Quaranta giorni

Copertina anteriore
Mondadori, 17 nov 2020 - 228 pagine

La prima scena di questo straordinario romanzo è impressa nella mente di miliardi di persone in tutto il mondo. Ci sono tre croci sul monte Golgota, a Gerusalemme, e su quella centrale è inchiodato Jeshua, l'uomo che con la sua predicazione, e le sue gesta miracolose, aveva sconvolto la Palestina negli anni precedenti. Sulla croce, l'insegna con il motivo della sentenza: GESÙ DI NAZARETH RE DEI GIUDEI. Ai piedi della croce, come narrano i Vangeli, ci sono i soldati romani, alcune donne, Maria, sua madre, i discepoli più fedeli, ma anche una figura misteriosa che, non vista da nessuno, vede tutto. E vedrà anche, tre giorni dopo, Jeshua uscire dal sepolcro dove era stato sepolto, e avviarsi verso Gerusalemme. E comincerà a seguirlo. Nel frattempo, a Capri, l'imperatore romano Tiberio inizia a ricevere strani segnali dalla Palestina. È un uomo intelligente, acuto e sospettoso, e intuisce che quel predicatore, quella "specie di profeta", non era solo l'ennesimo predicatore di una terra dove i predicatori abbondano, ma era qualcosa di più. Era molto di più: un uomo che con la sua sola parola poteva minare le fondamenta dell'impero.

Valerio Massimo Manfredi ci regala un'opera serrata e visionaria, come sempre rigorosa nella ricostruzione del contesto storico, e letteralmente stupefacente nella costruzione narrativa, restituendoci la grande Storia del miracolo della Resurrezione e dei primi giorni del Cristianesimo, i primi "Quaranta giorni", come mai era stato fatto.

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Non mi è piaciuto il libro: l’ho trovato noioso e troppo poco avvincente; poi l’autore fa uso di numerosi intrecci, che comunque io ritengo un ottimo metodo per accattivarsi il lettore, tuttavia credo che nel testo lo scrittore non sia riuscito a raggiungere il suo obiettivo… non c’è suspense tra un intreccio e l’altro, per non parlare dell’inutilità di molti eventi raccontati (molti dei quali narrati anche male, senza l’ausilio di descrizioni ed utilizzato praticamente solo dialoghi)…
Manfredi è uno dei miei autori preferiti, nonché autore di molti dei romanzi che custodisco gelosamente nella mia libreria, ma questo libro penso che meriti appena due stelle (forse un po’ regalate).
 

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Il libro non mantiene quello che promette in copertina. Parla poco di Gesù e molto di guerra, di Tito, Berenice e di questo spirito/demone. Mio giudizio: molto noioso

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