Opere volgari di Giovanni Boccaccio: cor, su i testi a penna, Volumi 14-15

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Per il Magheri, 1833
 

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Pagina 44 - ... una di quelle pianamente (non però tanto che bene da lui e da chi con lui era, non fosse udita) disse all'altre donne: vedete colui che va nell'inferno, e torna quando gli piace, e quassù reca novelle di coloro che laggiù sono? Alla quale una di loro rispose semplicemente: in verità tu dèi dir vero; non vedi tu com' egli ha la barba crespa e '1 color bruno per lo caldo e per lo fumo che è laggiù?
Pagina 76 - De vulgari eloquentia, dove intendeva di dare dottrina a chi imprendere la volesse, del dire in rima; e comecchè per lo detto libretto apparisca lui avere in animo di dovere in ciò comporre quattro libri, o che più non ne facesse dalla morte soprappreso, o che perduti sieno gli altri, . più non appariscono che due solamente.
Pagina 31 - Polenta; il quale ne' liberali studi ammaestrato, sommamente i valorosi uomini onorava, e massimamente quelli che per iscienza gli altri avanzavano. Alle cui orecchie venuto, Dante fuori d'ogni speranza essere in Romagna (avendo egli lungo tempo avanti per fama conosciuto il suo valore), in tanta disperazione si dispose di riceverlo e di onorarlo. Né aspettò di ciò da lui essere richiesto, ma con liberale animo, considerata qual sia a...
Pagina 14 - ... né- alcuno altro corporale disagio, con assiduo studio pervenne a conoscere della divina essenza e delle altre separate intelligenze, quello che per umano ingegno qui se ne può comprendere.
Pagina 76 - Nuova appariscono ; delle quali cose non curo di fare speziale menzione al presente. In così fatte cose, quali di sopra sono dimostrate, consumò il chiarissimo uomo quella parte del suo tempo, la quale egli agli amorosi sospiri, alle pietose lagrime, alle sollecitudini private e pubbliche ed a...
Pagina 16 - ... suoi atti gentilesca e piacevole molto, con costumi e con parole assai più gravi e modeste che il suo picciolo tempo non...
Pagina 61 - Bonifazio papa ottavo, a ridirizzare lo stato della nostra città un fratello ovvero congiunto di Filippo allora re di Francia, il cui nome fu Carlo; si ragunarono a uno consiglio per provvedere a questo fatto tutti li principi della setta...
Pagina 32 - Dante la liberalità del nobile cavaliere, e d'altra parte il bisogno stringendolo; sanza aspettare più inviti che '1 primo, se n'andò a Ravenna, dove onorevolmente dal signore di quella ricevuto, e con piacevoli conforti risuscitata la caduta speranza, copiosamente le cose opportune donandogli, in quella seco per più anni il tenne, anzi insino all'ultimo della vita di lui. Non poterono gli amorosi desiri, né le dolenti lagrime, né la sollecitudine casalinga, né la lusinghevole gloria de...
Pagina 26 - Egli vede all'una, quella che più in sé estima eminente, i capelli con magistero non usato avere alla testa ravvolti e con sottile oro, a quelli non disuguale, essere tenuti con piacevole nodo alle soffianti aure; e coronata di verdissima ellera, levata dal suo caro olmo, sotto quella, ampia, piana e candida fronte mostrare; e...
Pagina 18 - Della quale partenza Dante in tanto dolore, in tanta afflizione, in tante lagrime rimase, che molti de' suoi più congiunti e parenti ed amici niuna fine a quelle credettero, altro che solamente la morte; e quella stimarono dover essere in brieve, vedendo lui a niuno conforto, a niuna consolazione portatagli dare orecchie.

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