merito dubitatis, et in quaestionem deducitis dicendo, vos velle scire. utrum sitis Papa, prout in mandato per vos facto, si mandatum dici debet, per magistrum Joannem de Penestre clericum camerae continebatur expresse, demodo nos, qui ex vera fide asserimus et...
Pagina 54 - Maiella , e quivi si dette ad ogni maniera di penitenze. La santità della vita , la maraviglia che mettevano quelle singolari austerità, ed i miracoli, che si narravano da lui operati, gli trassero attorno molti, che lo volevano imitare : ed in poco di tempo egli da povero eremita si trovò capo e fondatore di una Congregazione, che dal suo nome preso nel papato fu detta Celestina. Egli stesso trasse in Lione al Concilio per farla approvare da Gregorio IX. Ai rigori di questi penitenti rispose...
Pagina 288 - Industria plenarie confidentes, volumus, et praesentium tibi auctoritate committimus, ut una cum nobili viro... Capitaneo militum Talliae Tusciae adversus scismaticos, et rebelles praedictos, et adjutores, et fautores eorum ad captiones castrorum, terrarum, locorum, et bonorum, ac etiam personarum ipsorum, destructionem quoque, et devastationem domorum, vinearum, et arborum eorumdem, et alias in omnibus, et per omnia, quae in hac parte, ad honorem, et exaltationem Ecclesiae Romanae videris expedire,...
Pagina 57 - Apruzzi, non patire i calori estivi ; vecchio, non bastargli le forze al viaggio: venissero piuttosto a lui. Si avvidero i Padri qual vento veniva di Morrone ; e forse pensarono con dolore al fatto , poiché é a credere che sapessero già del come si fossero messe le cose. Ma non si arresero. Tornarono alle preghiere: venisse in lettiga: uscisse del reame, ossia dalle mani di Carlo. Non volle, perché Carlo non volle. (2) A costui non dispiaceva l'indugio de' Cardinali a venire; era tempo prezioso...
Pagina 274 - ... nos offerimus, a nobis et ab aliis humiliter deferatur, et pareatur omnino. Si vero vel renuntiationem non legitime nee canonice processisse, vel electionem minus legitime et canonice subsecutam dicti Concilii declaratione , aut deliberatione claruerit , cedat error , et de vero sponso provideatur legitime et canonice universal!
Pagina 53 - Bastò questo a fermar la mente e le parole di tutti su quel famoso eremita. Chi le penitenze , chi i miracoli , chi le virtù ne discorreva : e fu anche qualcuno che lo propose a Pontefice sommo. Il Cardinale Latino , che era devotissimo del Santo di Morrone , raccolse sollecito la proposta , e senza altro in mezzo l'avvalorò del suo suffragio. Furono ad un tratto tutti presi dal pensiero della stupenda santità del romita, e per questa solo lo riputarono degno del papale seggio.

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